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Domanda di: Occhio

17/09/2008 19:08:53

Cheratocono

Sono affetto da cheratocono da più di vent'anni e sono in cura presso il polclinico univesitatario di Messina dove sono stato operato di cataratta in entrambi gli occhi. Ho sentito parlare dell'intervento di Cross Linking sapete se in questo ospedale praticano questo intervento?
A. ROBERTO

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Risposte:


Risposta del20/09/2008

Carissimo,
spero proprio di si perchè è già un pò che lo pratichiamo!
Il “cross-linking” del collagene corneale Riboflavina-UVA indotto consiste nella foto-polimerizzazione delle fibrille del collagene stromale con lo scopo di aumentarne la rigidità e la resistenza alla cherato-ectasia attraverso l’azione combinata di una sostanza foto-sensibilizzante (riboflavina o vitamina B2) e fotoassorbente con l’irraggiamento mediante luce ultravioletta da illuminatore in stato solido di tipo UVA.
Essa ha un potenziale impatto socio-sanitario di grande rilievo e potrebbe consentire,
qualora i risultati a lungo termine (oltre 5 anni) lo confermino, una riduzione della necessità di trapianti corneali,se applicata al cheratocono ancora in fase rifrattiva, intorno al 50%.
Rispetto alle altre metodiche mini-invasive quali gli anelli intrastromali (INTACS), la chirurgia con laser ad eccimeri, le quali non sono in grado di bloccare la cheratectasia rivolgendosi esclusivamente alla cura degli effetti rifrattivi del cheratocono, il CROSS-LINKING DEL COLLAGENE si rivolge alla prevenzione ed alla cura di alcuni tra i più importanti meccanismi fisiopatologici alla base del cheratocono avendo dimostrato: un effetto di incremento sulla resistenza e sulla stabilità biomeccanica della cornea, un effetto di aumento del diametro fibrillare del collagene, un effetto anticollagenasico, un effetto apoptotico di bonifica dei cheratociti degenerati dello stroma anteriore ed intermedio seguito da un ripopolamento cellulare che parte dagli strati corneali profondi (cellularmente integri). Il processo di fotopolimerizzazione inizia con una deaminazione ossidativa e la formazione di legami fra filamenti di collagene adiacenti contenute all’interno della stessa fibrilla e la successiva azione di ripopolamento cellulare con cheratociti “sani” provenienti dalla porzione corneale posteriore e (solo parzialmente) periferica della cornea. Questo meccanismo ripopolativo è, ma ciò necessita tempo per essere verificato, alla base della durata nel tempo del fenomeno di cross-linking riferito dai colleghi di Dresda, ben superiore al tempo di rinnovamento del collagene corneale che si completa in 24-36 mesi. Questa durata nel tempo potrebbe essere la chiave di volta del trattamento: nuove cellule cheratocitarie “sane” condizionano la formazione di collagene non patologicamente privo di legami intrafibrillari (quindi normali) che nel lungo periodo rimpiazzano il collagene cross-linkato.
Il cross-linking del collagene mediante Riboflavina 0,125% - UVA è consigliabile nelle forme di cheratocono in fase refrattiva (stadio 1 e 2) che stanno progredendo negativamente, il cui peggioramento negli ultimi 6 mesi sia documentabile clinicamente,topograficamente, pachimetricamente (thinnest point Orbscan II), topo-aberrometricamente (peggioramento delle componenti comatica e di alto ordine).
Da escludere dal trattamento categoricamente tutti gli occhi con spessore corneale inferiore a 400 micron in thinnest point, a nostro avviso sono da escludere dal trattamento sperimentale anche soggetti in età inferiore ai 14 anni e superiore ai 40 anni, quei pazienti che manifestino stabilità clinico-strumentale acclarata negli ultimi 6-12 mesi, occhi con storia di pregressa cheratite erpetica, presenza di opacità cicatriziali corneali e strie di Vogt marcatamente evidenti alla lampada a fessura e verificate anche con microscopia confocale per la tipizzazione dell’orientamento. In questa situazione sono da escludere dal trattamento soggetti con strie di Vogt a distribuzione o pattern reticolare o intrecciate evidenti all’esame della cornea mediante microscopia confocale. Questa ultima rappresenta una controindicazione da noi evidenziata per la prima volta a livello mondiale con la pubblicazione sulle più prestigiose riviste specializzate del settore, per il potenziale sviluppo di haze corneale (opacità cicatriziale) post-operatorio; sono inoltre da escludere dal trattamento anche pazienti con grave occhio secco, infezioni corneali in atto e malattie autoimmuni concomitanti.

Dott. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Specialista in Oftalmologia
PISA (PI)


Risposta del20/09/2008

Un caro saluto.
siravo@supereva.it
http://drsiravoduilio.beepworld.it
http://www.beepworld.it/members/drsiravoduilio/
http://siravoduilio.it.gg


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Dott. Duilio Siravo
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