Mezzi addormentati

20 giugno 2008

Mezzi addormentati



Addormentarsi sì, ma non del tutto, perché a volte, quando l'intervento non è esteso e non interessa l'addome o il torace, è sufficiente anestetizzare la parte interessata dalla chirurgia, anziché tutto il paziente. Si sceglie l'anestesia locale per eseguire biopsie, cioè per prelevare campioni di epidermide o di altri tessuti, per interventi che coinvolgono gli arti, le mani, i piedi e il tratto urogenitale, per la chirurgia oftalmica e per alleviare il dolore durante il parto. Naturalmente l'ampiezza della zona interessata dall'intervento o dal dolore condiziona l'ampiezza dell'effetto dell'anestetico, si distingue infatti un'anestesia locale, più circoscritta, e un'anestesia regionale, maggiormente estesa.
Il paziente, parzialmente anestetizzato, rimane sveglio ma non percepisce il dolore dell'incisione e delle varie manovre chirurgiche. L'anestetico agisce interferendo con il flusso dello ione sodio che attraversa la membrana delle cellule nervose quando viene trasmesso l'impulso nervoso che, in questo caso trasmetterebbe il segnale di dolore al cervello. Interrompendo il trasferimento di questa informazione verso il cervello, il paziente non può più sentire il dolore. Per migliorare l'efficacia, l'anestesista può decidere di somministrare a pazienti particolarmente agitati o ansiosi, anche altri farmaci sedativi che contribuiscono anche a una più rapida ripresa postoperatoria. La durata dell'effetto dipende dal tipo e dalla quantità di anestetico usato.

Agire localmente
L'anestesia locale può essere somministrata con iniezioni del farmaco nel muscolo o nella pelle, per intorpidire la zona interessata durante procedure chirurgiche, dentarie o mediche. Deve essere eseguita da personale medico preparato e soltanto in regime ospedaliero o ambulatoriale. Ma, per trovare rapido e temporaneo sollievo a dolore, irritazione e prurito causati da ferite, ustioni, eritema solare e punture d'insetto, esistono numerosi prodotti da banco disponibili in crema, unguenti, spray o lozioni. In questo caso si parla di anestetico per uso topico (per esempio, la lidocaina) che seda il dolore "addormentando" i nervi che terminano nella pelle.
Esistono anestetici locali specifici per il dolore della bocca e della gola utilizzati per dentizione dolorosa, ulcere, mal di denti, dolore dovuto a punti di sutura o a infiammazione provocata da protesi o da ponti dentari. Non sono farmaci iniettabili e non tutti necessitano di prescrizione medica.
Infine, per eseguire certi esami dell'occhio, misurare la pressione oculare o rimuovere corpi estranei o punti di sutura è bene somministrare anestetici oftalmici preparati appositamente per questo uso e somministrati esclusivamente da professionisti preparati

Regioni addormentate
Se l'intervento chirurgico diventa più esteso o coinvolge le zone al di sotto della vita o gli arti è necessario ricorrere all'anestesia regionale. L'anestetico può essere iniettato direttamente nel fluido cerebrospinale che circonda il midollo spinale, oppure nella zona leggermente più esterna, nello spazio epidurale; una tecnica, quest'ultima, usata solitamente per il parto indolore. Nel primo caso si verifica un calo della pressione sanguigna brusco ma controllabile; con l'anestesia epidurale invece, l'effetto anestetizzante è più lento ma il calo di pressione è meno probabile.
In alternativa è possibile agire direttamente sui nervi iniettando il farmaco nel tessuto circostante i nervi che controllano l'area interessata dalla chirurgia determinando un blocco nervoso che impedisce all'impulso doloroso di raggiungere il cervello.
Generalmente l'anestesia regionale è accompagnata dalla somministrazione di farmaci che riducono il sanguinamento e l'acidità dell'anestetico, così da renderlo attivo più velocemente, e da sedativi che mantengono il paziente calmo e lo aiutano eventualmente a dormire durante l'intervento.

Indicazioni, controindicazioni e vantaggi
L'anestesia parziale, oltre che per prescrizione medica, è raccomandabile ai pazienti che non se la sentono di affrontare la completa perdita di coscienza che si verifica in anestesia generale. E, viceversa, è sconsigliabile per chi si sentirebbe a disagio nel rimanere sveglio e vigile durante certe procedure mediche, nonostante l'associazione con sedativi.
In ogni caso, comunque, è necessario compiere delle verifiche prima di decidere con quale anestesia e anestetico procedere, per esempio conoscere le allergie del paziente. Inoltre, persone anziane e bambini possono risultare più sensibili agli effetti degli anestetici topici e in certi pazienti si manifesta una forma maligna di ipertermia con aumento del battito cardiaco, febbre, difficoltà respiratorie, spasmi muscolari.
Dopo l'intervento è consigliabile osservare alcune regole: non avendo pieno controllo della zona anestetizzata bisogna fare attenzione a non danneggiare la parte. Per esempio, se l'anestesia ha interessato la bocca, e manca la sensibilità locale, non bisogna mangiare o masticare mentre, nel caso degli occhi, è opportuno non strofinarseli.
La scelta a procedere con anestesia parziale risponde a un insieme di fattori che include il tipo di chirurgia, la volontà del paziente, le competenze dell'anestesista, il parere del chirurgo e eventuali patologie che controindicano l'assunzione di questo tipo di farmaci.

Simona Zazzetta


Fonti
- Medline Plus
- Health A to Z




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