Vigilanza sì ma non tempista

15 ottobre 2004

Vigilanza sì ma non tempista



Il 21 maggio 1999 la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato l'immissione sul mercato di un nuovo farmaco Merck, rofecoxib, meglio noto come Vioxx. Un antinfiammatorio non steroideo COX-2 selettivo, sottoposto a prescrizione medica. Il 30 settembre 2004 la stessa Merck ha annunciato il ritiro del farmaco dal mercato in tutto il mondo. Nel mezzo ci sono all'incirca 80 milioni di pazienti che hanno assunto il farmaco per indicazioni come il trattamento sintomatico di infiammazioni e di dolori in caso di artrosi o il trattamento di dolori acuti tra gli adulti, o ancora per i dolori provocati dalle mestruazioni e più tardi per il trattamento dell'emicrania. Non solo. Il farmaco ha rappresentato un blockbuster per la società farmaceutica, con vendite annue che hanno toccato i 2,5 miliardi di dollari. Due le domande che vengono alla mente. Perché il farmaco è stato ritirato? Ma soprattutto si poteva fare qualcosa prima? Secondo un'editoriale pubblicato sul New England Journal of Medicine e scritto da Eric Topol, uno dei più noti cardiologi a livello mondiale, il ritiro era prevenibile. Il farmaco, infatti, il più venduto nella storia, ha disseminato la sua breve vita di segnali che avrebbero dovuti essere raccolti dalle autorità competenti. 

Perché ritirarlo?
La decisione dell'azienda, immediatamente operativa, è basata sui nuovi dati a tre anni emersi da uno studio multicentrico, prospettico, randomizzato, condotto contro placebo, noto come APPROVe. Lo studio, attualmente sospeso, puntava a valutare l'efficacia del trattamento triennale di Vioxx nel dosaggio di 25 mg nella prevenzione delle recidive di polipi colorettali in pazienti, 2600 quelli arruolati a partire dal 2000, con pregressa storia di adenomi colorettali. Ma che cosa è successo di tanto grave da portare al ritiro del farmaco sul mercato? Lo studio ha evidenziato un aumento del rischio relativo di eventi cardiovascolari non fatali, come infarti e ictus, a partire dal diciottesimo mese di trattamento continuativo nei pazienti che assumevano il Vioxx rispetto a quelli trattati con placebo. Non si è trovata, invece, nessuna differenza in riferimento agli eventi cardiovascolari fatali. A rincarare la dose secondo le stime Fda sarebbero oltre 27mila gli infarti e i casi di morte cardiaca improvvisa attribuibili al Vioxx. La stima dell'Fda si basa sui risultati dell'analisi di un database di pazienti di Kaiser permanente, grossa organizzazione americana per la tutela della salute. Ma i risultati sono ancora da valutare.

Le reazioni
Le reazioni sono state varie. L'azienda si è difesa sostenendo l'importanza della decisione presa nell'ottica della tutela del paziente. Si sarebbe potuto scegliere, infatti, la modifica della nuova scheda tecnica incorporando questi nuovi dati, si è optato, invece, per la scelta più radicale. Il presidente dell'azienda ha, inoltre, sostenuto come fino ai 18 mesi di trattamento continuativo, durata ben superiore rispetto a quella utilizzata per le attuali indicazioni (dolore acuto e artrite), non sia emersa nessuna differenza nei due gruppi osservati. Ecco perché lo stesso Nello Martini, direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco, ha invitato alla calma dopo il ritiro del farmaco, sottolineando la pronta azione di farmacovigilanza. È davvero così?

Le accuse del New England
L'editoriale del New England Journal of Medicine non sembrerebbe d'accordo e non risparmia accuse sia alla casa farmaceutica sia all'Agenzia di controllo sui farmaci Usa. Per cominciare i dati sottoposti dalla Merck all'Fda nel 1999 per l'approvazione del farmaco erano incompleti e non revisionati. Solo due anni dopo così l'agenzia si sarebbe accorta dei potenziali rischi cardiovascolari del Vioxx. Due anni per riunire un comitato scientifico? Non è chiaro, inoltre, aggiunge l'editorialista, perché identificati i rischi attraverso lo studio denominato VIGOR, l'azienda non sia stata incoraggiata dall'Fda a effettuare uno studio clinico di lunga durata. Anzi. La tendenza di Merck era quella di rassicurare i medici sulla sicurezza cardiovascolare del farmaco. Esemplificativo in questo senso un comunicato stampa del 2001 nel quale Merck riconfermava la favorevole sicurezza cardiovascolare di Vioxx. Oltretutto secondo un altro articolo del New England l'allarme potrebbe essere esteso all'intera classe di farmaci COX-2, compresi molti altri prodotti tutt'ora in vendita nelle farmacie. La conclusione dell'editoriale non lascia scampo. I dirigenti di Merck e quelli dell'Fda condividono la responsabilità di non aver assunto decisioni appropriate e di non aver salvaguardato la salute pubblica. La speranza è che non succeda di nuovo. 

Marco Malagutti


Fonte
Topol E et al. Failing the Public Health -- Rofecoxib, Merck, and the FDA. Published at www.nejm.org October 6, 2004

FitzGerald GA et al. Coxibs and Cardiovascular Disease. Published at www.nejm.org October 6, 2004



 




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