Malattie delle povertà

01 dicembre 2006

Malattie delle povertà



La malaria uccide ogni anno 2 milioni di persone. La strage avviene soprattutto nei paesi dell'Africa equatoriale che conta il maggior numero di vittime. La malattia è,caratterizzata da violenti attacchi di febbre ed è dovuta all'azione di protozoi appartenenti al genere Plasmodium, parassiti unicellulari, trasmessi all'uomo da alcune specie di zanzare del genere Anopheles. L'uomo contrae la malattia quando viene punto da un anofele che aveva precedentemente colpito un malato. Questa descrizione è stata fornita a Roma, lo scorso 25 novembre nel corso del "Malaria Press Forum", un evento organizzato dalla Medicines for malaria Venture, un'organizzazione non-profit dedicata a combattere la malaria attraverso lo sviluppo e la fornitura di nuovi antimalarici a costi contenuti, con la collaborazione della Sigma-Tau e con la partecipazione della "Bill & Melinda Gates foundation".

Aria malarica
"La diffusione di questa malattia - ha spiegato Giovanni Mottini, responsabile del progetti di cooperazione dell'università Campus Bio-medico di Roma - deriva principalmente dall'habitat, dal clima e dalla densità di popolazione". Più è salubre l'aria - spiega - "meno possibilità ci sono di contrarre la patologia. E dove c'è grande densità di popolazione, intervenire è più difficile". Oggi la malattia si registra solo nella fascia equatoriale: centro-America, Africa e Sud-est asiatico. "Oltre il 40% della popolazione mondiale - sottolinea Mottini - è a rischio malaria. Il pericolo infatti non riguarda solo gli abitanti di queste zone endemiche, ma anche tutti i viaggiatori". Ogni anno circa 30 mila turisti che visitano queste zone contraggono la malattia e, di questi, l'1% muore. La patologia viene troppo spesso dimenticata, ma i suoi effetti sono allarmanti. "Ogni anno - aggiunge Mottini - la malaria miete tante vittime quanto fa l'Aids in 15 anni". Si è fatto tanto per sensibilizzare la popolazione mondiale ad aiutare il Sud-Est asiatico dopo lo tsunami del dicembre 2004, "ma pochi sanno - dice - che la malaria, annualmente, uccide in tutto il mondo quanto 7-8 tsunami messi insieme". Il problema della malaria - conclude - "è che non si tratta di una malattia "spettacolare" e pubblicizzata".

L'associazione fa la forza
Un farmaco italo-cinese potrebbe aiutare l'uomo a combattere la malaria. Il farmaco, nato dalla collaborazione tra l'azienda farmaceutica italiana Sigma-Tau e l'azienda cinese Holley Pharmaceutics Chongqing Co.Ltd, appartiene alla classe delle artemisinine e agirebbe molto rapidamente contro il plasmodio della malaria. Il medicinale è una combinazione di diidroartemisinina, un derivato dell'artemisinina, e piperachina, una sostanza che resterebbe molto più tempo nell'organismo rispetto agli altri antimalarici messi in commercio finora. "I vantaggi di questo farmaco - spiega Umberto D'Alessandro, del Tropical medicine Prince Leopold di Anversa (Belgio) - riguardano la lunghezza del trattamento: solo tre giorni di terapia". Anche il numero di compresse da somministrare sembra essere vantaggioso. "Non più 7-8, come per gli antimalarici, ma solamente due al giorno - sottolinea D'Alessandro - da somministrare, inoltre, anche a stomaco vuoto". Per testare l'effetto del farmaco sono stati condotti due grandi studi clinici, in Africa e nel Sud-Est asiatico, che hanno coinvolto 2.700 pazienti. "I risultati definitivi di questi studi - aggiunge l'esperto - saranno disponibili a inizio 2007. Il farmaco è in vendita in Cina e nel Vietnam dal 2003 - conclude - ma contiamo, entro la seconda parte del 2007, di registrarlo anche in Europa e Stati Uniti".

Gianluca Casponi


Fonti
"Malaria Press Forum" Roma - sabato 25 novembre 2006



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