Testamento biologico, opinioni contro

27 luglio 2007

Testamento biologico, opinioni contro



La fine di Giovanni Nuvoli ha di nuovo smosso la coscienza collettiva sulle tematiche legate al periodo che precede la morte. Questa fase può avvalersi delle cosiddette cure di fine vita, un insieme di interventi assistenziali e farmacologici che punta a ridurre al minimo la sofferenza del malato terminale. Le posizioni sulla materia sono arrivate di nuovo a un punto morto: c'è chi chiede una legge per stabilire in maniera univoca le linee guida da mettere in pratica in caso di malattia irrimediabilmente terminale e chi non vuol nemmeno sentir parlare di autodeterminazione del paziente.

Capire come succede
Il ministro della Salute Livia Turco ha annunciato di aver richiesto un'indagine in tutti gli ospedali d'Italia per verificare come si muore. L'iniziativa del Ministro vuole essere la risposta da dare a chi chiede di fare chiarezza di fronte a casi come quello di Piergiorgio Welby o Giovanni Nuvoli. "Sento il dovere - ha detto nel corso di una trasmissione televisiva - di fare una verifica.
Voglio un'indagine nelle nostre strutture per consentire a tutti di morire in modo dignitoso, e garantire ai malati la massima assistenza".
Turco ha parlato di eutanasia e ha riconosciuto il diritto di ogni cittadino all'autodeterminazione, anche quando questa porti alla morte "ma solo se si ha la coscienza di aver fatto davvero tutto. Nella malattia - ha spiegato il ministro - le persone sono più fragili, esposte e hanno bisogno dell'altro. Bisogna accompagnare il malato sempre e in ogni momento, con il massimo di cura, vicinanza, presenza e amorevolezza. Se poi - aggiunge - nonostante questa assistenza la persona, come ha deciso Welby, vuole interrompere il trattamento, allora - chiarisce - va rispettata la sua volontà".

C'è chi dice no
Il diritto di opporsi alla somministrazione di una cura è stato contestato da Carlo Casini presidente del "Movimento per la vita". "Da un punto di vista giuridico - ha dichiarato Casini - l'unico dato veramente certo è che la vita umana è un bene non disponibile. Di conseguenza dubito si possa parlare di un diritto umano a rifiutare le cure. Esiste invece un diritto alla cura che è garantito dall'art. 32 della Costituzione"
"Analogamente - continua Casini nella nota - dubito che si possa parlare di un dovere di sospendere le cure al di fuori dell'accanimento terapeutico. Esiste invece - incalza - il dovere di non usare prepotenze di nessun tipo nei confronti del malato, che è cosa diversa dal dovere di non curare. Nel caso Welby - ha aggiunto - non si è trattato di omettere l'inizio delle cure, ma di compiere un'azione positiva per interromperle. Si è così determinata deliberatamente l'immediata e inevitabile morte del malato che avrebbe potuto, invece, sopravvivere a lungo. La morte orribile per sete subita da Nuvoli ha suscitato il giusto raccapriccio nella pubblica opinione. Anche se - tiene a sottolineare Casini - quella data a Welby, e richiesta per Nuvoli, non è migliore, visto che spegnere il respiratore significa far morire il paziente per mancanza d'aria, cioè per soffocamento. Ma in questo caso - precisa Carlo Casini - almeno, non c'è stato l'atto deliberato di un medico intervenuto per uccidere".

Mettere nero su bianco la questione
"Ci auspichiamo l'approvazione in tempi brevi di una legge sul testamento biologico ha dichiarato il senatore del gruppo Verdi-Pdci, Gianpaolo Silvestri, vicepresidente della Commissione Sanità del Senato - che in una nota ha dichiarato: "la vicenda di Nuvoli ci pone pesanti interrogativi come uomini e come legislatori. Con il proscioglimento del medico Mario Riccio è stata rispettata la Costituzione e la volontà soggettiva del paziente. Purtroppo così non è avvenuto per Giovanni Nuvoli. Di ciò può gioire solamente Carlo Casini e il suo cosiddetto Movimento per la vita.
Quanti casi Welby e Nuvoli dobbiamo avere prima che la dichiarazione anticipata di volontà, meglio conosciuta come testamento biologico, esca dalle secche dei veti incrociati? Mi auguro - conclude l'esponente dei Verdi - che la Commissione Sanità giunga alla stesura del testo; io lavorerò per questo".

Gianluca Casponi



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