La nutrizione che tiene in vita

05 settembre 2008
Focus

La nutrizione che tiene in vita



Dopo la scomparsa di Terri Schiavo, il mondo scientifico, a differenza di quello mediatico, ha continuato a interrogarsi sulle ragioni etiche e strettamente scientifiche delle scelte fatte in quell’occasione. Non essendo in grado di decidere della sua vita, per lei lo hanno voluto fare il marito e i suoi genitori, il primo però era investito legalmente della facoltà di deciderlo e, sulla base del parere dell’equipe di medici che assisteva la moglie e contro il volere dei familiari, nel 1998 chiede di far sospendere le procedure che la tengono in vita. Lo scontro si sposta nelle istituzioni: la corte della Florida, scenario della vicenda, appoggia più volte la volontà di Michael Schiavo, ma nel 2003 il governatore fa votare una legge, poi giudicata incostituzionale, che però costringe a “riattaccare la donna ai tubi” per tenerla in vita. Nella primavera del 2005 lo scontro ritorna sotto i riflettori e le autorità giudiziarie autorizzano la sospensione del mantenimento in vita, il governo americano tenta con una nuova legge di bloccare il provvedimento che però non supera l’approvazione del Senato. Ad aprile del 2005 Terri Schiavo muore.

Le opinioni degli americani
Il contrasto generato dall’argomento, non ha investito solo le autorità chiamate in causa a pronunciarsi, ma si è proiettato anche nell’opinione pubblica e dopo diversi mesi sono emersi altri dati, pubblicati da testate scientifiche di tutto rispetto come Archives of Internal Medicine. I dati sono stati raccolti sulla base di 12 interviste condotte in quel periodo, rivolte a campioni che oscillavano tra 500 e oltre 2000 soggetti, e di un exit poll di oltre 13 mila votanti. E’ emersa una maggioranza di opinioni (49%) a sostegno della rimozione dei dispositivi che nutrivano Terri Schiavo per tenerla in vita, mentre il 36% la disapprovava e, dovendo scegliere se definire l’iniziativa un atto di pietà o un atto omicida, il 57% ha optato per la prima definizione, mentre il 29% l’ha chiamata un omicidio. Sulla base delle altre domande dei questionari, il 56% di coloro che non erano d’accordo era anche contrario all’aborto, il 53% era cristiano evangelico rinato e il 52% era cattolico fortemente credente.

L'opinione dei medici
Gli autori, medici, che hanno firmato un commento riportato sempre dalla rivista, hanno tentato di spostare il focus della questione. Una delle motivazioni che sostennero ripetutamente i genitori di Terri Schiavo riguardava la capacità della loro figlia di poter deglutire e la sua mancata verifica. Un elemento che, secondo loro, avrebbe permesso la nutrizione manuale, anziché attraverso i tubi, che escludeva quindi l’ipotesi di accanimento terapeutico. Negli Stati Uniti vige, sul piano etico e legale, la regola che permette ad adulti in grado di intendere e di volere, o a chi ne fa le veci, di rifiutare interventi medici indesiderati. Se la nutrizione manuale non è un intervento medico, allora la richiesta dei due genitori poteva considerarsi legittima. I due autori provano a spostare il punto di vista, sostenendo che la giustificazione per la sospensione del nutrimento a un paziente non dipende dal fatto che questo sia somministrato artificialmente (cioè con i tubi) o naturalmente (cioè per via orale). La decisione va invece stabilita sulla base dei diritti fondamentali di autodeterminazione che permettono al paziente di rifiutare qualsiasi tipo di intervento indesiderato.

Simona Zazzetta

Fonti
Truog RD, Cochrane TI. Refusal of hydration and nutrition: irrelevance of the "artificial" vs "natural" distinction. Arch Intern Med. 2005 Dec 12-26;165(22):2574-6



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