Meglio il farmaco della crisi

21 gennaio 2005

Meglio il farmaco della crisi



Si sa che una delle principali preoccupazioni delle future mamme è evitare al massimo l'assunzione di farmaci, per il timore, abbastanza fondato, di conseguenze per il nascituro. Tuttavia non tutti i farmaci sono controindicati in gravidanza e per tutto il periodo di gestazione.
A volte, poi, sospendere le cure può essere negativo, oltre che per la donna, anche per il feto. E' il caso dell'asma, una malattia cronica che interessa un buon numero di gravide, dal 3,7 al 9,4% a seconda delle casistiche.
Infatti, se la malattia non viene controllata durante la gestazione aumenta la possibilità che si presentino pre-eclampsia, parto prematuro, basso peso alla nascita e anche morte perinatale. Del resto, se durante le crisi di asma la donna va incontro a carenze di ossigeno è ovvio che l'anossia colpisce anche il feto.

Si rischia di più senza farmaci
Di conseguenza, il rischio rappresentato dall'assunzione dei farmaci, anche quando vi fosse, è decisamente superato dal rischio rappresentato dalle crisi asmatiche ripetute. Oltretutto, tra i farmaci antiasmatici efficaci molti presentano un profilo di sicurezza ottimale anche in corso di gravidanza, come sottolinea la nuova edizione delle linee guida del National Asthma Education and Prevention Program (NAEPP) dedicate appunto al trattamento dell'asma nelle gravide. Infatti, non desta preoccupazioni l'impiego degli agenti di prima linea impiegati nell'asma lieve, cioè i broncodilatatori beta-agonisti in formulazione spray.
Quello per i quali si ha il maggior numero di dati è l'albuterolo, ma secondo gli esperti statunitensi non vi è motivo per pensare che la situazione cambi con le altre sostanze della stessa classe.
Anche gli steroidi inalanti, usati per il controllo a lungo termine dei sintomi, sono altrettanto sicuri, con una certa prefernza per la budesonide. Nessuno studio, infatti, ha segnalato finora anomalie nello sviluppo del nascituro a causa dell'impiego di questi farmaci.
Gli unici farmaci che vengono considerati solo come alternative ma non come prime scelte sono i cromoni, perché poco efficaci anche se sicuri, gli antileucotrienici, perché esistono dati molto limitati sull'impiego in gravidanza, e la teofillina. Quest'ultima è in effetti piuttosto efficace, ma non altrettanto sicura delle altre sostanze citate; peraltro va detto che in Italia conosce un impiego molto meno frequente che negli Stati Uniti.

Sicuri anche se aumenta il dosaggio
Steroidi e beta-agonsti spray, inoltre, offrono sicurezza anche ai dosaggi più elevati necessari per il controllo delle forme di media gravità.
Quanto all'asma persistente, la forma più grave, è necessario ricorrere agli steroidi somministrati per via orale. Qui la sicurezza del farmaco lascia aperto qualche dubbio, dal'altra parte la sintomatologia, in questi casi, è tale da porre effettivamente in pericolo la vita della madre e del bambino, ragion per cui il trattamento resta ancora la via meno rischiosa.
Come sempre, il farmaco non è tutto: le linee guida ricordano che è di fondamentale importanza anche evitare l'esposizione alle sostanze irritanti (fumo passivo, per esempio, smog cittadino) e agli allergeni che possono essere l'evento scatenante delle crisi.

Maurizio Imperiali

Fonte
Busse WW. NAEPP Expert Panel Report. J Allergy Clin Immunol. 2005 Jan;115(1): 34-46.





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