Una sindrome rischiosa

13 ottobre 2004

Una sindrome rischiosa



Considerare la sindrome da ovaio policistico solo un problema di estetica o con conseguenze sulla fertilità è riduttivo nonché pericoloso per la salute della paziente. La comparsa di acne, l'eccessiva peluria superflua sul corpo e sul viso, la perdita dei capelli sono solo alcuni degli effetti e/o sintomi di un disturbo metabolico che colpisce il 10% delle donne in età riproduttiva. Possono verificarsi anche irregolarità del ciclo mestruale e formazione di cisti ovariche ed è una delle cause principali di infertilità femminile.

Complicanze non rare
Purtroppo non esiste una cura definitiva ma solo la possibilità di gestire un disturbo che nel tempo può comportare complicanze che vanno oltre lo sbilanciamento ormonale. Infatti, come sottolinea la American Association of Clinical Endocrinologists (AACE), la sindrome andrebbe guardata con un'ottica più ampia proprio per riconoscerne i rischi nascosti, che includono infarto, ictus, diabete, retinopatia, insufficienza renale. Le raccomandazioni dell'associazione derivano dai risultati osservati nell'ambito del Nurses' Health Study che nelle 116 mila donne seguite per otto anni, di età compresa tra 25 e 42 anni, ha riscontrato un'incidenza più che doppia di diabete di tipo 2 in quelle che avevano ciclo irregolare o infrequente. E poiché l'80% delle donne con questi sintomi soffre di sindrome dell'ovario policistico, ne segue che questa è una condizione che espone al rischio di sviluppare le complicanze metaboliche e cardiovascolari. La resistenza insulinica con iperinsulinemia compensatoria è un sintomo clinico piuttosto comune della sindrome almeno nel 75% dei casi. Queste pazienti sono inoltre predisposte all'ipertensione e all'aterosclerosi e in altri studi si erano presentate con elevati livelli di calcificazione delle coronarie e assottigliamento dell'intima media dell'arteria carotide.

Non curare ma gestire
E' evidente che la sindrome deve essere identificata quanto prima, perché se irsutismo, acne o infertilità, per quanto disabilitanti, possono compromettere la qualità della vita ma non la vita stessa, per gli altri sintomi non è così. Il rischio di sviluppare diabete o malattie cardiovascolaripuò essere fatale. In questi casi gli esperti raccomandano anche di modificare lo stile di vita promuovendo attività fisica, alimentazione controllata e abbandono del fumo di sigarette. Il trattamento farmacologico deve essere preso in considerazione per trattare diabete, ipertensione eanomalie lipidiche, ma questa scelta dipende dalle condizioni del paziente. Nel caso, farmaci ipoglicemizzanti, come trattamento iniziale, possono migliorare gli scompensi metabolici e migliorare le possibilità di gravidanza.

Simona Zazzetta


Fonti
American Association of Clinical Endocrinologists(AACE)



 



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