Piccoli incidenti di percorso

22 novembre 2006

Piccoli incidenti di percorso



Di contraccezione d'emergenza si parla da tempo, più o meno dalla fine degli anni '90, eppure, nonostante in molti paesi sia disponibile senza bisogno di ricetta medica, l'uso resta piuttosto basso. Molti osservatori continuano, però, a sbandierarla come una panacea per il tasso crescente di aborti. Un recente studio sosteneva che quasi un milione di aborti potrebbero essere prevenuti negli Stati Uniti ogni anno, se ciascuna donna facesse ricorso alla contraccezione d'emergenza quando ne ha bisogno. Una questione controversa, più che mai alle nostre latitudini. Sulla stessa lunghezza d'onda è, però, uno studio pubblicato da Lancet, secondo il quale il ricorso alla contraccezione d'emergenza potrebbe ridurre significativamente il numero di gravidanze indesiderate. Le prove? Un bebè su tre nasce per un incidente di percorso.

Diffuse le indesiderate
Le gravidanze non pianificate sono un fenomeno piuttosto comune, dice lo studio, nel Regno Unito. Ma da non pianificate a indesiderate il passo è piuttosto breve e molte di queste gravidanze si concludono precocemente con un aborto. Ma non è così per tutte. Molte vengono portate a termine. Un discorso che valeva già nel 1989 se si considera che uno studio di allora condotto su circa 2000 madri intervistate a sei mesi dal parto, parlava di un terzo delle gravidanze non pianificate. Le ragioni per cui si arriva a una gravidanza senza volerlo sono sempre le stesse: un uso basso o scorretto dei metodi contraccettivi (la pillola dimenticata) o un problema "tecnico" con i contraccettivi di barriera (il preservativo rotto). E la contraccezione d'emergenza che ruolo ha? Se assunta entro 72 ore dal sesso non protetto, dicono i ricercatori britannici, potrebbe prevenire l'80% delle gravidanze. Come dire che un milione e settecento gravidanze indesiderate, la metà delle quali culminerebbero in aborto, potrebbero essere prevenute ogni anno. Eppure nonostante la diffusa conoscenza, nel Regno Unito è in vendita allo scopo il levonorgestrel orale, il consumo è piuttosto basso. Nel 2003-04 il 6% delle donne di età compresa tra i 16 e i 49 anni ha fatto ricorso alla contraccezione d'emergenza, benché il 94% ne conoscesse l'esistenza. Tutto a posto se non fosse che esiste un numero così alto di gravidanze non esattamente cercate.

Lo studio scozzese
Per scoprire a quanto ammontano i ricercatori scozzesi hanno distribuito un questionario a pazienti in dolce attesa, 2908 per la precisione, ricoverate presso l'ospedale di Edimburgo sia per essere monitorate durante la gravidanza, sia per le cure prenatali sia per un eventuale aborto. Il questionario era mirato a determinare sia "l'intenzione di gravidanza" sia l'eventuale uso di contraccettivi di emergenza. Ebbene delle 907 gravidanze interrotte 814 non erano state volute, contro 250 donne che sono arrivate a partorire ma in realtà non l'avevano pianificato. Peraltro molte delle pazienti intervistate hanno rivelato una certa confusione sull'intenzionalità o meno. Quello che risulta piuttosto chiaro, dice la ricerca, è che a incidere profondamente è l'età. Le ragazze più giovani, cioè, più facilmente non volevano avere un bambino. E la contraccezione d'emergenza? E' stata utilizzata da 113 donne che hanno voluto abortire e soltanto da 40 di quelle che hanno continuato la gravidanza, con una percentuale maggiore di ragazze giovani. Le conclusioni sono chiare, secondo i ricercatori scozzesi. Le gravidanze non volute sono un fenomeno comune, anche tra le donne che continuano la loro gravidanza, eppure la contraccezione d'emergenza resta poco utilizzata anche tra quelle che non vogliono concepire e non incide così sui tassi di gravidanze non volute. Sarebbe ora, conclude la responsabile della ricerca, che anche le gravidanze incidentali venissero considerate alla stessa stregua dei casi di aborto. Senza dimenticare, però, che la prevenzione comincia prima.

Marco Malagutti

Fonte
Glasier A et al. Unintended pregnancy and use of emergency contraception among a large cohort of women attending for antenatal care or abortion in Scotland. The Lancet 2006; 368:1782-1787



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