Punti deboli del bypass gastrico

10 ottobre 2008

Punti deboli del bypass gastrico



Il bypass gastrico eseguito secondo la tecnica Roux-en-Y è l'intervento di chirurgia bariatrica più eseguito negli Stati Uniti. Quando l'operazione è eseguita in grandi centri con una bassa percentuale di complicazioni, riesce molto spesso a far ottenere ai pazienti una significativa perdita di peso con conseguente miglioramento della qualità della vita e delle patologie correlate all'obesità, nonché un guadagno dell'aspettativa di vita. Ma l'esito non è sempre ottimale e spesso indipendentemente dalla riuscita tecnica dell'intervento. E le ragioni sono le più varie: l'essere di razza nera, l'essere uomini, il peso iniziale molto elevato, la presenza di diabete, la scarsa attività fisica dopo l'intervento, dimensione residua dello stomaco, scarso follow-up post chirurgico ma anche il tipo di assicurazione sanitaria stipulata dal paziente.

Casi da controllare meglio
Una premessa è d'obbligo. L'approccio chirurgico diventa necessario quando i ripetuti tentativi dietetico-farmacologici, nonostante il supporto psicologico, falliscono. Si parla di chirurgia per l'obesità grave da almeno 40 anni a partire da presupposti fisiopatologici semplici: ridurre l'introito alimentare o indurre uno stato di malnutrizione. Si deve risalire al 1954 per avere la prima descrizione di bypass digiuno-ileale. Ma si deve arrivare alla fine degli anni '80 perché sia messa a punto una tecnica di restrizione dell'introito alimentare che prevede, in luogo della alterazione chirurgica dell'anatomia dello stomaco, il posizionamento di un anello di silicone con parte interna gonfiabile. Uno studio condotto dai ricercatori dell'Università della California ha cercato di valutare i risultati delle terapie chirurgiche, considerando per la prima volta tutte le variabili possibili a un anno dall'intervento. Il gruppo preso in esame consisteva in 361 pazienti operati tra il primo gennaio 2003 e il 30 luglio 2006 presso l'ospedale dell'Università della California, a San Francisco. I dati raccolti a 12 mesi da ogni intervento hanno dimostrato che il diabete si comporta come un fattore di rischio importante per il fallimento parziale o totale del bypass gastrico. Età, sesso, razza, peso preoperatorio, indice di massa corporea, accesso laparoscopico o con chirurgia aperta e ipertensione non influiscono, invece, sulla perdita di peso dopo l'operazione.

Valutazioni diverse
Sebbene questa ricerca sia stata effettuata su una coorte di pazienti operata presso un centro abbastanza importante, con variabili e caratteristiche che potrebbero essere riferite anche ad altri gruppi di pazienti, dati raccolti presso altre strutture potrebbero risultare differenti in funzione delle differenze demografiche e cliniche di altre ipotetiche coorti di pazienti. Per quanto riguarda i dati raccolti questa volta, è comunque possibile affermare che interventi di bypass gastrico consentono di ottenere importanti perdite di peso nella maggior parte dei pazienti. E' probabile che una valutazione differente dei pazienti diabetici, con conseguente decisione di ridurre la superficie di stomaco rispetto a pazienti senza complicazioni metaboliche, posso essere utile per ottenere risultati migliori in percentuali più alte di pazienti.

Gianluca Casponi

Fonte
Guilherme M. Campos, MD et al; Factors Associated With Weight Loss After Gastric Bypass; Arch Surg. 2008;143(9):877-84.


Cerca nel sito


Cerca in


Farmaci  |  Esperto risponde  |


Cerca il farmaco


Potrebbe interessarti
Meditare fa bene al cuore
Cuore circolazione e malattie del sangue
18 ottobre 2017
News
Meditare fa bene al cuore
Mal di testa: i 10 cibi da evitare
Mente e cervello
17 ottobre 2017
News
Mal di testa: i 10 cibi da evitare
L'esperto risponde