Intimamente protetti

20 giugno 2008

Intimamente protetti



È giunta al termine l'indagine epidemiologica, nata come progetto Intimo, svolta dai ginecologi ospedalieri. 
Hanno risposto al questionario 1808 donne di tutte le regioni italiane: si tratta di donne per lo più in età fertile, con un grado d'istruzione medio o elevato; la metà di queste lavora, 2 su 3 hanno figli e quasi tutte un partner fisso.
Il primo dato che emerge, quindi, è positivo, molte donne hanno la corretta abitudine di andare dal ginecologo per una visita, anche se poi sembrano dimenticarsene dopo la menopausa. L'iniziativa promossa da AOGOI ha già contribuito a migliorare il dialogo tra la donna e lo specialista, incoraggiandola a parlare di tutti quei disturbi che, pur non rappresentando necessariamente una patologia, creano disagi e limitazioni nella vita quotidiana. Prurito, bruciore, perdite anormali sono spesso vissute come sintomi passeggeri e quindi trascurati, mentre si potrebbero prevenire facilmente, così come si possono prevenire le infezioni che, raramente, ne sono la conseguenza. Dall'esame dei questionari sono emerse delle correlazioni precise tra frequenza di disturbi e comportamenti scorretti: osservando dei semplici suggerimenti, quindi, è possibile ridurre al minimo la comparsa di fastidi e infiammazioni. Ecco allora un vademecum tutto femminile, per imparare a conoscere meglio il proprio corpo e i suoi "nemici" e, soprattutto, per sentirsi tranquille in ogni occasione.

Igiene
Utilizzare un detergente intimo specifico 1 o 2 volte la giorno; lavarsi troppo frequentemente, così come utilizzare saponi alcalini, è controproducente in quanto altera il grado di acidità dell'ambiente vaginale. 
L'acidità (che si misura con il pH) è fondamentale perché rappresenta la fisiologica difesa dalle infezioni: il Lactobacillus, presente nella mucosa genitale, si occupa di mantenere il pH a valori leggermente acidi liberando acido lattico. In questo modo tutti gli altri ospiti, batteri e funghi, non trovano le condizioni adatte per riprodursi in gran quantità. Quando questo equilibrio si altera, uno di questi cortesi ospiti può diventare invadente: esempio tipico sono le vaginiti da Candida albicans, un fungo che moltiplicandosi in maniera eccessiva diventa patogeno, genera cioè un'infezione.
L'acqua da sola non è indicata per l'igiene intima perché, oltre ad avere scarso potere detergente, ha pH neutro e non acido.
Effettuare il lavaggio delle parti intime dalla vagina verso l'ano, in modo che i batteri fecali (enterobatteri) non vengano mai in contatto con la mucosa vaginale, sciacquarsi bene e asciugarsi con cura.

Abbigliamento
Utilizzare biancheria intima normale (no al perizoma), di cotone e bianca; cosa che il 76% delle intervistate già fa. Non indossare biancheria intima che non sia perfettamente asciutta.
Negativi anche jeans, pantaloni aderenti e collant se indossati troppo a lungo.
Naturalmente questo non significa che non ci si possa concedere un completino colorato, di pizzo e magari sintetico, per una serata speciale, a patto poi di riservare maggior attenzione all'igiene intima.
Dopo il lavaggio, gli indumenti intimi vanno risciacquati a lungo, con molta acqua, per eliminare ogni residuo di sapone.

Stile di vita
Evitare di cambiare partner troppo spesso.
Informarsi sulle abitudini igieniche del proprio partner.
Evitare l'utilizzo di deodoranti spray intimi, il cui uso aumenta il rischio di sviluppare tumori.
In caso di terapia antibiotica prolungata assumere fermenti lattici per ricostituire la normale flora batterica.
L'utilizzo di lavande vaginali non deve essere abituale ma subordinato al consiglio del ginecologo.

Mestruazioni
Durante il ciclo mestruale cambiare spesso l'assorbente, evitare l'utilizzo frequente di assorbenti interni, lavarsi con maggiore frequenza.

Gravidanza
Durante la gravidanza aumentano le secrezioni vaginali e, di conseguenza, c'è una maggior vulnerabilità alle infiammazioni, perciò è consigliabile lavarsi sempre con un prodotto specifico e con maggior frequenza.
In caso di infezioni non si deve temere per il feto che è isolato dall'ambiente esterno: il collo dell'utero, infatti, è sigillato da un "tappo" di muco molto spesso, in grado di impedire il passaggio di qualsiasi microrganismo. 
L'unico rischio è la trasmissione, al momento del parto, dello Streptococco B dalla madre al bambino. Le infezioni da streptococco sono asintomatiche, per questo motivo si fa un esame (tampone vaginale) per la ricerca del batterio prima del parto, specie se si tratta di parto prematuro. Quando l'indagine dà esito positivo si effettua la profilassi con antibiotici durante il travaglio, così da evitare il passaggio dell'infezione al neonato.

In viaggio e al lavoro
L'igiene intima può risultare difficoltosa: si devono utilizzare bagni pubblici e molte nazioni non hanno il bidet. Non ricorrere troppo all'uso di fazzolettini igienici, né ai saponi forniti dagli alberghi, meglio portarsi il detergente intimo che si usa a casa.

Mesi caldi
Durante l'estate aumentano vertiginosamente i disturbi delle parti intime per la contemporanea presenza di situazioni e comportamenti a rischio. Innanzi tutto il caldo e la maggior sudorazione che ne deriva, ma anche il tempo libero che lascia spazio alle attività sportive (per cui si suda) e a rapporti sessuali più frequenti o con partner occasionali. Inoltre con la bella stagione si tende ad indossare indumenti colorati e sintetici, primo fra tutti il costume da bagno, magari bagnato.
In vacanza o in città, allora, bisogna intensificare l'attenzione per l'igiene intima, evitare indumenti umidi, fare attenzione ai bagni pubblici, verificare se possibile le abitudini igieniche dei propri partner.

Tra le buone abitudini devono rientrare anche una visita ginecologica annuale, anche in assenza di disturbi o patologie, e l'esecuzione del PAP test ogni 3 anni. Questo semplice esame di laboratorio, infatti, è l'unico in grado di rilevare la presenza del Papilloma virus, infezione frequente, trasmissibile attraverso i rapporti sessuali, ma assolutamente asintomatica.

Elisa Lucchesini


Fonti
Dati statistici indagine Infasil Intimo(2001 - 2002)



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