Pillole annata 2004

09 novembre 2005

Pillole annata 2004



In Italia che cosa è aumentato del 140% dal 2000 a oggi? A parte la pizza, si intende? La prescrizione di farmaci destinati a cuore e arterie. Questo è il dato più significativo sull'andamento del consumo di farmaci nell'anno 2004. Il dato è ufficiale, anzi ufficialissimo, visto che arriva dall'Osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali e riguarda i farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ma anche quelli in fascia C (a carico del cittadino ma per i quali è necessaria la ricetta) e quelli da banco.

Consumi più alti in terza età
I dati di questo rapporto sono moltissimi per quanto riguarda la quantità di medicinali consumata (espressa in dosi giornaliere definite o DDD), la spesa e le caratteristiche dei fruitori. Intanto, il 70,3% della popolazione ha ricevuto almeno una prescrizione nel corso dell'anno, con una leggera prevalenza femminile: il 75,3% contro il 64,9% della popolazione maschile. Questa prevalenza delle donne si concentra nella fascia di età compresa tra 15 e 44 anni, mentre tra gli anziani sono i maschi ad assumere più farmaci. E a proposito di età, si conferma che è la popolazione anziana (oltre i 65 anni) ad assorbire il 60% della quantità di farmaci prescritti: la spesa lorda per un cittadino di 75 anni è 11 volte superiore a quella per i cittadini da 25 a 34 anni. In totale, nel 2004 sono stati spesi in farmaci 19.185 milioni di euro con un aumento del 5,5% rispetto al 2003. La spesa del Servizio Sanitario rappresenta il 70% della spesa totale, cioè un po' meno 13, 5 milioni di euro. Quella privata copre il resto ed è diminuita del 2,6% rispetto al 2003. Quella pubblica è aumentata, del 9%, ma soprattutto perché è aumentata la quantità, mentre si è fatto sentire poco lo spostamento della prescrizione verso i farmaci più costosi (e nuovi). Infatti il cosiddetto effetto mix si è fatto sentire soltanto per lo 0,6%. Però non è nemmeno decollato il mercato del generico, cioè del farmaco non più coperto da brevetto che, quindi, ha un prezzo inferiore. La quota dei generici rappresenta poco più del 10% e anche se si è registrata una crescita rispetto al 2003 il peso di questi farmaci è nettamente inferiore a quello che si registra nel resto d'Europa.

Best seller per il cuore
Come anticipato, i farmaci per l'apparato cardiovascolare sono i best seller, e in assoluto il farmaco più venduto resta l'acido acetilsalicilico (l'aspirina) per prevenire i trombi, segue un ACE inibitore (farmaco per l'ipertensione) e la nitroglicerina, che è l'antianginoso per antonomasia. Come dice il rapporto, tra i primi trenta principi attivi per spesa erogati a carico del SSN, ben 14 sono cardiovascolari (erano 11 nel 2003). Al secondo posto per spesa e dosi prescritte ci sono i farmaci gastrointestinali e del metabolismo. In questa categoria sono leader i prodotti per l'ulcera e per il reflusso gastroesofageo, cioè gli inibitori della pompa protonica (omeprazolo e analoghi). Seguono le insuline e gli ipoglicemizzanti orali, cioè i farmaci impiegati nel diabete.Terzo posto per gli antibiotici, in calo da qualche anno, dove si assiste a un fenomeno virtuoso, cioè la riduzione della prescrizione di farmaci iniettabili. In effetti questi, anche quando sono per intramuscolo, non sono indicati nelle infezioni che si trattano a domicilio, ma dovrebbero essere di impiego preferenziale in ospedale (quelli per endovena di fatto sono usati esclusivamente in ospedale). Quindi, ci si sta allineando all'Europa. Quarto posto per i farmaci del sistema nervoso centrale, dove spadroneggiano gli antidepressivi. Non a caso, visto che, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità in giù, tutti concordano nel dare in aumento le diagnosi di depressione. Tuttavia non va dimenticato che ansiolitici e ipnotici, in primis le benzodiazepine, restano sempre fuori dalla copertura del Servizio Sanitario, tanto è vero che in questa categoria di farmaci la quota pubblica di spesa è la più bassa: il 55% circa. Al quinto posto seguono i farmaci per il sistema respiratorio, dove primeggiano gli antiasmatici e stanno risalendo gli antistaminici. Al sesto posto ci sono gli antineoplastici e gli immunomodulatori, cioè farmaci usati per la cura dei tumori. Al settimo il gruppo dei medicinali per il sangue e gli emopoietici, che in prevalenza sono antiaggregatnti piastrinici. All'ottavo posto arrivano i farmaci per l'apparato muscolo-scheletrico. In questa categoria hanno spopolato gli antinfiammatori COX-2 selettivi, come l'ormai strafamoso Vioxx, che rappresentavano da soli il 44% della spesa per questa classe. Questo primato non durerà, comunque, visto che il rofecoxib è stato ritirato nel settembre 2004 per le ben note vicende e altri sono stati sospesi autonomamente dalle case produttrici.

Si spende tanto? Poco? Il giusto...
Domande sempre difficili. In primo luogo va detto che si spende in modo piuttosto corretto, come prova anche l'indagine parallela della Società Italiana di Medicina Generale, che ha valutato le diagnosi che conducono alle prescrizioni. In altre parole, quello che viene prescritto lo è a ragion veduta e testimonia anche del peso sempre maggiore che hanno le linee guida, come nel caso dei medicinali prescritti per l'ipertensione e l'ipercolesterolemia. Anche se una maggiore attenzione ai generici, per esempio in fatto di antibiotici, sarebbe opportuna. Quanto alla spesa complessiva, è vero che l'Italia investe in farmaci più di Grecia e Gran Bretagna, ma comunque parecchio meno di Austria e Francia.

Maurizio Imperiali

Fonte
Rapporto OsMed 2004




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