Repellente per chi?

15 giugno 2007

Repellente per chi?



Anche se non si rischia di contrarre la malaria, la presenza in città delle zanzare è sempre più fastidiosa, anche perché, caso più unico che raro, oggi questi insetti offrono un servizio a orario continuato, altro che liberalizzazioni e decreto Bersani. Infatti alle specie tradizionalmente presenti in Europa, le Culex pipiens, si sono affiancate le cosiddette zanzare tigre o Aedes albopictus. Al di là della livrea, che è appunto caratterizzata da strisce bianche, queste zanzare si distinguono per l'orario di lavoro, che è complementare a quello delle specie autoctone, vale a dire che sono attive nelle ore diurne, mentre durante la notte riposano.

Variabilità individuale
I mezzi di difesa restano in larga misura gli stessi: uso di insetticidi ambientali, uso di repellenti da applicare sulle parti esposte e, nei casi più gravi, le zanzariere attorno al tetto o alle finestre. Nel primo caso, però, meglio se impregnate di sostanze insetticide, normalmente a base di piretro. A proposito dei repellenti, però, uno studio molto recente segnala una circostanza che li accomuna agli antisolari. Infatti, la loro efficacia varia in funzione di caratteristiche personali, per esempio la traspirazione, tanto che con i prodotti a base di ddet (dietilmetilbenzamide) la protezione completa varia da tra un individuo e l'altra da 531 a 765 minuti. Al contrario, la formulazione del repellente (cioè in crema polimerica o soluzione alcolica) non determina differenze significative. In pratica, dunque, se l'esposizione è prolungata, magari quando fa molto caldo e si è impegnati in un'attività fisica e si suda molto, meglio ripetere l'applicazione.

Naturale sì ma...
Un altro studio si è invece occupato dei rimedi naturali, che molti mostrano di preferire rispetto ai repellenti sintetici. A questo scopo sono stati studiati tre oli essenziali: Zanthoxylum piperitum, Anethum graveolens e Kaempferia valanga. Tutte e tre le sostanze si sono rivelate capaci di allontanare le zanzare della specie Aedes aegypti. Il più efficace è lo Zanthoxylum piperitum (pianta del pepe) che garantiva nella metà dei casi una protezione completa della durata di un'ora. Il risultato migliorava aggiungendo all'olio esenziale un 10% di vaniglia, col che si toccavano le 2 ore e mezzo. Una durata non all'altezza dei repellenti sintetici, ma d'altra parte si tratta di uno studio sulle materie prime, non è da escludere che eventuali prodotti finiti si rivelino più efficaci. Un'altra ricerca ha invece indagato se la presenza, in un gruppo di persone che si sono applicate il repellente, determina l'aumento degli attacchi nei confronti di quelle che non si sono protette. Risposta affermativa che, al di là dell'aspetto curioso, solleva un problema da considerare quando si tratta di proteggere gruppi di lavoratori, per esempio, in zone malariche. Infatti chi all'interno del gruppo non è protetto vede aumentare fino al 36% gli attacchi degli insetti. Non serve, invece, mangiare aglio per allontanare le zanzare, lo ha dimostrato uno studio che risale a un paio di anni fa. Per quanto siano assimilabili ai vampiri, gli insetti non hanno le stesse fobie... E' vero che gli autori dicono che prolungando il periodo di assunzione dell'aglio le cose, magari, potevano cambiare ma è più probabile che l'effetto repellente si sarebbe esercitato sui bipedi a portata di esalazioni.

Sveva Prati


Fonti
Schofield S et al. Field evaluation against mosquitoes of regular and polymer-based deetformulations in Manitoba, Canada, with comment on methodological issues. J. Med. Entomol. 2007 May;44(3):457-62.

Choochote W et al. Repellent activity of selected essential oils against Aedes aegypti. Fitoterapia. 2007 Apr 11; [Epub ahead of print]

Moore SJ et al. Are mosquitoes diverted from repellent-using individuals to non-users? Results of a field study in Bolivia. Trop. Med. Int. Health. 2007 Apr;12(4):532-9.

Rajan TV et al. A double-blinded, placebo-controlled trial of garlic as a mosquito repellant: a preliminary study. Med. Vet. Entomol. 2005 Mar;19(1):84-9.



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