Parassiti con un passato

23 settembre 2005

Parassiti con un passato



I pidocchi arrivano da lontano, non in termini geografici, ma temporali. Infatti, come ha ricordato il professor Carlo Gelmetti, dell’Istituto di Scienze Dermatologiche dell’Università di Milano, durante un incontro promosso da Mipharm “Alcune lendini (uova di pidocchio) sono state trovate nei capelli di mummie preistoriche datate 6900-6300 aC e alcuni autori sostengono che la rasatura rituale dell’antico Egitto avesse soprattutto lo scopo di impedire il contagio dei parassiti. In un modo o nell’altro, passando attraverso tutte le epoche storiche, dall’antica Roma al medioevo, dal rinascimento alle Guerre Mondiali, i pidocchi sono arrivati fino ai giorni nostri”.

Di testa in testa
I pidocchi del capo (Pediculus humanus capitis) sono parassiti specie-specifici, attuano cioè l’intero ciclo vitale sul cuoio capelluto dell’uomo e non interessano altre specie animali. Viceversa i pidocchi che infestano altre specie (cani, gatti e altri animali domestici e non) non sono in grado di sopravvivere sull’uomo. “Il mezzo di contagio più comune – precisa il professor Stefano Veraldi dell’Istituto di Scienze Dermatologiche dell’Università di Milano - è rappresentato dal contatto testa-testa e proprio per questo motivo il periodo di maggiore diffusione (ottobre-maggio) coincide con il calendario scolastico. Infatti, nonostante possa interessare anche gli adulti, la pediculosi riguarda soprattutto i bambini tra i 4 e i 12 anni e il principale luogo di “scambio” è proprio la scuola. La trasmissione tramite cappelli, pettini, spazzole, asciugamani, cuscini, cuffie e altri oggetti è, invece, molto rara”. La pediculosi è un fenomeno più diffuso di quanto si pensi, nel 2003 in Italia ha colpito il 2,5% della popolazione e si stima che interessi ogni anno almeno 500 mila famiglie. “Questi dati – sottolinea Veraldi – sono solo indicativi in quanto molti genitori si vergognano a dire che i propri figli hanno i pidocchi. In realtà questi parassiti colpiscono indistintamente ogni classe sociale e non dipendono dalla scarsa igiene, anzi paradossalmente hanno una certa predilezione per i capelli puliti”.

Lotta al parassita
Ma come si combattono i pidocchi? “Controllare una volta a settimana la testa dei bambini – dice Gelmetti – è l’unico modo per difendersi, infatti non esistono terapie farmacologiche o trattamenti preventivi efficaci. Anche la rasatura, se non completa, è del tutto inutile in quanto un millimetro di capello è sufficiente al pidocchio per deporre le proprie uova. Inutili ai fini della prevenzione anche i lavaggi con l’aceto tanto consigliati dalle nonne. Infatti l’aceto, pur essendo in grado di sciogliere la “colla” con la quale le lendini si attaccano al capello, da solo non è sufficiente per eliminare o scongiurare l’infestazione”. In caso di contagio è importante intervenire con una terapia, ricordando che non basta eliminare il parassita adulto, ma bisogna rimuovere anche le uova. “I trattamenti di prima scelta – ricorda Veraldi – sono rappresentati da piretrine sinergizzate e dal malathion, mentre la formulazione più efficace è la mousse, in quanto permette il miglior contatto del principio attivo con i capelli. È poi indispensabile eliminare tutte le uova mediante l’utilizzo di un pettinino a denti stretti (0,3 mm)”.

Ombretta Bandi

Fonte
Conferenza stampa Mipharm, Milano 21 settembre 2005



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