Per le ustioni meno complicazioni

24 novembre 2006

Per le ustioni meno complicazioni



Tra i ricordi che una grave ustione può lasciare, una cicatrice più o meno vistosa è comunque considerato il meno pericoloso: quello che maggiormente preoccupa è ciò che su tutti i testi di dermatologia viene descritta col nome di ulcera di Marjolin.
Si tratta di un tumore maligno - principalmente carcinoma, ma anche melanoma e sarcoma - che insorge in corrispondenza di una cicatrice, in particolare dove c'è un segno lasciato da una bruciatura profonda: viene descritta una forma acuta, più rara, che si sviluppa nel giro di un anno e una classica che richiede più tempo, in media 31 anni.
È stato osservato che l'intervallo tra scottatura e tumore è inversamente proporzionale all'età del paziente al momento dell'incidente e che quindi chi si ustiona da giovane impiega più tempo a svilupparla.
Il processo secondo cui questo avviene non è del tutto chiarito, ma in medicina è risaputo che qualunque tipo di infiammazione cronica può contribuire a fare impazzire le cellule e portare a un tumore.
Anche se rimangono ormai pochi dubbi sul legame tra ustione e ulcera di Marjolin e molti studi sono stati condotti per chiarirne i meccanismi, era ancora da accertare il fattore più importante - almeno per i pazienti - e cioè la frequenza con cui si presenta.

Quantificare il problema
Un recente studio danese pubblicato su Epidemiology porta buone notizie a chi deve convivere, oltre che con un ricordo doloroso, con la paura di ammalarsi gravemente: per la prima volta ci si è occupati di quantificare quanti, tra coloro che erano stati ricoverati per ustioni gravi, hanno poi effettivamente avuto un tumore. I risultati dimostrano che si tratta di una evenienza poco comune. Sono stati considerati tutti i casi di ricoveri da bruciatura tra il 1978 e il 1993, per un totale di 16903 pazienti, e l'incidenza di tumori in questa popolazione è stata confrontata con quella nella popolazione sana. Il dato sorprendente è che, in base al rischio statistico di tumore nella popolazione normale, ci si aspettava di osservare almeno 189 casi di cancro alla pelle tra gli ustionati: ne sono stati invece osservati 139. In particolare, i casi di tumore delle cellule basali e melanoma erano molto meno dei previsti.

Tecniche avanzate e informazione
Secondo gli autori, è possibile che 25 anni di osservazione siano un periodo troppo breve, e uno studio condotto per un tempo più prolungato potrebbe dare risultati diversi, ma è poco probabile che le differenze sarebbero tali da stravolgere completamente i risultati.Verosimilmente il merito della scarsa incidenza di tumori negli ustionati va attribuito alle cure sempre più efficaci e a una prevenzione sempre più attenta.Molti pazienti con lesioni profonde o estese subiscono infatti un trapianto di pelle, e sicuramente questa tecnica contribuisce a ridurre l' infiammazione prolungata. Nel caso poi dei melanomi, la loro bassa incidenza si spiegherebbe semplicemente con una minore esposizione al sole: in parte per evitare di mostrare cicatrici esteticamente poco piacevoli, in parte perché l'effetto dannoso dei raggi solari sulla pelle già danneggiata è ampiamente noto, molti pazienti con ustioni scelgono di non esporsi al sole o di farlo con molte cautele utilizzando filtri adeguati, e in questo modo prevengono efficacemente questo tipo di cancro. Rimane ancora da trovare un metodo per evitare anche i carcinomi: in questi casi, meno "souvenir" si conservano meglio è.

Raffaella Bergottini

Fonte
Mellemkjaer L Risks for Skin and Other Cancers Up to 25 Years After Burn Injuries. Epidemiology. 2006 Nov;17(6):668-673



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