Lombalgia toccata con mano

11 ottobre 2006
Focus

Lombalgia toccata con mano



Posture sbagliate, sovrappeso, inattività fisica, stress, sforzi eccessivi, sono tutti nemici della colonna vertebrale perché ne indeboliscono o sforzano la muscolatura, origine questa dell'80% dei dolori di schiena non dovuti ad altre cause quali l'ernia del disco (favorita però dai muscoli poco tonici) o l'artrosi. A seconda dei fattori comportamentali, traumatici o patologici alla base di disturbi come lombalgia, cervicalgia, dolore alla spalla, ernia del disco si interviene correggendo lo stile di vita e ricorrendo ai trattamenti medici, ma si sono andati affermando anche metodi di tipo conservativo come la chiropratica, che può peraltro essere un coadiuvante degli approcci tradizionali. Una disciplina che negli Stati Uniti e in vari paesi europei si studia in corsi laurea specifici di cinque-sette anni che rilasciano il titolo di dottore in chiropratica, laurea richiesta nel nostro paese ai soci dell'Associazione Italiana Chiropratica (AIC), a garanzia di qualità e in assenza di una legge che regolamenti tale professione: un'iniziativa AIC è la Settimana della chiropratica dal 20 al 25 novembre, con controlli gratuiti (numero verde 800017806). A tutela dell'appropriatezza erano anche state diffuse un paio d'anni fa Linee guida della Regione Lombardia con indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità.

La teoria delle sublussazioni
La chiropratica è nata nel 1895 negli Stati Uniti a opera di Daniel David Palmer che risolse con il trattamento manuale un caso di sordità dovuto in realtà a un trauma spinale. La teoria su cui si basa è che tra struttura della colonna vertebrale e funzionamento del sistema nervoso ci sia un equilibrio che può essere alterato da interferenze definite sublussazioni, che sono innescate da fattori quale lo stress e altri e che determinano vari disturbi: queste si possono correggere con tecniche dette di aggiustamento (come pressione in certi punti e sfioramenti) che favoriscono in pratica un'autoguarigione. Si procede comunque con anamnesi, cioè raccolta dati globale sul soggetto, valutazione, analizzando eventuali esami strumentali, indagine fisica. Nella maggior parte dei casi il motivo del ricorso al chiropratico è un dolore già insorto, ma la tecnica avrebbe anche una valenza preventiva di mantenimento del benessere, in quanto le disfunzioni neuro-muscolo-scheletriche che vuol correggere potrebbero essere presenti anche prima dei sintomi.

In varie situazioni a tutte le età
La metodica, ha affermato Alfredo Biasini, neurochirurgo dell'Ospedale Fatebenefratelli-Oflamico di Milano "è d'aiuto per recuperare l'efficienza funzionale nell'ernia del disco come in tutte le forme di lombalgia: anche nella prima infatti si procede con la chirurgia solo nei casi gravi o cronicizzati, o che non rispondono né ai farmaci né a interventi conservativi tra i quali la chiropratica". Negli Stati Uniti in molti casi il paziente con questo disturbo viene indirizzato in prima istanza a tale approccio. "Ma può essere un ottimo coadiuvante anche nel post-operatorio per accelerare il recupero e contribuire a prevenire le recidive" aggiunge Simona Pasquetto, medico chirurgo e doctor of chiropratic. La tecnica viene proposta comunque in svariate situazioni e a soggetti di tutte le età, consentendo dalle riduzione della durata delle coliche gassose del neonato al miglioramento della mobilità e dei sintomi dell'artrosi dell'anziano; si può eseguire per combattere il mal di schiena in gravidanza e in presenza di cicli mestruali dolorosi, e poi in alcuni casi di cefalea e altro ancora. Un settore dove suscita crescente interesse è lo sport, tanto che diverse squadre di calcio e federazioni sportive per esempio di canottaggio, nuoto e snow-board hanno inserito nelle loro équipe mediche i chiropratici, presenti in buon numero anche alle ultime Olimpiadi.

Elettra Vecchia

Fonti
Conferenza stampa "Lombalgia, ernia del disco e chiropratica", Milano 5 ottobre 2006, Circolo della stampa.





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