Non solo anticoncezionale

08 marzo 2006
Focus

Non solo anticoncezionale



La contraccezione in Italia è un tema da sempre controverso e i numeri sono lì a confermarlo. Secondo le ultime statistiche della Società Italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) solo la metà delle donne fra i 15 e i 45 anni vi ricorre, e appena una su quattro sceglie metodi sicuri. Tra i vari metodi la pillola resta il più utilizzato, anche se non si può dire che se ne abusi: solo il 26% delle donne, infatti, ricorre a questo metodo contraccettivo, con agli ultimi posti le fasce sociali meno ricche, donne del sud e giovanissime. Ma quali sono i problemi? In molti casi, per cominciare, mancano le informazioni e in più rispetto alla pillola aleggiano troppi pregiudizi e falsi miti, dai potenziali effetti collaterali, al fantomatico rischio di sterilità indotta da anticoncezionali. Una mancanza di corrette informazioni che porta a usare male, se non per nulla, i metodi contraccettivi. Il risultato è un ricorso sempre più diffuso alla pillola del giorno dopo. Eppure al farmaco è stata riconosciuta un’efficacia molto alta, del 98,8%, e un conseguente elevato credito di affidabilità tra i medici e tra le consumatrici. La combinazione di ormoni – un estrogeno e un progestinico - è la migliore finora usata e presenta un ottimo profilo di sicurezza sia per il dosaggio sia per l’efficacia dei principi selezionati. Di questo e di molti altri argomenti si è parlato a Firenze nel corso del 12esimo Congresso Mondiale di Endocrinologia Ginecologica è stata l’occasione per presentare una nuova pillola contraccettiva a base di clormadinone acetato (CMA), di imminente arrivo sul mercato italiano. La novità? Il potente effetto antiandrogenico.

La nuova pillola
I disturbi androgenici sono caratterizzati da un eccesso di produzione di ormoni androgeni nelle donne, con effetti che vanno che vanno dall’irsutismo all’ipertricosi, dall’acne all’alopecia e alla seborrea con una gravità di manifestazioni che spazia da un leggero aumento nella distribuzione di peli nel corpo a una effettiva virilizzazione, la comparsa cioè di spiccati caratteri maschili. Il tutto in funzione di differenze genetiche e di una differente sensibilità agli androgeni. L’iperandrogenismo, come spiegato da Anna Paoletti della Clinica Ginecologica Ostetrica e di Fisiopatologia della Riproduzione Umana dell’Università di Cagliari, si manifesta spesso in concomitanza con la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) o con l’irsutismo idiopatico. La PCOS è un disordine endocrino che rappresenta una delle più frequenti cause di sterilità femminile e che ha, appunto, tra le sue caratteristiche un eccesso di ormoni maschili con annessi problemi di acne e di peli superflui. I contraccettivi orali sono tra le opzioni terapeutiche principali, se poi hanno anche proprietà antiandrogeniche i loro benefici sono ancora maggiori. Ecco perché la nuova pillola a base di clormadinone acetato, presentata da una casa italo-tedesca, (Grunenthal Formenti) sembra promettente. Il suo ingrediente base il CMA, che compone la pillola insieme all’etinil estradiolo, è un ormone del gruppo dei progestinici. La sua azione è di inibire l’ovulazione e modificare lo stato del muco uterino, di modo che non sia possibile che un ovulo fecondato si annidi nell’utero. In più, e qui sta il suo aspetto esclusivo, impedisce l’azione degli androgeni, gli ormoni sessuali maschili, sul cuoio capelluto o nelle ghiandole sebacee del viso. Il fine, perciò, del ricorso a questa pillola non è solo contraccettivo ma anche terapeutico in caso di iperandrogenismo. Un effetto che, in base alle premesse, dovrebbe ricadere anche sul qualità della vita e la percezione di sé della donna. Un aspetto da non sottovalutare, come ha illustrato Johannes Bitzer dell’università di Basilea: una positiva immagine del proprio corpo è, infatti, alla base della salute psicosessuale della donna. Nonostante si tratti di un aspetto spesso sottostimato. Le premesse scientifiche sembrano perciò buone, ora la pillola è attesa alla verifica del mercato. Un altro scoglio da non sottovalutare.

Marco Malagutti

Fonte
12th World Congress of Gynaecological Endocrinology, Firenze 3 marzo





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