Curare oggi, guarire domani

26 settembre 2008
Focus

Curare oggi, guarire domani



L'Italia potrebbe risparmiare già dal 2010 oltre tre miliardi di euro l'anno in spese sanitarie se cominciasse da oggi a pianificare strategie di prevenzione per ridurre l'ipercolesterolemia, uno dei più potenti fattori di rischio cardiovascolare. Questa è la conclusione a cui è giunto uno studio promosso dalla Fondazione SIMG, che fa capo alla Società Italiana di Medicina Generale, e realizzata da Vincenzo Atella, professore presso la facoltà di Economia dell'Università di Tor Vergata. I dati raccolti sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa indetta lo scorso martedì 8 luglio a Roma. L'analisi presentata, ha tenuto conto dei costi diretti e indiretti riconducibili alle malattie cardiovascolari, utilizzando dati clinici raccolti presso 796 medici di medicina generale e ha riguardato circa un milione e mezzo di pazienti.

Quanto costa?
"La finalità dell'indagine - ha affermato Atella - era determinare, il risparmio realizzabile riducendo i ricoveri ospedalieri attraverso una politica mirata alla diffusione delle terapie ipolipemizzanti nei pazienti a rischio. Uno degli aspetti che mi sento di sottolineare - ha aggiunto Atella - è il fatto che i benefici economici derivanti dalla prevenzione delle malattie cardiovascolari sarebbero immediatamente disponibili". Secondo Atella se fossero messi in campo tutti i mezzi di prevenzione primaria e secondaria, già a fine anno sarebbe possibile registrare risparmi quantificabili in circa un miliardo e mezzo di euro. "La nostra indagine - ha commentato Claudio Cricelli, presidente della SIMG - si è concentrata su pazienti con ipercolesterolemia e rischio cardiovascolare globale medio-alto o alto. Sarebbe interessante prendere in esame persone con rischio meno elevato, nei quali potrebbe essere sufficiente intervenire sugli stili di vita e alimentari. I risultati che abbiamo ricavato - ha concluso Cricelli - indicano che nei prossimi 20 anni sarebbe possibile un risparmio netto di oltre 20 miliardi di euro.

Spesa esplosiva
"La spesa sanitaria è una bomba a orologeria che insidia l'Europa e l'Italia" ha commentato Mario Baldassarri, senatore del PDL e presidente della Commissione Finanza e Tesoro del Senato. "Di fronte a questa situazione non posso fare altro che dirmi preoccupato". A Baldassarri ha fatto eco Nicola Rossi, senatore del PD e membro della Commissione Bilancio del Senato: "Questi risultati segnalano come porre la questione della spesa sanitaria in termini di tagli o di ticket sia quantomeno riduttivo. Sensibili riduzioni della spesa sanitaria - ha aggiunto Rossi - sono ottenibili già nel breve periodo ponendo le condizioni per cui i cittadini abbiano meno bisogno di ricorrere alle cure dei medici".

Obiettivi ambiziosi
"Nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare - ha ammonito Alberico L. Catapano, ordinario di farmacologia all'Università di Milano, le linee guida richiedono di portare il colesterolo LDL sotto la quota dei 70 mg/dl. In questi casi è del tutto evidente che l'intervento va condotto in maniera energica, affiancando all'ovvio cambiamento dello stile di vita, anche la somministrazione di farmaci. Fortunatamente - ha aggiunto Catapano - i medici hanno a disposizione un'ampia scelta di molecole cosicché è possibile scegliere tra numerosi prodotti selezionando lo strumento più adatto in funzione delle caratteristiche globali di ciascun paziente. In ogni caso - ha concluso Catapano - è importante diffondere l'idea che il rischio cardiovascolare va inteso come il risultato della somma di una serie di fattori nel complesso dei quali l'ipercolesterolemia riveste sicuramente un ruolo fondamentale".

Gianluca Casponi

Fonti
Conferenza stampa "Prevenzione cardiovascolare: costo o investimento?"; Roma 8 luglio 2008



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