Mettersi in lista

20 giugno 2008

Mettersi in lista



L'istituzione di liste di pazienti, in attesa di un trapianto d'organo, si rende necessaria data la non immediata reperibilità degli organi. Salvo poche e particolari eccezioni, infatti, la maggioranza degli interventi di trapianto avviene prelevando gli organi dai cadaveri dei donatori. L'esistenza di liste di pazienti, complete di tutte le informazioni necessarie, consente di assegnare l'organo al ricevente con il maggior grado di compatibilità; in questo modo le possibilità di successo dell'intervento sono maggiori. Le liste d'attesa sono su base regionale: una volta iscritti è necessario effettuare ripetuti controlli, ad intervalli di tempo prestabiliti (6-12 mesi, dipende dall'organo) altrimenti si viene rimossi dalla lista. 
La normativa vigente in Italia limita l'iscrizione di un paziente ad un massimo di due liste, tuttavia, prima di interpretare questa restrizione come una penalizzazione, occorre conoscere meglio l'organizzazione gerarchica della materia.
All'interno del Ministero della Salute è istituito il Centro Nazionale Trapianti (CNT), organismo che detta le regole in tema di prelievi e trapianti di organi e tessuti, controlla e coordina la loro applicazione, si adopera perché vi sia una diffusione capillare di centri ospedalieri, qualificati e idonei ad effettuare questi delicati interventi.
Il trapianto di un organo avviene solo in un ospedale accreditato che abbia strumenti e operatori specializzati: proprio questi requisiti sono difficili da ottenere, sia dal punto di vista economico che da quello formativo. In pratica, dato che ancora non esiste un corso di specializzazione in chirurgia dei trapianti, i medici devono dimostrare di possedere un'esperienza specifica, per ottenere la certificazione che si allinea agli standard europei. 
Pochi medici, quindi pochi centri, quindi necessità di far viaggiare pazienti e organi, quindi costi aggiuntivi. Quello dei costi, però, è un punto di distinzione del Servizio Sanitario Nazionale che copre interamente tutte le spese necessarie per l'intervento (fatta eccezione per i riceventi che si rivolgono all'estero e non sono casi urgenti).
Va ricordato che questi non sono interventi di routine, il loro numero è comunque molto piccolo, tanto che sarebbe sufficiente che ogni Centro Interregionale avesse un centro specializzato, per ciascuna tipologia di intervento, per soddisfare le necessità dei propri residenti.
Nell'ambito di una collaborazione il più possibile efficiente, il primo gradino spetta alle aziende sanitarie locali (ASL): nell'area di loro competenza devono ottimizzare il reperimento di organi e tessuti, quindi coordinare i rapporti tra i reparti di rianimazione, sia pubblici sia privati, e il centro regionale per i trapianti.

Le strutture decentrate Il Centro Regionale per i Trapianti (CRT) è l'ufficio operativo, attivo 24 ore su 24, che riceve le segnalazioni degli organi donati ed effettua una prima assegnazione in base ad un suo algoritmo matematico (ma sempre nel rispetto delle linee guida nazionali). A questo punto contatta l'equipe chirurgica che ha in cura il ricevente prescelto: è il medico che eseguirà l'intervento che esprime la valutazione definitiva, accettando o rifiutando l'organo. In caso di rifiuto il CRT contatta il chirurgo del secondo ricevente idoneo e così via; una volta trovato il paziente adatto attiva e coordina i trasporti.
Gli interventi di trapianto riguardano cuore, reni, fegato, polmoni, pancreas, intestino, valvole cardiache, segmenti vascolari, osso, tendini, cute e cornee. Dal momento che le varie operazioni richiedono competenze diverse, uno stesso ospedale difficilmente ospita equipe di medici per ogni tipo di trapianto, quindi ciascuna regione può avere più strutture ospedaliere accreditate di riferimento. 
Il CRT mantiene anche l'aggiornamento delle liste d'attesa della regione di appartenenza e, in assenza di un ricevente compatibile, offre l'organo disponibile al Centro Interregionale di Riferimento (CIR) che provvederà a darne segnalazione a una delle regioni della sua circoscrizione.
Il CIR è il risultato storico della complessa rete di accordi sottoscritti tra le amministrazioni regionali oppure stipulati, su base convenzionale, fra la struttura sanitaria in cui ha sede il CIR e le regioni interessate. Tutto il territorio italiano risulta oggi suddiviso in 3 CIR:
  • il Nord Italia Transplant program (NITp) raccoglie sotto di sé Lombardia, Liguria, Marche, Friuli, Veneto e provincia autonoma di Trento
  • l'Associazione Interregionale Trapianti (AIRT) raccoglie sotto di sé Emilia Romagna, Piemonte, Valle d'Aosta, Toscana, Puglia, provincia autonoma di Bolzano
  • l'Organizzazione Centro Sud Trapianti (OCST) raccoglie sotto di sé Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia 

Il NITp gestisce la lista d'attesa unica interregionale, assegna gli organi, si occupa delle richieste urgenti e coordina complessivamente tutta l'area di sua competenza. AIRT e OCST demandano, invece, la gestione delle liste d'attesa e l'allocazione degli organi ai rispettivi Centri Regionali per i Trapianti (CRT). 
Tolte queste differenze amministrative i CIR sono costantemente in contatto tra loro e con il CNT: tra loro per soddisfare richieste urgenti e scambiarsi organi eccedenti, con il CNT per trasferire dati sul numero di espianti, trapianti, decessi per morte cerebrale, pazienti in attesa. Lo scambio di dati consente un monitoraggio reale delle necessità locali, in base alle quali si decidono poi gli interventi di formazione e aggiornamento del personale e le iniziative volte a promuovere le attività di prelievo di organi e tessuti.

Elisa Lucchesini



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