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Psicologia

Terapie non farmacologiche

La scelta del programma terapeutico adeguato rappresenta un processo individuale, che dipende non soltanto dalla gravità della depressione, ma anche delle preferenze del depresso e del parere professionale del medico curante. A volte è più vantaggioso ricorrere ad una associazione di terapie, ma è comunque sempre il medico curante la persona da consultare per l’esame di tutte le opzioni disponibili e per la decisione migliore per l’ammalato di depressione.

Esercizio fisico 
L’esercizio fisico cura la depressione in cinque modi:

  • induce l’organismo a rilasciare endorfine
  • riduce il livello di cortisolo nel sangue, l’ormone coinvolto nello stress e nella depressione
  • aiuta a vedere la vita con più ottimismo
  • dà una sensazione di soddisfazione che aiuta ad aumentare l’autostima
  • aumenta il livello di serotonina
  • L’attività fisica può essere una qualsiasi, l’importante è essere costanti: 2 o 3 volte alla settimana o, meglio, ogni giorno. Camminare, andare in bicicletta, nuotare, giocare a pallavolo, persino fare del giardinaggio sono attività consigliate. Quello che conta è che l’attività prescelta dia piacere e soddisfazione. A supporto di questa tesi due recenti studi. Il primo, il Rancho Bernardo study, si è occupato di una comunità di persone, nel sud della California, comprese tra i 50 e gli 89 anni ed ha messo in relazione esercizio fisico intenso con andamento dell’umore. I risultati hanno evidenziato che le persone in esercizio hanno un umore meno depresso, anche se il ruolo dell’attività fisica non è anche preventivo. Nell’altro studio condotto presso l’Università di Durham in North Carolina è stata dimostrata un’efficacia dell’esercizio fisico simile, addirittura, a quella dei farmaci. La ricerca è stata condotta su 156 volontari, dai cinquant’anni in su, sofferenti di depressione. Il 75% dei soggetti divisi in tre gruppi, solo farmaci, solo esercizio e farmaci/esercizio, dopo quattro mesi dall’avvio dei test ha evidenziato risultati simili, con depressione diminuita fortemente se non scomparsa. A quel punto i medicinali sono stati sospesi. Dieci mesi dopo i ricercatori hanno esaminato nuovamente i pazienti: i volontari che facevano parte del gruppo sottoposto esclusivamente al regime di esercizio hanno mostrato il più basso tasso di ricadute nella depressione, circa la metà dei casi manifestatisi nuovamente negli altri due gruppi.

    Dieta
    In molti soggetti in fase di guarigione dalla depressione è utile mantenere un peso costante. Gli scienziati non hanno ancora messo a punto una dieta contro la depressione, tuttavia per mantenersi in un buono stato di salute e per tenere sotto controllo l’umore, si raccomanda di seguire un’alimentazione bilanciata che comprenda i carboidrati complessi (grano, cereali), la frutta, la verdura, quantità moderate di proteine e basso tenore di grassi.
    Secondo una ricerca finlandese, condotta dallo psichiatra Antti Tanskanen, sembra che esista una relazione tra pesce e depressione. Si è rilevato infatti che le persone che mangiano prodotti ittici meno di una volta a settimana hanno il 31 per cento di possibilità in più di soffrire di depressione di quelle che lo mangiano più frequentemente. Ciò potrebbe essere spiegato con il fatto che il pesce contiene gli acidi grassi polinsati omega-3, detti Pufa che sarebbero alla base del trattamento delle crisi maniaco-depressive. Inoltre sembra che nei paesi in cui è più alto il consumo di pesce si hanno tassi di depressione inferiori agli altri. Secondo la ricerca finlandese, gli effetti del consumo di pesce sono particolarmente significativi per le donne, ma secondo il dottor Antti Tanskanen i risultati indicano che sono validi anche per gli uomini. Negli studi clinici controllati condotti a tutt’oggi, invece, non si è ancora dimostrata l’utilità di megadosi di vitamine o della dieta macrobiotica. La ragione dell’efficacia della dieta nella depressione potrebbe risiedere nel fatto che potrebbe migliorare l’immagine che una persona ha di sé. È comunque sempre opportuno parlare con il proprio medico per trovare la dieta giusta, qualora fosse sbagliata, infatti, potrebbe anche precipitare cambiamenti negativi di umore.

    Il discusso iperico
    L’erba di San Giovanni porta con sé da tempo la fama di erba miracolosa contro la depressione. La sua efficacia però è ancora tutta da dimostrare. Il mondo scientifico, infatti, decisamente scettico sull’uso dell’iperico si è espresso con un articolo apparso di recente su Jama, sostenendo che le precedenti ricerche, che attestavano la sua presunta efficacia come antidepressivo, non sono state svolte correttamente. Nel nuovo studio, al contrario, i soggetti, un campione di 200 pazienti adulti con depressione grave, trattati con iperico non hanno mostrato significative riduzioni nei sintomi tipici della depressione.

    Terapie alternative
    Infine una rapida rassegna di altre terapie, utili in particolari situazioni ma non particolarmente utilizzate.
    Privazione del sonno
    Dopo la deprivazione totale o parziale di un sonno notturno, si ottiene un miglioramento dei sintomi depressivi immediato ma transitorio in circa la metà dei casi, infatti dopo una dormita si torna allo stato iniziale.
    Terapia con la luce
    L’esposizione a una luce dieci volte più intensa di quella di una stanza, determina il miglioramento dei sintomi dopo alcuni giorni, in circa il 60% dei pazienti affetti da depressione di tipo stagionale.
    Terapia elettroconvulsivante
    Risulta molto efficace nel trattamento delle depressioni gravi, con rischio di suicidio, che non hanno risposto ad adeguate terapie farmacologiche.
    Autoaiuto
    Con un’adeguata analisi della propria esistenza e imparando a riconoscere i motivi della propria tristezza, si possono apprendere delle regole di rilassamento, igiene di vita, impiego del proprio tempo, riconoscimento dei problemi, che possono essere d’aiuto nell’ambito però di un intervento terapeutico completo.

    Marco Malagutti


    Fonti
    Cross-sectional and prospective study of exercise and depressed mood in the elderly : the Rancho Bernardo study; Am J Epidemiol 2001 Mar 15;153(6):596-603; Kritz-Silverstein D, Barrett-Connor E, Corbeau C.

    Depression Guidelines. 1997, Northamptonshire Health Autority, www.nhantphd.demon.co.uk/content1.htm
    Second thoughts about safety at St John’s wort; Lancet 1999; 354: 2014-2016; Ernst E.

    Approfondimenti
    Associazione per la ricerca sulla depressione


     

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