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Domanda di: Infezioni

25/11/2005 14:16:08

Colesterolo

Ppemetto che sono a dieta perenne, avendo tendenza ad ingrassare. Da un anno a questa parte non riesco a dimagrire, malgrado buone abitudini alimentari. A settembre mi sono rivolta ad una nutrizionista (rendendomi conto che il fattore psicologico di supporto è notevole) che mi ha preparato una dieta ipocalorica a 1200 cal, uova una volta la settimana, formaggio solo una volta (ricotta) e grana sulla pasta, carne e pesce e ovviamente verdura ad ogni pasto e frutta due porzioni al giorno. In tre mesi ho perso solo due chili ma soprattutto sono partita da una situazione di colesterolemia a 230 e trigliceridi a 232 e oggi mi ritrovo con colesterolo a 331 e trigliceridi sempre uguali. E mentre sono sempre più scoraggiata per la situazione peso (ho 34 anni, sono 1.60 per 61 kg e vorrei perdere 3 kg per stare bene) ora sono allarmata per il colesterolo. Possibile che le cose siano collegate (peso che non riesco a perdere e colesterolo) e che, come io penso, ci sia un qualche squilibrio interno? Il mio medico mi ha consigliato di iniziare ad assumere armolipid e fare uno screening completo tra un mesetto, prima delle vacanze di Natale. Nel frattempo mi prenoterà una visita da un internista per vedere di risolvere la situazione (probabilmente sarà con l'anno nuovo, viste le imminenti vacanze). Io eseguo ovviamente perchè del mio medico mi fido e so che mi consiglia per il meglio. Pensavo anche ad un endocrinologo ma lei mi ha detto di partire da un internista. Il farmacista vista la mia situazione "perennemente a dieta" mi ha detto che potrebbe anche essere che il mio sistema è andato in tilt (e quindi non dimagrisco) e non riesce a smaltire i grassi nel sangue. Io mi conosco, mi rendo conto che qualcosa non va. Sto a dieta stretta e non dimagrisco e mi gonfio come un pallone. Mi scoraggio e in Sindrome premestruale la sera sgranocchio due o tre noccioline ricoperte di cioccolato e sono un po' meno rigorosa con la dieta e perdo un chilo in una settimana. Non so più che pensare.

Se in questo mar Asma avesse qualche ispirazione e qualche buon consiglio da darmi, gliene sarei grata.

Ci tengo a sottolineare che la nutrizionista non ha variato le mie abitudini alimentari ma le ha solo calibrate indicandomi cosa mangiare e quando. Io mi controllo da parecchi anni e so come devo mangiare. Quando sgarro, lo faccio consciamente. Non sono una di quelle che si ingozzano e dicono di essere a dieta, per capirci.

Grazie mille.

Alessia

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Risposte:


Risposta del28/11/2005

sarebbe opportuno consultare un endocrinologo dopo aver effettuato ecografia tiroidea
e analisi ormoni tiroidei.utile inoltre un po' di ginnastica e corsa.
distinti saluti


Dott. Vito De Caro
Medico Ospedaliero
Specialista in Igiene e medicina preventiva
Specialista in Patologia clinica
NAPOLI (NA)


Risposta del28/11/2005

Cara signora, quanto le ha suggerito il collega De Caro è assolutamente pertinente. I suoi valori di colesterolemia anche in seguito a dieta ipocalorica indurrebbero a pensare ad una sorta di inadeguatezza tiroidea. Mi occupo di nutrizione da ormai una ventina di anni e noto sempre di più nella società un gravissimo, imperdonabile errore: ci sono due variabili che Influenza no il peso e lo stato di nutrizione di un individuo; le variabili in questione sono le entrate e le uscite, come un qualsiasi bilancio. Il mondo moderno invece ha deciso che la variabile è una sola, poichè non vuole rinunciare alla sedentarietà. E la sedentarietà è il maggiore (se non l'unico a volte) responsabile degli elevati valori di colesterolo. Una dieta da 1200 kcal è estremamente bassa e si rischia di andare incontro a carenze nutrizionali soprattutto di quei nutrienti più "deboli", come il calcio. In conclusione: faccia valutare la funzionalità del suo sistema endocrino; nel frattempo, ancor prima di avere i risultati delle sue analisi inizi un programma di allenamento, il quale indipendentemente dalla sua situazione ormonale potrebbe già avere effetti positivi sulla sua colesterolemia. In seguito, metta in ordine (se non lo è) il suo assetto ormonale; ancora in seguito si faccia seguire da un esperto per una dieta equilibrata, NON iperproteica. Se poi tutti e tre questi tentativi che le riassumo nell'ordine, attività fisica (obbligatorio), correzione assetto ormonale (se necessario), dieta equilibrata (obbligatorio) dovessero non risultare in grado di abbassarle i valori colesterolemici allora, ma solo allora può essere giustificato ricorrere a terapia farmacologica.

Dott. Andrea Ghiselli
Ricercatore
Specialista in Medicina interna
ROMA (RM)


Risposta del28/11/2005

Cara signora, quanto le ha suggerito il collega De Caro è assolutamente pertinente. I suoi valori di colesterolemia anche in seguito a dieta ipocalorica indurrebbero a pensare ad una sorta di inadeguatezza tiroidea. Mi occupo di nutrizione da ormai una ventina di anni e noto sempre di più nella società un gravissimo, imperdonabile errore: ci sono due variabili che Influenza no il peso e lo stato di nutrizione di un individuo; le variabili in questione sono le entrate e le uscite, come un qualsiasi bilancio. Il mondo moderno invece ha deciso che la variabile è una sola, poichè non vuole rinunciare alla sedentarietà. E la sedentarietà è il maggiore (se non l'unico a volte) responsabile degli elevati valori di colesterolo. Una dieta da 1200 kcal è estremamente bassa e si rischia di andare incontro a carenze nutrizionali soprattutto di quei nutrienti più "deboli", come il calcio. In conclusione: faccia valutare la funzionalità del suo sistema endocrino; nel frattempo, ancor prima di avere i risultati delle sue analisi inizi un programma di allenamento, il quale indipendentemente dalla sua situazione ormonale potrebbe già avere effetti positivi sulla sua colesterolemia. In seguito, metta in ordine (se non lo è) il suo assetto ormonale; ancora in seguito si faccia seguire da un esperto per una dieta equilibrata, NON iperproteica. Se poi tutti e tre questi tentativi che le riassumo nell'ordine, attività fisica (obbligatorio), correzione assetto ormonale (se necessario), dieta equilibrata (obbligatorio) dovessero non risultare in grado di abbassarle i valori colesterolemici allora, ma solo allora può essere giustificato ricorrere a terapia farmacologica.

Dott. Andrea Ghiselli
Ricercatore
Specialista in Medicina interna
ROMA (RM)


Risposta del28/11/2005

La prima cosa su cui riflettere è il motivo per il quale Lei è a dieta perenne...infatti il suo indice di massa corporea è24,che esprime il normopeso.Quindi la sua ossessiva attenzione e preoccupazione per 3 kg,francamente mi sembra esagerata.Concordo con i colleghi che le hanno consigliato attivita' fisica e controllo tiroideo.Le ricordo comunque che il ch tot deve essere inf .a200,ldlch inf.a130,trigl.inf.a180.Quindi se non si raggiungono questi valori è indicata terapia con statine, in primis prava e simva,sino al dosaggio ottimale.

Dott. Raffaele Canali
Medicina generale convenz.
Specialista attività privata
Specialista in Endocrinologia e malattie ricambio
DESIO (MI)


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