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A cura dell'Istituto Clinico Mater Domini
Arteriopatia periferica
L'arteriopatia periferica è una malattia che colpisce le arterie, provocandone restringimenti e/o occlusioni.
A seconda dei distretti coinvolti, si possono manifestare disturbi differenti in quanto a manifestazioni e gravità: così l'interessamento delle coronarie può portare alle sindromi anginose (angina pectoris) e/o all'infarto miocardico, mentre il coinvolgimento delle carotidi può provocare sofferenza del circolo cerebrale, con possibilità di ictus.
Anche le arterie degli arti possono venire colpite da questa patologia e, prevalentemente, quelle degli arti inferiori.
La causa principale è l'arteriosclerosi: processo degenerativo dei vasi che provoca la formazione di placche (a contenuto di colesterolo, calcio, ecc.), con conseguente riduzione o interruzione del flusso di sangue nei distretti corporei. Cause più rare sono fenomeni infiammatori (morbo di Buerger, arteriti da malattie reumatiche). La degenerazione o l'infiammazione delle arterie, per contro, possono portare alla dilatazione di un vaso, con conseguente insorgenza di un aneurisma.
L'arteriopatia obliterante (tendenza a restringimento od occlusione di vaso) periferica aterosclerotica colpisce prevalentemente il sesso maschile, soprattutto dopo i 60 anni. La donna è colpita molto più raramente al di sotto dei 60 anni (in età fertile), mentre la percentuale di rischio nei due sessi tende ad eguagliarsi oltre tale età. Per contro l'arterite (infiammazione delle arterie), soprattutto su base autoimmune (artrite reumatoide, sclerodermia, ecc.), è più frequente nella donna e legata alla patologia di origine.
A seconda del grado di restringimento dei vasi (stenosi) e della loro sede, si distinguono quattro stadi della malattia (classificazione di Leriche-Fontaine):
Nelle forme più avanzate (stenosi multiple che influiscono significativamente sul flusso del sangue, ostruzione di vasi principali), si può arrivare a lesioni necrotiche estese a carico di un arto od addirittura alla gangrena.
Tale patologia è favorita ed aggravata da:
La diagnosi è attuata attraverso un'accurata anamnesi (modo e tempi di insorgenza dei disturbi, presenza di dolori, familiarità, ecc.), un attento esame clinico (valutazione dei polsi arteriosi agli arti, del colorito e temperatura cutanea) ed esami strumentali (doppler, ecocolordoppler, angiografia, ecc.)
Il trattamento dell'arteriopatia può essere di tipo medico o chirurgico.
La terapia medica ha lo scopo di arrestare o rallentare l'evoluzione della malattia, specialmente nei primi stadi, attraverso l'uso di farmaci antiaggreganti, anticoagulanti, vasodilatatori. E' indispensabile, naturalmente, correggere i fattori predisponenti: astensione dal fumo, correzione dell'ipercolesterolemia, delle abitudini alimentari, dell'ipertensione, del diabete.
La terapia chirurgica si pone l'obiettivo di correggere le stenosi o l'occlusione di un vaso attraverso differenti metodiche: la rimozione delle placche (endoarterectomia); la sostituzione del tratto di arteria leso (innesto), piuttosto che il ripristino del flusso ematico da monte a valle del tratto leso stesso (by-pass o pontaggio).
In casi particolari, è possibile procedere alla correzione delle stenosi con tecniche mini-invasive endovascolari: dilatazione con palloncino (angioplastica), impianto di stents, impianto di endoprotesi nel caso di aneurismi (specialmente in pazienti ad alto rischio chirurgico).
Dr. Giuliano Carlo Sironi
U.O. Chirurgia Vascolare
Istituto Clinico Mater Domini (Castellanza - VA)
Sito dell'Istituto: www.materdomini.it
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