Alle donne piace il cerotto

24 marzo 2006

Alle donne piace il cerotto



Sono passati circa due anni da quando il cerotto contraccettivo è stato introdotto nel mercato italiano (vedi gli articoli precedenti) da allora la popolazione femminile che ne ha fatto uso è stimata intorno alle 83 mila unità. Il metodo transdermico si faceva portatore di molte aspettative per il superamento di alcuni inconvenienti pratici della pillola. A distanza di due anni si è cercato di capire, attraverso un’indagine, se tali promesse sono state mantenute. Il lavoro è stato condotto da IMS Health, su commissione della Janssen-Cilag, su donne contattate all’atto dell’acquisto del cerotto, quindi su donne che fanno uso del metodo. I questionari sono stati distribuiti presso 247 farmacie e compilati da circa un migliaio di donne; coloro che davano la disponibilità, successivamente venivano ricontattate telefonicamente. I risultati sono stati presentati da Anna Panza, da Bruno Sfogliarini, della IMS Consulting in una conferenza stampa e commentati da Gian Benedetto Melis, ginecologo e vicepresidente SIC, Società Italiana di Contraccezione.

Giovani e consapevoli
Il profilo delle utilizzatrici mostra donne consapevoli e informate, che nell’89% dei casi faceva già uso di un contraccettivo ormonale e che nel 60% dei casi ha scelto in modo autonomo, mentre il 40% lo ha fatto perché influenzata dal medico che gliel’ha prescritto. Il 47% risiede al Nord e l’età media è di 32 anni, una conferma del profilo demografico delle utilizzatrici dei metodi ormonali. La quota maggiore si concentra nella fascia di età 30-34 (23%), in cui si è in piena età riproduttiva e, con molta probabilità, si ha un relazione di coppia stabile e una maggior attenzione ai problemi metabolici che l’assunzione di ormoni può comportare. “La scelta – afferma Gian Benedetto Melis, nel commentare i risultati - rispecchia infatti l’esigenza di avere dei livelli costanti di ormoni in circolazione che la somministrazione transdermica garantisce, evitando quei picchi corrispondenti al momento dell’assunzione orale della cosiddetta pillola”. Il 56% delle circa 500 donne che non avevano acquistato il cerotto per la prima volta, lo usava da almeno sette mesi e quindi si poteva considerare utilizzatrice abituale, a conferma di una certa fidelizzazione al prodotto.
Tra le motivazioni che le avevano spinte a comprare il cerotto, anche per la prima volta, c’era la volontà di non assumere più il contraccettivo per via orale, la praticità, l’insoddisfazione per il contraccettivo precedente e l’innovatività del metodo: Nel dare un giudizio generale il 69% si è espresso in modo positivo, a conferma che le aspettative che spingevano all’acquisto venivano soddisfatte nei mesi di utilizzo.

Dopo 3 mesi...
Al follow up telefonico hanno partecipato 140 donne. La scelta di attendere tre mesi corrispondeva al periodo di assestamento necessario per definire quanto l’organismo si era adattato alla prima assunzione del farmaco. Le motivazioni che avevano portato alla scelta di continuare con il metodo transdermico erano legate alle caratteristiche del prodotto (95,3% delle risposte): c’era un 24,7% che ne apprezzava la tollerabilità, il 30,6% la comodità dell’assunzione, ma la risposta più frequente era che “si trovava bene”. Una risposta apparentemente generica, che però, secondo il parere del ginecologo, esprime un sentirsi bene generalizzato dovuto alla praticità, al non aver paura di dimenticare, al basso impatto sul metabolismo e all’assenza di cefalee o nausee.
A parità di dosaggio estroporgestinico, la somministrazione transdermica, è stata introdotta con la promessa di superare i limiti dell’assunzione orale che ne riducevano l’efficacia: il rischio di dimenticanza e l’interazione con problemi gastrointestinali. Conteggiando questi vantaggi in un bilancio globale, la contraccezione transdermica, secondo i relatori, oltre a rispondere alle aspettative di tollerabilità, garantisce una maggiore sicurezza indicata da un dimezzamento dell’indice di Pearl rispetto alla pillola.

Simona Zazzetta

Fonte
Conferenza stampa. Le utilizzatrici del cerotto. Indagine di mercato: i dati più significativi. Milano, 23 marzo 2006


 





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