Stop al ciclo

25 maggio 2007

Stop al ciclo



Era inevitabile. La questione del ciclo mestruale è da sempre controversa e le stesse donne hanno un rapporto di odio-amore con il periodo mensile. Chi ritiene che il ciclo sia un'inutile fonte di sofferenza e chi invece lo ritiene un simbolo di fertilità e salute. Era inevitabile, così, che la prospettiva di una pillola che elimini del tutto le mestruazioni generasse controversie e accesi dibattiti. Ed è proprio questa ambivalenza ad aver generato un certo imbarazzo anche nella Food and Drug Administration, che alla fine, è cronaca di questa settimana, ha dato l'approvazione definitiva al farmaco. Subito negli Stati Uniti si è infatti levata alta la voce di molte donne che non approverebbero una simile pillola. E non senza argomenti. Il New York Times ne ha parlato in un recente articolo.

Come un interruttore
Il ciclo, ha dichiarato Christine Hitchcock, ricercatrice presso la University of British Columbia, è la manifestazione esteriore di un processo ormonale che avviene all'interno del corpo. E l'idea di poter spegnere o accendere il corpo con un interruttore è preoccupante, secondo la ricercatrice. Del resto, spiegano gli oppositori, simili rimedi anticoncezionali hanno avuto scarso successo in passato. E' il caso di Seasonal la pillola in commercio dal 2003 che consente di avere solo 4 cicli mestruali all'anno. L'ideale per le sportive o per le modelle, ma in generale, per chiunque abbia la necessità di risolvere drasticamente tutto quello che la mestruazione comporta. Ma la pillola non ha avuto il successo sperato. Quella in arrivo però, promette ancora di più, visto che Lybrel, questo il suo nome, può essere assunta ininterrottamente 365 giorni l'anno con il risultato di bloccare del tutto le mestruazioni. Secondo le indagini condotte dall'azienda produttrice, Wyeth, i due terzi delle donne avrebbero interesse a dire basta al ciclo. L'idea è che le donne siano troppo impegnate al giorno d'oggi e abbiano poco tempo per preoccuparsi delle mestruazioni. E i rischi?

Quali rischi
Secondo gli studi ad oggi disponibili non ci sarebbero rischi particolari, se non quelli che comporta l'assunzione della normale pillola contraccettiva. Ma come sempre in questi casi mancano i dati sui rischi a lungo termine, in particolare di tumore al seno, e quindi forse ci vorrebbe più cautela. Anche perché, come ribadisce Giovanna Chesler, docente di cinema alla Uuniversity of California di San Diego, che sull'argomento ha anche girato un documentario, "Period: the end of menstruation?", le donne non sono malate e non ha senso sopprimere per 30 o 40 un anni un fenomeno naturale. Il marketing aziendale punta alle donne che soffrano dei sintomi in modo particolarmente pesante e che, sempre secondo Wyeth, vivono male la loro quotidianità, hanno una ridotta attività fisica e anche sessuale, indossano abiti scuri e stanno di più a casa. Un quadro desolante cui l'azienda vorrebbe ovviare con la nuova pillola, per la quale si ventilano entrate nell'ordine dei 250 milioni di dollari annuali. Un quadro tutt'altro che desolante, invece, per l'azienda. D'altro canto c'è anche chi nel ciclo mensile vede degli aspetti positivi. Nei sondaggi il 50% delle donne si dicono sollevate dall'appuntamento mensile, perché significa che non sono incinte. Quasi un quarto lo considera parte indispensabile dell'identità femminile. Infine il New York Times ricorda come Anna Frank nel suo diario scherzasse sulle mestruazioni, considerandole "il mio dolce segreto, tra tanto dolore, cattiveria e fastidio". Un particolare, infine, potrebbe far riflettere: i più entusiasti all'idea di questa pillola sembrano i consulenti uomini di Wyeth. Vorrà dire qualcosa?

Marco Malagutti


Fonte
New York Times


 





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