Fare i conti con la psoriasi

06 febbraio 2009

Fare i conti con la psoriasi



Circa tre milioni di italiani fanno i conti ogni giorno con la psoriasi: una malattia della pelle cronica e invalidante che colpisce, nel mondo occidentale, circa il 3-4% della popolazione. Una patologia non contagiosa che genera però problemi di natura estetica e, di conseguenza, disturbi psicologici per molti pazienti che ne soffrono. Ma non solo. E' stato dimostrato che gli psoriasici sono più soggetti a patologie concomitanti come l'ipertensione, l'obesità, il diabete e l'infarto. "Servono quindi cure appropriate e, soprattutto una migliore relazione con il medico, sia in termini di informazioni sulla patologia, sia sulla capacità di ascolto di bisogni e preoccupazioni". A porre l'accento sull'esigenza dei pazienti psoriasici è un sondaggio realizzato dal Pan European Psoriasis Patients Organization Forum e da Adipso (Associazione per la difesa degli psoriasici), su oltre 23.000 pazienti in 17 Paesi europei. Indagine illustrata a Roma, in occasione della presentazione della scorsa Giornata mondiale della psoriasi.

L'indagine europea
Dall'indagine europea presentata sono emersi due aspetti fondamentali di questa patologia: l'influenza della psoriasi sulla qualità della vita e la presenza di malattie associate che spesso incidono pesantemente sulla salute dei pazienti. Infatti, oltre a essere collegata a problemi legati alla sfera relazionale, emotiva e sociale, tanto che molti pazienti richiedono esplicitamente assistenza psicologica, soffrono di depressione, denunciano difficoltà nella vita amorosa, la psoriasi espone il paziente a un rischio maggiore di altre patologie.

L'associazione delle altre malattie
Sul pericolo dell'associazione tra la psoriasi e altre patologie è intervenuta Ornella De Pità, direttrice del Laboratorio di Immunologia e allergologia dell'Istituto dermopatico dell'Immacolata (Idi) di Roma. "L'associazione - spiega - riguarda soprattutto depressione, ipertensione, infarto miocardico, obesità e diabete. Molte di queste malattie hanno origine dallo stesso stato infiammatorio che provoca la psoriasi e alcuni casi sono favorite da uno stile di vita non corretto, come l'abuso di alcol o fumo, adottato dai malati come conseguenza del forte impatto emotivo che la malattia provoca su di loro". "Tra le cause scatenanti - ha però spiegato Sergio Chimenti, direttore della Clinica dermatologica dell'Università Tor Vergata di Roma - ci sono anche l'intervento di fattori ambientali e psico-emotivi. La malattia si sviluppa quando il sistema immunitario "impazzisce" e causa una crescita anomala delle cellule dell'epidermide, più rapida del normale, che provoca chiazze infiammate e desquamazioni. L'andamento della psoriasi è di tipo cronico e recidivante, ma grazie alle terapie di nuova generazione è possibile tenere sotto controllo la patologia a lungo termine e con minori effetti collaterali rispetto alle terapie tradizionali".

Marco Malagutti

Fonti
Comunicato stampa




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Tag: Pelle

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