Iniezioni anti-ruga anche in Italia

16 aprile 2004

Iniezioni anti-ruga anche in Italia



Sia chiaro che parlare di cure anti-età è almeno incauto: quella c'è e val la pena di ringraziare il fatto che oggi si arriva a età rispettabili in condizioni incomparabilmente migliori rispetto anche soltanto a mezzo secolo fa. Gli in estetismi, però, ci sono, a partire dalle rughe: l'ultimo grido della terapia, l'uso della tossina botulinica o botox, è uno degli interventi più richiesti negli Stati Uniti. Infatti lo richiedono una donna su tre e un uomo su cinque. Ora il trattamento con botox è stato approvato per uso estetico anche in Italia. Con il botox si segue una strada diversa rispetto al passato: lo scopo dell'inoculazione locale della sostanza, usata anche per trattare disturbi seri come la distonia neuromuscolare, mira a ridurre le contrazioni involontarie di alcuni muscoli facciali, per esempio quelli attorno all'occhio, responsabili a lungo andare della formazione delle rughe cosiddette di espressione. 

Poche iniezioni in ambulatorio
Come ha spiegato il chirurgo plastico Emanuele Bartoletti, docente della Scuola internazionale di medicina estetica della Fondazione internazionale Fatebenefratelli di Roma. ''Bastano cinque iniezioni indolori sulla fronte, praticabili in ambulatorio e senza anestesia per ottenere l'effetto. L'inoculazione viene eseguita con un ago di piccolissimo calibro (meno di un capello) e le quantità di tossina impiegate sono molto ridotte (50 volte inferiori alla soglia di tossicità), ma sufficienti a bloccare la trasmissione dell'impulso nervoso ai muscoli interessati alla formazione delle rughe, senza toccare in nessun modo gli altri''. L'effetto non è permanente e varia da quattro a sei mesi in funzione della zona interessata.
Effettivamente, se eseguita correttamente, e da un medico esperto, questa pratica non ha effetti collaterali di rilievo, come prova la lunga pratica clinica nel trattamento dei disturbi neuromuscolari.

Quando l'espressione non c'entra
Le rughe di espressione non sono tutto, però, ma solo una parte del problema, l'altra sono le rughe dovute al vero e proprio invecchiamento della cute, in larga misura determinatdall'azione della luce solare. Questo aspetto è affrontato da qualche anno a questa parte prevalentemente con la chirurgia. Si tratta di una serie di tecniche alle quali ci si riferisce con il termine di generale resurfacing. In pratica, si tratta di ferire la cute (ovviamente in modo controllato) così da costringerla a rimodellarsi ritornando, almeno in linea teorica, alla struttura per così dire originale. Le tecniche possibili sono a grandi linee due. La prima è la classica dermoabrasione: il chirurgo mediante una mola provvede a trattare l'area interessata dalle rughe. Asportando lo strato superficiale della pelle, il derma viene costretto alla deposizione di nuovo collagene e alla ricomposizione della struttura elastica. La seconda metodica, che presenta alcuni vantaggi, è il ricorso al laser, ma il principio è lo stesso: rimuovere uno stato uniforme di pelle. Grazie al laser, specie se impiegato in abbinamento a un sistema criogenico di raffreddamento delle aree circostanti, si riduce il sanguinamento e, in sostanza, si abbrevia la convalescenza. Potranno sembrare metodi cruenti, ma in effetti hanno mostrato un'efficacia superiore ai trattamenti di peeling chimico. Inoltre migliorano un po' tutti i parametri della cute: spessore, elasticità...E' ovvio che anche in questo caso occorre affidarsi a un chirurgo capace. 
Chi poi pur avvertendo l'impulso a cancellare i segni del tempo resta un po' timoroso, può consolarsi guardando le foto di personaggi come Charlotte Rampling o Sean Connery: gli anni si vedono, però...

Davide Minzoni


Fonti
El-Domyati MB et al.Trichloroacetic acid peeling versus dermabrasion: a histometric, immunohistochemical, and ultrastructural comparison.Dermatol Surg. 2004 Feb;30(2 Pt 1):179-88.

Alam M, Arndt KA, Dover JS. Aesthetic surgery: coming of age.Lancet. 2000 Dec;356 Suppl:s60.


 



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