La fertilità ritorna

05 maggio 2006

La fertilità ritorna



Per ora il "pillolo" non è ancora in commercio, ma la data della sua immissione sul mercato sembra sempre più vicina. Sarà una data storica secondo molti osservatori, anche perché finalmente la coppia potrà dividersi l'onore del controllo delle nascite, che, da trent'anni a questa parte, da quando cioè è comparsa in scena la pillola anticoncezionale, ricade in gran parte sulle spalle femminili. E non sempre per cattiva volontà dei maschi. L'argomento è ritornato al centro dell'attenzione dopo che uno studio di Lancet ha sfatato uno dei miti che aleggiano attorno all'anticoncezionale maschile: la fertilità perduta. Non è così, dice una ricerca statunitense, gli effetti del pillolo saranno, infatti, reversibili.

Il pillolo funziona
Il pillolo, come noto, è basato sulla combinazione di un progestinico somministrato insieme al testosterone. Il principio, perciò, è identico a quello della pillola contraccettiva femminile, che contiene un progestinico e l'estradiolo. I progestinici utilizzati sono gli stessi presenti nelle combinazioni contraccettive ormonali femminili (ciproterone acetato, levonorgestrel). E la loro funzione è agire a livello dell'ipofisi sopprimendo la secrezione di gonadotropine, che stimolano i testicoli a produrre testosterone. Il ruolo del testosterone, perciò, è quello di compensare la sua mancata produzione, che porta all'arresto del processo di maturazione degli spermatozoi. Si arriva così ad una azoospermia (cioè mancanza di spermatozoi nell'eiaculato) o a una forte oligospermia (cioè a un loro basso livello). Il metodo funziona, questo è ormai chiaro da tempo. Con tassi di successo che oscillano tra il 97 e il 100%. Non è mai stata ben chiarita, peraltro, per quanto tempo venga interrotta la spermatogenesi: per esempio, cambiano le condizioni a seconda dell'etnia del soggetto. Ecco perché, spiegano i ricercatori nell'introduzione al loro studio, si è reso necessario uno studio che quantificasse in modo chiaro e definitivo quale fosse la percentuale di recupero della fertilità e se possibile che identificasse importanti predittori che condizionano la reversibilità dei metodi ormonali negli uomini.

Lo studio di Lancet
Il team statunitense ha esaminato 30 studi sul pillolo, pubblicati dal 1990 al 2005, nei quali la produzione di spermatozoi sia stata monitorata ogni mese dopo il ricovero. I dati relativi a 1500 pazienti hanno evidenziato che il tempo di recupero della fertilità oscilla intorno a 3-4 mesi in tutti i pazienti. A condizionare la rapidità o meno della ripresa sono fattori come l'età, la durata del trattamento anti-concezionale e la concentrazione spermatica all'origine, ma, quello che più conta, alla fine del trattamento tutti i soggetti coinvolti sono tornati a livelli di concentrazione spermatica compatibili con la fertilità. Un risultato che i ricercatori hanno accolto con entusiasmo, annunciando l'imminente arrivo di nuovi farmaci contraccettivi. In effetti, è ormai un dato di fatto che la contraccezione ormonale maschile unisce efficacia a sicurezza, cioè un ritorno alle caratteristiche spermatiche compatibili con la fertilità. Due elementi fondamentali per consentire agli uomini di gestire al meglio sia il piacere sia la pianificazione familiare. Che il marketing abbia inizio...

Marco Malagutti

Fonte
Liu PY et al. Rate, extent, and modifiers of spermatogenic recovery after hormonal male contraception: an integrated analysis. The Lancet 2006; 367:1412-1420


 





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