Sai che c'è di nuovo?

11 novembre 2005

Sai che c'è di nuovo?



Il diabete interessa in Italia circa 3 milioni di pazienti e sono sempre più i casi che si manifestano in giovane età. A settembre 2005 si è svolto ad Atene il congresso annuale della EASD (Associazione europea per lo studio del diabete) durante il quale sono state presentate le nuove linee guida dell'International diabetes foundation. Inoltre, sono state illustrate le novità più promettenti, in termini di farmaci e di vie di somministrazione.

Un nuovo farmaco...
Una delle novità presentate al congresso riguarda l'efficacia, dimostrata in alcuni studi, di un nuovo farmaco nel trattamento del diabete di tipo 2. Si tratta dell'exenatide, una molecola appartenente alla categoria degli incretino-mimetici. L'incretina è un ormone prodotto dal tratto gastrointestinale e svolge un ruolo fondamentale sul mantenimento dell'omeostasi del glucosio, l'exenatide comportandosi allo stesso modo contribuisce ad abbassare i livelli plasmatici di glucosio. Il primo studio riportato, si è occupato di confrontare l'effetto dell'exenatide con quello dell'insulina glargine, un'insulina umana biosintetica ad azione prolungata, nel controllo della glicemia. A ogni paziente è stata somministrata, in modo casuale, una dose fissa di uno dei due farmaci. Dopo sei mesi di terapia entrambi i gruppi di controllo hanno riportato una riduzione di circa l'1% dell'emoglobina glicata (HbA1c) e circa il 50% dei pazienti ha raggiunto il livello target di HbA1c inferiore a 7%, tuttavia il livello di HbA1c inferiore a 6,5% (valore di riferimento nelle nuove linee-guida) è stato raggiunto da un maggior numero di pazienti appartenenti al gruppo dell'exenatide (31% contro il 24%). Il secondo studio riportato ha dimostrato l'efficacia dell'incretino-mimetico nel ridurre il peso corporeo, la pressione diastolica e la trigliceridemia. Inoltre, studi precedenti avevano rivelato la capacità dell'exenatide nell'abbassamento del picco glicemico post-prandiale (soprattutto dopo colazione e cena) e l'assenza di alcuni effetti collaterali legati alla terapia con insulina come la titolazione del dosaggio e il rischio di crisi ipoglicemiche. L'importanza di questi risultati é notevole in quanto hanno dimostrato l'efficacia di una terapia non insulinica nel trattamento del diabete di tipo 2, laddove i farmaci orali non permettevano di raggiungere il controllo glicemico.

...E una nuova via di somministrazione
La somministrazione di insulina per via inalatoria, che permette il rilascio del farmaco a livello polmonare, ha dato finora ottimi risultati. Secondo uno studio condotto su pazienti affetti da diabete di tipo 1, infatti, le concentrazioni glicemiche di coloro che per 12 settimane hanno assunto il farmaco spray, sono risultate simili a quelle di coloro che erano ricorsi alla tradizionale versione iniettabile (HbA1c pari, rispettivamente, a 7,9 e 8). L'assunzione di insulina per via inalatoria, inoltre, non ha mostrato differenze significative dal punto di vista della sicurezza, in termini di tassi di ipoglicemia a digiuno, capacità di diffusione dell'ossido di carbonio e ipoglicemia grave. Di contro, ben l'80% dei pazienti ha dichiarato di preferire la somministrazione spray rispetto alla siringa.

Ombretta Bandi

Fonte
Associazione europea per lo studio del diabete



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