Infezioni respiratorie - Argomenti

Ultimo aggiornamento: 11/05/05

Senza fumo la bilancia va su

Smettere di fumare: sul come, quando e perché ci sono risposte ben chiare, mentre su ciò che attende l'ex-fumatore poco si sa. O per meglio dire, gli studi fatti finora interessavano solo tipologie selezionate di soggetti e quindi non si potevano estendere le conclusioni a tutta la popolazione. La prima cosa che accade è che togliendo il fumo, il gesto viene spesso sostituito dal cibo e quindi è un classico l'aumento di peso. Ma vale la pena, almeno secondo gli autori di una ricerca europea, capire in che modo questo fenomeno si manifesta valutando anche un altro importante aspetto dell'abitudine al fumo, cioè la funzione polmonare, prima e dopo l'abbandono.

I polmoni migliorano ma...
Già in precedenti studi questi due aspetti erano stati presi in considerazione, solo che il campione scelto, una volta era costituito da operai delle acciaierie, in un altro erano fumatori con broncopneumopatia cronica ostruttiva leggera o moderata, oppure solo donne. In ogni caso veniva registrato un beneficio dovuto all'interruzione dell'abitudine ma un inesorabile aumento di peso. Gli autori hanno quindi voluto verificare le variazioni della funzione polmonare per stimare l'effetto netto dello smettere di fumare sottratti gli effetti sulla variazione di peso, per dimostrare se c'erano differenze tra uomo e donna. Sono state coinvolte 6600 persone reclutate in 27 centri in cui si misurava la funzionalità polmonare mediante spirometria; le misurazioni sono state eseguite tra il 1991 e il 1993, quando l'età oscillava tra 20 e 44 anni, e poi tra il 1998 e il 2002. Le informazioni sul rapporto con il fumo sono state riportate in questionari dettagliati.Un primo dato importante era che, se la funzione polmonare peggiora con l'età, l'abitudine al fumo accelera tale deterioramento. Chiaramente smettere di fumare rallentava il processo ma la funzione restava comunque peggiore negli uomini rispetto alle donne. Questo esito peggiore non era indipendente dall'aumento di peso: smettere di fumare, infatti, è spesso accompagnato da un cambiamento delle preferenze alimentari, con un aumento dell'introito calorico, una riduzione del tasso metabolico accompagnata da un aumento dell'attività enzimatica di una lipoproteina che contribuisce all'incremento del peso. Un deterrente che a volte scoraggia, soprattutto le donne, a spegnere l'ultima sigaretta.

Compensazione sfavorevole
I due effetti "collaterali", uno certamente benefico, l'altro un po' meno, in realtà combinati determinavano un vantaggio netto ridotto. Vale a dire che, considerando il potenziale beneficio che si sarebbe potuto ottenere sulla funzione polmonare smettendo di fumare, l'aumento del peso corporeo riduceva tale effetto del 38% negli uomini e del 17% nelle donne. E' possibile invertire questa tendenza nei soggetti che smettono di fumare: più che con la terapia sostitutiva della nicotina, provata anche a questo scopo, con un intervento sullo stile di vita. Ma per essere efficaci, gli sforzi individuali devono essere sostenuti e rinforzati a più livelli: famiglia, medico curante, ambiente di lavoro. L'attività fisica in queste circostanze rappresenta un importante fattore di controllo sul peso e un'opportunità di migliorare le prestazioni fisiche che di certo rinforzano la motivazione di chi ha fatto una scelta, certamente non facile.

Simona Zazzetta

Fonte
Colditz GH, Stein C. Smoking cessation, weight gain, and lung function. The Lancet 2005; 365:1600-1601

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