Sgonfiare i valori

22 giugno 2007

Sgonfiare i valori



Per abbassare valori pressori alti e pericolosi ci sono parecchie opzioni terapeutiche, di solito in pillole, e scelte di vita diverse orientate verso uno stile più sano. E si aggiunge uno strumento in più, preso in prestito dalla millenaria tradizione cinese: l’agopuntura. Uno studio di buona qualità ha dimostrato che effettivamente riduce l’ipertensione nei casi moderati e lievi, ma finora si è scontrata con una letteratura scientifica discontinua e poco affidabile.
Si tratta dunque della prima ricerca clinica randomizzata e controllata contro un placebo che ottiene risultati positivi con questo metodo, ed è stata pubblicata da una rivista scientifica di primissimo piano: Circulation. Ma  restando nella stessa area specialistica, nel 2006 Hypertension pubblicò lo studio SHARP (Stop Hypertension With Acupunture Research Program) che dava esiti molto diversi. Gli altri studi si sono susseguiti dagli anni ’70 a oggi ma solo nel 1995 l’Organizzazione mondiale della sanità ha redatto le linee guida per questo tipo di ricerca clinica.

Taglio significativo
Nell’attuale studio, realizzato in Germania, 160 soggetti arruolati un singolo centro sono stati sottoposti ad agopuntura vera o al placebo, ovviamente a loro insaputa. Il placebo consisteva nel posizionamento di aghi in punti non significativi per la medicina cinese e che quindi non avrebbero sortito alcun effetto; entrambi i trattamenti sono stati eseguiti da medici cinesi accreditati nella medicina cinese tradizionale. Il trattamento è durato sei settimane con 22 sedute di 30 minuti; con un monitoraggio ambulatoriale dei livelli di pressione nell’arco delle 24 ore è stato registrato un calo di 6 mmHg, una riduzione statisticamente significativa rispetto a quella di 1 mmHg registrata nel gruppo controllo. Gli autori sostengono la validità del risultato e della terapia per il controllo dell’ipertensione non grave, ma ammettono alcune criticità, una su tutte la durata dell’efficacia: l’effetto benefico cessa dopo il termine della terapia. Fanno eco alcune considerazioni metodologiche proposte da un editoriale che sottolineano i vizi di metodo primo su tutti la modalità in doppio cieco. Per natura stessa del trattamento, diverso da una pillola, che se contiene zucchero o il farmaco non condiziona la somministrazione, l’agopuntura prevede una conoscenza tale da parte di chi la esegue che non può ignorare il fatto che ne stia eseguendo una non efficace. E per altro la pubblicazione non specifica se chi ha eseguito anche il monitoraggio della pressione, elemento forse più importante, fosse al corrente del tipo di trattamento eseguito.

Poco, ma funziona
Un altro aspetto tuttora dibattuto è il potere della simulazione del trattamento: in fondo si inseriscono aghi della stessa lunghezza a profondità simili. Per esempio, nelle condizioni dolorose l’agopuntura simulata ha un effetto analgesico nel 40-50% dei pazienti, e anche in assenza di dolore l’inserimento di aghi in altri punti bersaglio provocava variazioni fisiologiche di un certo impatto. Questi effetti possono avere una certa rilevanza nell’interpretazione dei risultati. E pesano non poco sulla valutazione data dall’editoriale firmato dai due medici australiani, che sostengono una maggiore attendibilità dello studio SHARP e sottolineano che è improbabile che l’agopuntura possa dare un importante contributo alla riduzione dell’onere dell’ipertensione a livello mondiale. Nella migliore delle ipotesi l’agopuntura può essere considerata un’aggiunta utile e occasionale per rinforzare variazioni dello stile di vita o terapie farmacologiche adeguatamente personalizzate. Ma queste sono le stesse conclusioni degli autori dello studio che ne valorizzano l’efficacia per quei casi in cui le terapie abbiamo effetti collaterali forti rispetto alla gravità della malattia, considerando anche i costi che comportano. Inoltre, poiché l’ipertensione può non compromettere la qualità della vita di chi ne soffre è verosimile che spesso l’aderenza alla terapia farmacologia ne risenta, mentre è più difficile saltare un appuntamento con l’agopuntore. Infine, per tutti coloro che hanno un’ipertensione lieve e non vogliono assumere farmaci, l’agopuntura rappresenta un buon candidato come terapia alternativa, anche solo per interesse verso i fondamenti filosofici del metodo.

Simona Zazzetta


Fonti

Flachskampf FA et al. Randomized trial of acupuncture to lower blood pressure. Circulation. 2007 Jun 19;115(24):3121-9

Turnbull F, Patel A. Acupuncture for blood pressure lowering: needling the truth. Circulation. 2007 Jun 19;115(24):3048-9



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