Desiderio desiderato

13 luglio 2007

Desiderio desiderato



Il farmaco che risveglia il desiderio sessuale femminile è ora in commercio anche in Italia. Visto l'argomento delicato, sia per le pazienti sia per i medici, che devono familiarizzare con un'opzione terapeutica che prima non c'era, qualche spiegazione era d'obbligo.

Le specificità femminili
Premesso che le quantità di testosterone circolanti nel gentil sesso sono circa 10 volte inferiori a quelle presenti nell'uomo, ha spiegato Andrea Genazzani - Ordinario, presso il Dipartimento di medicina della procreazione e dell'età evolutiva dell'Università di Pisa - nella donna la secrezione di testosterone è massima a 20 anni e poi diminuisce gradualmente con il passare dell'età. Questo in condizioni fisiologiche e se ne può intuire il significato naturale ai fini della procreazione. Una volta in menopausa i livelli circolanti si sono ridotti a circa un quarto del loro valore iniziale e, tuttavia, ciò è avvenuto nel corso di 30-40 anni e le ovaie mantengono comunque una secrezione ormonale minima. Diverso è quando questo percorso cronologico viene annullato dalla necessità di asportare chirurgicamente ovaie e utero. Si parla, infatti, di menopausa chirurgica, cioè indotta, quando l'intervento avviene in donne ancora in età fertile. Per evitare gli scompensi e, nel lungo periodo, anche i danni alla salute associati all'improvvisa cessazione della produzione estroprogestinica, a queste donne si somministra in genere la terapia ormonale sostitutiva (TOS).

Quel che la scienza sa e può
E questo della sostituzione è il punto critico, come ha più volte sottolineato Alessandra Graziottin - Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica, Ospedale San Raffaele Resnati di Milano - il testosterone in precedenza non rientrava in questa ipotesi sostituiva. Oggi sì, grazie all'ampliamento delle conoscenze sulla biochimica del comportamento sessuale femminile e alla disponibilità del nuovo farmaco, un cerotto transdermico a rilascio costante di testosterone. L'ovariectomia porta necessariamente ad un brusco calo dei livelli circolanti di testosterone e si è visto come l'applicazione del nuovo cerotto, in aggiunta alla TOS, fosse in grado di apportare benefici significativi, sia fisici sia psicologici, a queste pazienti. Il testosterone agisce in primis sul sistema dopaminergico cerebrale stimolando una sana aggressività, intesa come curiosità, sicurezza in se stessi e voglia di agire. In questo quadro si inserisce lo stimolo della libido, cui si accompagnano, a livello dell'apparato sessuale femminile tutta una serie di azioni "meccaniche" che favoriscono la risposta sessuale, cioè il raggiungimento del piacere.

Dalla chimica alla pratica
Il farmaco deve essere prescritto da un medico; il cerotto rilascia 300mcg al giorno di testosterone, resiste anche in acqua e si sostituisce ogni 3 giorni e mezzo. Devono trascorrere almeno 4 settimane perché l'organismo impari nuovamente a riconoscere e utilizzare l'ormone, quindi l'effetto non è immediato né strumentale, niente a che vedere con i farmaci per la disfunzione erettile maschile. Così è intervenuta a fugare qualsiasi ambiguità Rossella Nappi - ricercatrice presso l'Unità di Endocrinologia Ginecologica e della Menopausa IRCCS Fondazione Maugeri, di Pavia. Il medicinale è indicato per il trattamento del disturbo da desiderio sessuale ipoattivo nelle donne sottoposte a ovariectomia e isterectomia bilaterali che ricevono una terapia estrogenica concomitante. Lo stato di menopausa chirurgica certifica di per sé il depauperamento di testosterone, tuttavia perché la diagnosi sia completa occorre che i cambiamenti psicofisici che ne derivano siano vissuti con disagio dalla donna, e come tali discussi con il medico di famiglia o con il ginecologo.

Elisabetta Lucchesini

Fonti
Conferenza stampa "Esprimi di nuovo il tuo desiderio". Milano, 12 luglio 2007


 




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