Guarire val bene una messa

05 maggio 2004

Guarire val bene una messa



Se da sempre il disordine morale e spirituale è stato considerato dalle religioni un fattore predisponente alle malattie fisiche e ai disordini mentali è lecito domandarsi se la preghiera possa fare bene alla salute Gli studi sull'argomento si susseguono, ma per ora non si è giunti a risultati certi, quello che è sicuro, e lo conferma uno studio sugli Archives of Internal Medicine, è che oltre un terzo degli americani prega nella speranza di raggiungere una salute migliore. Non pochi. Del resto la preghiera è una pratica molto comune negli Stati Uniti, ma poco si sapeva, fino ad oggi, su come le persone la utilizzassero in rapporto a questioni di salute. Nessun effetto provato ma risultati sicuramente interessanti.

Una prevalenza femminile
Ma qual è il paziente tipo che fa ricorso alla preghiera? Donna, sopra i trentatre anni, con istruzione superiore e una precedente storia di depressione, mal di testa cronici, mal di schiena, problemi digestivi e allergie. Secondo lo studio il 35% degli intervistati ha dichiarato di aver fatto ricorso a preghiere per questioni di salute nell'anno trascorso. Tre-quarti di questi per il benessere in generale, i rimanenti per specifiche condizioni di salute. Ma non bisogna preoccuparsi: i pazienti, infatti, non si affidano solo alla preghiera ma anche alla medicina, con percentuali variabili a seconda della malattia esaminata. Solo il 10% dei pazienti, per esempio, con una patologia psichiatrica oltre a pregare vedono con regolarità lo psichiatra. Ma se si considerano altre condizioni croniche, o addirittura il cancro, la preghiera è affiancata a cure mediche tradizionali nel 71% e 74% dei casi rispettivamente. Di quelli, infine, che pregano per specifiche condizioni di salute, il 69% trova la preghiera di grande aiuto ma solo l'11% ne parla apertamente con il proprio medico. Il grado di ricorso alla preghiera induce, però, i ricercatori a richiedere una maggiore partecipazione del medico alle pratiche spirituali del paziente, per meglio capire anche eventuali correlazioni con l'andamento della salute, già evidenziate da precedenti studi.
Un primo studio sull'argomento, pubblicato sull'American Journal of Hypertension, ha evidenziato come la meditazione trascendentale aiuti gli adolescenti a rischio di pressione alta. Sulla stessa lunghezza d'onda uno studio di Psychosomatic Medicine, secondo il quale la meditazione può potenziare alcune zone del cervello e rinforzare il sistema immunitario. Infatti, al termine di un esperimento, in chi aveva fatto meditazione l'attività elettrica nella zona frontale del cervello è risultata superiore nell'area di sinistra. Inoltre gli stessi soggetti presentavano livelli più alti di anticorpi. Da escludere, invece, se ce ne fosse bisogno, il ruolo delle preghiere sulla riuscita di un intervento chirurgico. Lo studio MANTRA, condotto sulla questione, ha concluso al termine di un intervento di angioplastica che l'eventuale preghiera, di appartenenti a diverse religioni, non determinava alcun significativo effetto sulla riuscita dell'intervento. Infine uno studio, pubblicato sul British Medical Journal, ha evidenziato come il rosario abbia gli stessi benefici effetti anti-stress di una seduta yoga. Secondo lo studio, condotto tra l'altro da ricercatori italiani, il rosario rallenta la respirazione a circa sei respiri al minuto, sincronizzando i ritmi cardiovascolari in modo preciso. Gli effetti sono molto positivi: si abbassa la pressione, rallenta il battito cardiaco, migliora l'ossigenazione del sangue. Vero o no, una cosa è certa la tossicità è da escludere, perciò...

Marco Malagutti


Fonte
McCaffrey AM et al. Prayer for Health Concerns: Results of a National Survey on Prevalence and Patterns of Use. Arch Intern Med. 2004;164:858-862.




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