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Domanda di: Mente e cervello

06/10/2006 13:47:51

Ci riprovo: possibile idrocefalo o igroma

Salve, ho già scritto e spero in una vostra possibile risposta. I dai inseriti sono quelli di mia madre: è ricoverata da più di un mese, prima in una clinica dove non capivano che problema avesse, poi in ospedale dove dai sintomi (prima scambiati per quelli del disturbo bipolare di cui lei soffre e per cui è curata con antidepressivi da giugno scorso) le stanno diagnosticando da una settimana un possibile igroma/idrocefalo, avuto come conseguenza tardiva dell'operazione per aneurisma cerebrale avvenuta a gennaio scorso.
Ora prevedono di farle un prelievo di liquor dal midollo e poi l'operazione per l'inserimento della valvola e del drenaggio.
Vi chiedo gentilmente alcuni chiarimenti vista la diagnosi:
1) il prelievo del liquor è proprio necessario e previsto dal protocollo in questi casi?
2) l'operazione per l'idrocefalo quanto può durare, è complessa?
3) il decorso post-operatorio sarà lungo?
4) perchè non si procede subito con l'operazione visto che alcuni medici ci dicono che sta rischiando danni permanenti?

Vi ringrazio anticipatamente!
saluti

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Risposte:


Risposta del09/10/2006

Egregio signore,
non si lamenti troppo delle eventuali tardive risposte, poichè questo servizio è affidato solo alla volontarietà dei medici iscritti e il tempo, come sa, è tiranno soprattutto per noi.
Comunque:
se è stato diagnosticato un idrocefalo ostruttivo non vedo perchè non si debba intervenire subito. L'intervento è semplice, viene effettuato in anestesia locale, dura circa 1 ora.Il prelievo di liquor non dal midollo ma dagli spazi liquorali in sede lombare lontani dal midollo (rachicentesi) è verosimilmente necessario per escludere una eventuale infezione che controindicherebbe l'intervento di shunt. Nel frattempo però in base alle condizioni cliniche della paziente si può eseguire una derivazione esterna provvisoria che in seguito verrà collegata all'interno per il definitivo intervento.
Se invece si tratta di igroma,l'intervento è tecnicamente diverso ovvero va trattato come un ematoma sottodurale cronico, sempre che sia clinicamente significativo.
Cordiali saluti

Dott. Giovanni Migliaccio
Medico Ospedaliero
Specialista in Neurochirurgia
MILANO (MI)


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