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Domanda di: Stomaco e intestino

27/02/2005 17:50:54

Cirrosi ed esami

Quesito: Lo scorso giugno 2004, mia madre,da tempo diabetica e sofferente di cirrosi epatica, a causa di una trasfusione di sangue infetto, si sottopose ad esami di sangue di routine. Da quest'ultimo referto si evinse che i valori erano :(Azotemia 37)-(Creatinina 0,8)-(Birilubina tot. 2,82 H)-(Birilubina diretta 0,83 H)-(Ferritina 131)-(Ast 114 H)-(Alt 149 H)-(Proteine totali 7,2)-(Alfafetoproteina 26,6). Fu sottoposta, inoltre, ad ecografia addominale dalla quale si riscontrò: (Fegato di dimensioni normali il lobo dx, aumentato il sx e dx, con ecostruttura intensamente disomogenea soprattutto nel lobo sx)-(Asse splenoportale di calibro dilatato)-(Colecisti :exeresi)-(Pancreas normale per dimensioni ad ecostruttura regolare)-(Milza aumentata di volume. Ectasia dei vasi ilari)-(Reni di forma e dimensioni normali. Regolare lo spessore corticomidollare. Non segni di litiasi o idronefrosi)-(Vie biliari intra ed extra epatiche non dilatate). Da questi risultati il suo medico che l'aveva in cura, mi tranqulizzò, asserendo che la situazione era sempre stabile.
Due mesi dopo, a fine agosto 2004, la paziente ripetette gli esami (Azotemia 33)-(Glicemia 258)-(Creatinina 0,8)-(Acido urico 2,6)-(Colesterolo 138)-(Colesterolo HDL 20 L)-(Colesterolo LDL 101)-(Trigliceridi 83)-(Bilirubina tot 7,47)-(Bilirubina tot 3,02)-(Ast 338)-(Alt 432)-(GGT 185)-(Fostafasi alcalina 1264)-(V.E.S. 82).
Alla luce di quanto esposto,la domanda è:
"Con questi valori, alcuni dei quali non nella norma, la paziente necessitava di ulteriori analisi più approfondite e soprattutto a cosa andava incontro, anche se il medico che l'aveva in cura, mi ha sempre rassicurata.
Grazie per la risposta che Vi degnerete di inviarmi. Cordiali saluti.

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Risposte:


Risposta del03/03/2005

Senza la paziente davanti è praticamente impossibile rispondere a questo quesito.
La Cirrosi epatica è una malattia severa, che accorcia decisamente l'aspettativa di vita, per la quale non c'è ancor oggi alcuna terapia se non "di sostegno". Questo significa che purtropo noi medici assistiamo al lendo (e qualche volta rapido) deterioramento dei nostri pazienti, potendo offrire solo cure palliative. Dagli esami la situazione di sua madre era fin dall'inizio discretamente compromssa.. che altro dirle? Credo che il medico che l'ha seguita sia stato fin dall'inizio ben cosciente di cio'. Fare altre indagini non avrebbe inoltre sicuramente migliorato le possibilità di cura. Cordialmente

Prof. Alfredo Saggioro
Medico Ospedaliero
Specialista in Gastroenterologia
Specialista in Medicina interna


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