Acuta ma non grave

18 ottobre 2002

Acuta ma non grave



La bronchite acuta è un'infiammazione dell'epitelio (rivestimento interno) dei bronchi dovuta all'aggressione di agenti di diversa natura. I primi effetti del danno alla mucosa sonol'iperreattività dei bronchi (con il prodursi di spasmi come nell'asma), la produzione di muco, che è una reazione difensiva, e ovviamente la tosse. Gli elementi in grado di attaccare la mucosa dell'epitelio sono diversi: virus e batteri, certamente, ma anche il fumo o l'inalazione di sostanze irritanti quali l'ammoniaca, i metalli presenti nell'inquinamento da traffico, polveri di varia natura. Anche se non esistono dati precisi, la bronchite acuta è una delle dieci cause più frequenti di ricorso al medico con costi non indifferenti, almeno stando alle valutazioni statunitensi, secondo le quali ogni anno si eseguono 2.500.000 visite, ciascuna delle quali si conclude con in media due prescrizioni e con un paio di giornate di lavoro perse.

La diagnosi
In effetti non è facile distinguere la bronchite da un'influenza o da un raffreddore. Di norma il criterio è la durata della tosse: difficilmente la tosse che accompagna l'influenza dura più di una settimana. Ascoltando il torace si possono avvertire anche sibili e crepitazioni, ma che variano da un atto respiratorio all'altro e si modificano tossendo. Se restassero invece fissi sarebbe più probabile un interessamento polmonare, per esempio una polmonite. Qualora sia in gioco un'infezione batterica, decisamente più rara di quella dovuta a virus, l'espettorato si presenta purulento. Questo però non significa semplicemente che ha un colore diverso: infatti le variazioni nella tinta del muco espulso possono essere dovute ad alcune sostanze(perossidasi) rilasciate dalle cellule del sistema immunitario (leucociti). Non è raro che alla tosse si accompagni anche una febbricola.

La terapia
Poiché nella maggioranza dei casi dei casi si tratta di infezioni virali, in pratica è impossibile attuare una terapia causale (cioè che va dritta all'origine del disturbo) ma ci si deve limitare alla cura dei sintomi. Questo è vero soprattutto per i bambini. Diverso è il caso della bronchite sostenuta da un'infezione batterica, nella quale il ricorso agli antibiotici si impone. Sfortunatamente, però, anche recenti studi hanno dimostrato che è arduo eseguire dei test che permettano di discriminare tra infezione virale, batterica e nessuna infezione. Persino le analisi dell'espettorato o del lavaggio del rinofaringe non si sono rivelate utili. Ragion per cui anche la terapia antibiotica viene impostata empiricamente, cioè scegliendo gli antibiotici che si sa essere efficaci contro i batteri più spesso all'origine dell'infezione: Bordetellapertussis, Bordetella parapertussis, Branhamella catarrhalis, Haemophilusinfluenzae, Streptococcus pneumoniae più i cosiddetti atipici(Chlamydia pneumoniae,Legionella...). 
Quel che è ormai riconosciuto da tutte le revisioni degli studi condotti è che non ha senso prescrivere antibiotici a tutti e che, comunque, il beneficio della terapia non è mai particolarmente sostanzioso, e spesso non vale il disagio degli effetti collaterali indotti dal farmaco.

Sedare i sintomi 
Questo significa principalmente due cose: o aumentare la fluidità del muco e quindi favorirne l'espulsione con la tosse, oppure ridurre la tosse se questa impedisce di dormire e se non vi è una forte produzione di muco. Nel primo caso si impiegano i mucolitici(guaifenesina, acetilcisteina...). Sull'efficacia dei mucolitici si è molto discusso e la maggioranza delle revisioni tende a privilegiare la somministrazione per aerosol rispetto a sciroppi e altre formulazioni orali.
Quanto ai sedativi della tosse ne esistono diversi, sia da banco sia soggetti alla prescrizione. I più efficaci sono questi ultimi, perché agiscono a livello del sistema nervoso, sul centro della tosse, come ladiidrocodeina. Tuttavia il loro impiego sembra un po' eccessivo per le bronchiti stagionali non complicate. Una certa attenzione va posta all'impiego dei prodotti che contengono antistaminici: è vero che sedano la tosse, ma hanno l'effetto di rendere meno fluido il muco, con le conseguenze del caso. Più recentemente è stato proposto l'impiego dei broncodilatatatori (soprattutto i cosiddetti beta-2 agonisti), ma secondo la letteratura questi andrebbero riservati ai casi in cui la bronchite causa veri e propri attacchi asmatiformi oppure, è ovvio, quando colpisce una persona asmatica.
Molto efficaci sono i mezzi non farmacologici: per contrastare la tosse è utile tenere umido l'ambiente, così come bere molto, in quanto si contribuisce a fluidificare le secrezioni bronchiali. Ovviamente sono da evitare gli ambienti polverosi e, in genere, le sostanze irritanti. Anche girando in mezzo allo smog cittadino meglio tenere la sciarpa o il foulard (la bandana) davanti alla bocca. Sembra un rimedio della nonna, ma qualcosa fa.

Maurizio Lucchinelli


Fonti
Knutson D, Braun C. Diagnosis and management of acutebronchitis. Am Fam Physician 2002 May15;65(10):2039-44 

Smucny J, Fahey T, Becker L, Glazier R. Antibiotics for acutebronchitis. Cochrane Review. Ultima revisione marzo 2000


 



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