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Domanda di: Mente e cervello

14/09/2007 20:00:09

Ansia e panico

Gentile dottoressa, le scrivo in quanto mio fratello soffre da diversi anni di uno stato ansioso-depressivo. Ha 31 anni, si è laureato e lavora con entusiasmo e soddisfazione, anche se la professione che svolge è pittosto stressante. Da diversi anni lotta con una sintomatologia aspecifica, un malessere generale che lo hanno costretto a fare varie indagini diagnostiche; fortunatamente non è risultato nulla di organico, ma uno stato ansioso con negli ultimi mesi attacchi di panico . ha fatto per diversi anni psicoterapia associata a farmaci , da circa tre mesi aveva sospeso perchè raggiunto una stato di benessere psicofisico , d'accordo con il psichiatra, sia la psicoterpia che i farmaci. Alcuni giorni fa si sono ripresentati gli attacchi di panico, per cui rientra a casa dal lavoro ecc..., per cui va da un neurologo che consiglia di associare il deniban (mezzacpr al mattino), a pranzo mezza compressa di Sereupin per i primi 4 giorni poi 1 + una di xanax 0.25 mg, la sera una cpr di xanax 0.25 prima di coricarsi. I primi 5 giorni si è sentito abbastanza bene, ma il giorno successivo (sereupin ne aveva presa 1 cpr il giorno prima) ha avvertito nella mattinata un formicolio al tronco e un bruciore alla lingua e un senso di tremore al volto, pallore. Al p.s. diagnosticano una intossicazione da farmaci e prescrivono il tationil 600 fiale. Oggi ha fatto le analisi e le GPT risultano il doppio del valore limite massimo. Può effettivammente il deniban creare problemi di interazione con il sereupin e lo xanax? Che fare? alcuni dicono di sospendere il deniban, altri dicono il sereupin.Aspetto con ansia un suo consiglio sulla situazione.
Cordiali saluti

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Risposte:


Risposta del17/09/2007

Il deniban è un farmaco che dà grandi successi nella diminuzio dei sintomi ma ha anche una sua intrinseca elevata tossicità. Tenga conto che tutti questi farmaci vengono escreti attraverso il fegato e quindi possono dare prolemi a questo livello. Il mio parere è di evitare associazioni di farmaci, soprattutto per patologie che possono essere affrontate diversamente. Spesso bisogna accontentarsi del male minore, ma in un caso di attacchi di panico mi pare davvero eccessivo compromettere lo stato fisico quando si possono usare altre strategie. Ad esempio una psicoterapia cognitivo-comportamentista, o tecniche di rilassamento, o una vera e propria psicoanalisi. La scelta va valutata caso per caso e quindi non posso dire quale di queste psicoterapie sia più indicata per suo fratello. In ogni caso non si dovrebbe mai sospendere contemporaneamente farmaci e psicoterapia. Prima si sospendono i farmaci e si prosegue a volte anche alungo con la psicoterapia.

Dott.ssa M.Adelaide Baldo
Specialista attività privata
Specialista in Psicologia
BRESCIA (BS)


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