L'intervento taglia e cuci

23 giugno 2004

L'intervento taglia e cuci



Anche per la stipsi, almeno per le forme più gravi, da oggi si può ricorrere a un intervento chirurgico. La procedura è stata ideata da un chirurgo italiano, il professor Antonio Longo, già noto per aver messo a punto una tecnica, oggi divenuta standard, per risolvere il problema delle emorroidi, ed è stata presentata dallo stesso chirurgo nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Napoli nell'ambito del convegno di coloproctologia, organizzato dall'università napoletana. La stipsi, del resto, non è da sottovalutare visto che riguarda nove milioni di donne e quasi quattro milioni di uomini e che da un'indagine, presentata nel corso della conferenza stampa, i disturbi intestinali, peggiorano significativamente la qualità di vita della gente, soprattutto in estate e in occasione di viaggi. Si tratta di disturbi che colpiscono per lo più donne e la stipsi, in particolare, riguarda più del 30% delle italiane con un picco, pari al 65% per quelle in gravidanza. Perché?

Un problema femminile
I sintomi della stipsi sono noti a tutti. Stimolo assente o raro, senso di incompleto svuotamento e di costipazione, sensazione di un tappo che impedisce di liberarsi, necessità di rimanere in bagno a lungo e di ritornarci. Durante la gravidanza aumentano le necessità metaboliche e aumenta la diuresi (la quantità di urina). L'organismo, quindi, chiama l'acqua dall'intestino, un processo che provoca una concentrazione e una disidratazione delle feci che si riducono di volume e diventano più difficili da espellere. Nella seconda parte della gestazione, poi, l'utero si ingrandisce con una compressione dell'area pelvica e un incremento dell'eventuale prolasso (cedimento) preesistente, che rende ancor più difficile la defecazione. I rimedi prevedono una dieta ricca di acqua e fibre. Ma il più delle volte non basta. Si finisce così per autoprescriversi lassativi. Niente di più sbagliato - ha ricordato il professor Longo. La maggior parte delle volte, tra l'altro, sono i medici stessi a effettuare la raccomandazione all'uso dei lassativi, il cui mercato tocca in Italia i 115 milioni di euro all'anno. Ma questi farmaci possono provocare disidratazione, rischio di trombosi, malattie intestinali croniche e danni al feto, se assunti dalle donne in attesa. La situazione non migliora neanche se si assumono erbe, che, anzi, spesso sono ancor più insidiose, mancando il dosaggio controllato. Quindi che fare? Secondo il professor Longo è opportuno chiedere aiuto ai centri specialistici, in grado di indirizzare il paziente verso la terapia più adatta, che ora può essere anche chirurgica.

Intervenire è possibile
"È la prima tecnica chirurgica per la cura della stipsi" - ha annunciato con legittimo orgoglio Longo. Si tratta di una sorta di macchinetta taglia e cuci che viene inserita localmente, cattura il tessuto ostruttore, il prolasso rettale, che nei casi più complessi fa da tappo e peggiora la costipazione, per poi tagliarlo e ricucire la parte. Il tutto in una sola mossa e in totale sterilità. L'intervento - ha continuato il professore - che è presidente onorario SIUCP (Società Italina Unitaria di Colon Proctologia) e Direttore del Centro Europeo per la cura delle Malattie del Pavimento Pelvico all'ospedale Sainth Elisabeth di Vienna, si può eseguire in anestesia epidurale, provoca poco dolore e dura circa mezz'ora. Il paziente dopo due giorni esce dall'ospedale e in una settimana può riprendere la normale attività. I primi dati, di prossima pubblicazione sulla rivista specialistica Disease Colon & Rectum, sembrerebbero promettenti. L'intervento è d'aiuto per i pazienti più gravi, uno su quattro, ma esclude, per esempio le donne in gravidanza. Fino a oggi sono stati eseguiti 6 mila interventi, in 10 ospedali pubblici italiani, in vari paesi europei e negli Stati Uniti. Dopo l'operazione l'80% dei pazienti non ha avuto bisogno di alcun analgesico. La SIUCP ha anche attivato un numero verde per chi volesse avere informazioni sul centro specializzato più vicino per la cura della stipsi e delle emorroidi e di tutte le patologie colonproctologiche: 800-126731. Oggi i pazienti vanno dallo specialista solo dopo anni di sofferenze, ora che è disponibile un intervento rapido, risolutivo e poco doloroso le cose potrebbero cambiare.

Marco Malagutti


Fonte
Conferenza stampa, I mali quotidiani degli italiani. Napoli, 17 giugno



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