Endometriosi nemica della culla

03 marzo 2004

Endometriosi nemica della culla



L'endometriosi è un disturbo dell'apparato genitale femminile piuttosto diffuso (8-10% della popolazione) di cui la medicina ha preso a occuparsi "di petto" solo abbastanza recentemente. E' in pratica causata da un'anomala proliferazione dell'endometrio, cioè il tessuto che riveste internamente la cavità uterina. A seconda della quantità e della posizione di queste proliferazioni, l'endometriosi può dare disturbi più o meno gravi, che di norma si esprimono come dolore alla pelvi, dispareunia (dolore durante i rapporti), irregolarità del ciclo e, in molti casi, infertilità. Tanto che nelle donne infertili la presenza di endometriosi è più frequente: dal 20 al 70% a seconda delle casistiche.

Differenze in funzione della gravità
Quest'ultimo punto però se non viene apertamente messo in dubbio viene quantomeno affrontato con cautela. E' evidente, sostengono alcune ricerche, che se la proliferazione dell'endometrio tende a ostruire le tube e comunque a coinvolgere ovaio e annessi, la discesa della cellula uovo o l'arrivo degli spermatozoi possono venire compromessi o almeno ostacolati. Dal momento che la specie umana non è tra le più fertili (la possibilità di gravidanza a ogni rapporto in condizioni normali non supera il 20%) ecco che una coppia può facilmente vedere frustrati i tentativi di procreazione. Ma quando l'endometriosi è di grado medio-lieve? Qui la situazione si fa più sfumata, e sono state prospettate ipotesi diverse. Anziché un ostacolo meccanico, potrebbe essere una reazione immunitaria a mettere i bastoni tra le ruote agli spermatozoi ma anche all'ovocita e allo stesso embrione. Infatti, alla proliferazione dell'endometrio si accompagna un aumento del rilascio di alcune citochine (sostanze fondamentali per le reazioni immunitarie difensive). Tuttavia vi è anche il sospetto che la maggiore frequenza dell'endometriosi, soprattutto lieve e media nelle donne con difficoltà nel concepimento possa essere dovuta al fatto che, essendo una routine l'indagine endoscopica, vengono scoperte situazione che sulla base dei soli sintomi potrebbero passare inosservate.

Meglio l'endoscopio del farmaco?
Alcuni studi, poi, hanno rivelato che in realtà tra le donne con endometriosi lieve e quelle con infertilità per la quale non vi era una causa chiara la differenza in termini di successo nella gravidanza non era significativa. Inoltre c'è anche l'aspetto del trattamento da considerare: è vero che ristabilire la pervietà delle tube cambia la situazione, ma intervenire chirurgicamente sull'ovaio può, per esempio, ridurre la riserva di quest'ultimo e quindi compromettere la futura fertilità. Anche il trattamento medico, che consiste nella somministrazione di farmaci che bloccano l'ovulazione (dalla pillola anticoncezionale al danazolo ad altre sostanze con lo stesso effetto) anche se possono far regredire l'endometriosi, di fatto ritardano il ritorno del ciclo, e anche questo va tenuto presente quando si valuta l'effetto sulla fertilità.In realtà, mentre l'approccio chirurgico non sembra compromettere il ritorno della capacità di procreare in tempi relativamente brevi, per i trattamenti medici il giudizio è meno positivo. Effettivamente, il ricorso al farmaco non migliora la fertilità o almeno non così rapidamente. Insomma, di fronte a una diagnosi di endometriosi e a una temporanea difficoltà nel concepimento, questo aspetto va affrontato con il proprio ginecologo, soprattutto quando viene proposto il trattamento medico. Non è detto che questa via meno invasiva sia poi la più soddisfacente, anche considerando che ormai questi interventi di rimozione del tessuto endometriosico vengono effettuati prevalentemente per via laparoscopica...

Maurizio Imperiali

Fonte
Kovacs P. Endometriosis and Infertility. Medscape Clinical Update, 25 febbraio 2004



 



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