Cuore monitorato a distanza

14 novembre 2003

Cuore monitorato a distanza



E' attivo presso l'Unità Operativa di Cardiologia I dell'ospedale S. Camillo di Roma, un servizio di telecardiologia gratuito per pazienti che hanno subito un infarto miocardico o altri eventi coronarici acuti. Il servizio è attivo 24 ore su 24 e permette di tenere sotto controllo i pazienti appena dimessi dall'ospedale. Si tratta del primo servizio di telemonitoraggio attuato da un ospedale in Italia, per pazienti che abbiano presentato una sindrome coronarica acuta. Le potenzialità di applicazione sono sicuramente molto ampie, considerando che su 1000 ricoveri all'anno oltre il 50% è causato da eventi cardiaci acuti, come l'infarto del miocardio o l'angina instabile.

Come funziona
Il sistema è composto da una postazione di telecardiologia per la raccolta dei dati e da trenta apparecchiature per la trasmissione telefonica dell'elettrocardiogramma (ECG), ciascuna delle quali viene data in prestito ad ogni paziente per un mese al momento della dimissione dall'ospedale. Gli apparecchi sono piccoli e maneggevoli, della grandezza di un telecomando per la TV, e permettono di trasmettere a distanza l'elettrocardiogramma sia per controlli di routine sia in caso di disturbi sospetti. Si evita così che il paziente debba tornare in ospedale o recarsi da uno specialista, con evidente risparmio sia per il paziente che per la struttura sanitaria.
L'elettrocardiogramma a distanza è semplice da eseguire: è sufficiente adagiare l'apparecchio in punti prestabiliti del torace pigiando semplicemente un pulsante per registrare il tracciato. A questo punto si avvicina l'apparecchio alla cornetta telefonica o a un cellulare, si compone un numero telefonico dedicato e l'esame ECG viene trasmesso alla centrale (Call Center di Gussago, Brescia). Il call center a sua volta trasmette i dati, tramite internet, alla postazione telematica della Divisione di Cardiologia dell'Ospedale S. Camillo, presieduta 24 ore su 24 da medici e infermieri. L'ECG viene esaminato in tempo reale e, se necessario, s'interviene subito; in ogni caso l'infermiere presente, su parere del cardiologo, aggiorna immediatamente la cartella elettronica del paziente che ha attivato il contatto. In caso di necessità, invece, si può disporre il ricovero immediato del paziente, oppure chiedergli di ripetere l'elettrocardiogramma o modificare la terapia che sta seguendo per meglio adeguarla al suo stato.

È affidabile
Il tracciato a 12 derivazioni dell'elettrocardiogramma a distanza consente attualmente una diagnosi più affidabile di quanto fosse possibile solo qualche anno fa, con un notevole risparmio in termine di accessi impropri al Pronto Soccorso e di re-ospedalizzazioni spesso inutili. Questa metodica, inoltre, dovrebbe consentire una riduzione dei tempi di degenza media e sensibili risparmi per una struttura pubblica. Secondo studi recenti, infatti, l'applicazione della telemedicina dovrebbe portare a una riduzione del 20% circa dei costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale. I risultati di questo servizio sono già serviti per un primo studio osservazionale che sarà presentato al prossimo congresso dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), in programma a Firenze dal 22 al 26 Maggio 2004. Lo studio consiste nella raccolta (osservazione) dei dati clinici di 200 pazienti ricoverati consecutivamente presso il S. Camillo: 100 sono stati trattati con le procedure abituali e 100 hanno usufruito del servizio di telecardiologia. L'analisi anche di pochi pazienti, come quelli di questo studio pilota, permetterà di valutare i vantaggi della telecardiologia. In particolare ci si aspetta un miglioramento nell'individuazione precoce di reinfarti, angina instabile e aritmie cardiache, eventi per i quali la rapidità d'intervento risulta fondamentale. 

È rassicurante
Il telemonitoraggio è anche un supporto psicologico per il paziente appena dimesso dall'ospedale, il ritorno a casainfatti, rappresenta sicuramente un periodo delicato della convalescenza. Il paziente infartuato, o affetto comunque da una sindrome coronarica acuta, ha bisogno, di rassicurazioni. Con il telemonitoraggio continua a mantenere un cordone ombelicale con la struttura dove è stato ricoverato e soprattutto con l'equipe medico-infermieristica che lo ha curato ed assistito.
Il consulto telefonico, inoltre, permetterà di aggiornare a distanza la cartella clinica elettronica del paziente, nonchè la relativa valutazione del rischio cardiovascolare personalizzato attraverso la cosiddetta "carta del rischio". Saranno tenuti sotto controllo i maggiori fattori di rischio quali il fumo, la pressione arteriosa, il colesterolo ed altre frazioni lipidiche, oltre al peso corporeo, le abitudini di vita (sedentarietà, alimentazione eccetera) e la correttezza nell'assunzione dei farmaci. In questo modo il paziente verrà sicuramente stimolato a prendersi maggiore cura di se stesso, tanto che in sei mesi è fin da ora prevedibile un miglioramento del profilo di rischio globale e della sua qualità di vita.

Elisabetta Lucchesini


Fonti
Comunicato Stampa Noesis Comunicazione Roma 10 novembre 2003



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