Quali sono le alternative?

25 febbraio 2005

Quali sono le alternative?



L'uso delle medicine alternative, ormai è un dato assodato, continua a crescere negli Stati Uniti, ma non solo. Soltanto nel 2001, dice una ricerca pubblicata sugli Archives of Internal Medicine, i cittadini statunitensi hanno speso 4,2 miliardi di dollari per erbe e altri rimedi fitoterapici. Un volume di spesa che determina un'attenzione crescente da parte del mondo medico e dei media. Mancano però dettagli sulla frequenza e la natura dell'uso di questi prodotti, informazioni importanti sia per l'aspetto clinico sia per la ricerca. Per questo i ricercatori statunitensi hanno preso in esame, attraverso un'indagine telefonica, i più recenti trend nell'uso di integratori dietetici.

Il trend delle alternative
Tre gli elementi indagati dai ricercatori: quali integratori dietetici vengano utilizzati, se la prevalenza nell'uso sia aumentata costantemente e se la popolarità dei singoli integratori sia variata negli ultimi anni. A questo scopo da febbraio 1998 a dicembre 2002 sono state condotte interviste telefoniche in 48 stati contigui. I partecipanti sono stati scelti casualmente in famiglie provviste di apparecchio telefonico e sono rappresentativi della popolazione statunitense. La principale indicazione rilevata riguarda il ricorso a integratori dietetici da soli o all'interno di un prodotto. I risultati sono stati significativi. Su 8470 soggetti con più di 18 anni presi in esame, la prevalenza nell'uso di integratori dietetici è passata dal 14,8% del biennio 1998-1999 al 18,8% del 2002. Sebbene l'uso non sia cambiato tra i consumatori giovani è addirittura raddoppiato tra gli uomini e le donne con più di 65 anni. Non solo, l'uso di prodotti ben noti come Ginkgo biloba e Panax ginseng è in calo, mentre sarebbe in costante e considerevole aumento il ricorso a integratori come la luteina, un carotenoide affine alla vitamina A, aggiunta frequentemente ai prodotti multivitaminici. Ma come vanno interpretati questi dati? Va detto - premettono i ricercatori - che il crescente utilizzo di questi prodotti, ha portato sicuri benefici in rapporto a una più diffusa consapevolezza e a un maggiore interesse all'argomento. Solo così, infatti, si può giungere a un maggiore interscambio tra pazienti e operatori sanitari. I numeri parlano di una crescita nel consumo di prodotti naturali dietetici, ma l'aumento - commentano i ricercatori - va attribuito soprattutto alla luteina il cui consumo ha avuto un'impennata, al punto che l'indice di prevalenza, escludendo il carotenoide, resterebbe invariato. L'uso dei prodotti varia molto in funzione dell'età e del sesso, quanto alle ragioni dell'uso sono più di una. Un terzo dei consumatori parla, comunque, in termini più generali di vitamine e integratori dietetici, omettendo aspetti di salute specifici. L'identikit del consumatore è donna, bianca, di buona cultura e di alto status socio-economico. Quanto ai prodotti, pur rimanendo sostanzialmente stabile il consumo, si nota l'aumento di prodotti come la glucosammina o la condroitina (utilizzati dagli artrosici) e la diminuzione dell'uso del tanto chiacchierato iperico. Sebbene l'uso di prodotti fitoterapici - concludono i ricercatori - abbia raggiunto un plateau negli ultimi anni, l'esposizione a ingredienti a base di erbe non è destinata a fermarsi, visto che vengono sistematicamente aggiunti ai sempre più raccomandati prodotti multivitaminici.

Marco Malagutti

Fonte
Kelly JP et al. Recent Trends in Use of Herbal and Other Natural Products. Arch Intern Med. 2005;165:281-286.



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