Rimedi improbabili

06 giugno 2003

Rimedi improbabili



Se la fantasia non ha limite, non ce l'ha nemmeno quella di tutti quei ricercatori che si sono imbarcati in ricerche apparentemente inverosimili, con risultati improbabili ma scientificamente provati. Più o meno note alle pubblicazioni ufficiali, queste ricerche, basate su un campione di studio e su metodi scientifici, tentano di dare una soluzione a problemi di salute con un tocco di creatività in più di una terapia tradizionale. 

Terapie originali (fin troppo)
E' il caso, per esempio della scoperta fatta da due professori di psicologia della Pennsylvania, che hanno osservato un curioso modo per prevenire il raffreddore. I due ricercatori hanno monitorato lo condizioni immunologiche e di stress di 10 soggetti all'interno di un ambiente lavorativo, misurati, rispettivamente, con l'analisi delle IgA nella saliva e con un test a punti. I rilievi fatti dall'inizio dell'esperimento e nei primi 30 minuti rappresentavano il valore basale; nella seconda mezz'ora nell'ambiente veniva diffusa della musica, cosiddetta di sottofondo. Successivamente e dopo altri 30 minuti si ripetevano le misurazioni. Ebbene, i test hanno dimostrato che dopo l'ascolto della musica, non solo i livelli di stress, come intuibile, si abbassavano ma i livelli delle IgA si alzavano aumentando, quindi, le difese immunitarie a livello di tutte le mucose e dando protezione contro le infezioni respiratorie.
Qualche anno prima gli appassionati dell'esotico, che amano circondarsi di animali pericolosi come i serpenti, furono interessati da una diatriba su come trattare eventuali morsi al veleno. Nel 1986, infatti, un missionario sudamericano, propose un metodo che consisteva nel "somministrare" cinque scariche elettriche di un secondo l'una. I media di allora diedero il solito eco alla notizia, ma non si aspettò molto per la smentita, nel '88 e '91 gli Annals of Emergency Medicine pubblicarono due studi con test controllati su topi ai quali veniva iniettato il veleno: gli shock elettrici non modificavano i sintomi e la mortalità nel gruppo di cavie trattate rispetto al gruppo controllo.
Tra rimedi che ricorrono nell'immaginario collettivo infantile, quale cura migliore per le piccole ferite di un bacio della mamma? Un ricercatore del Minnesota ha voluto verificare il metodo controllando per 18 mesi la lunghezza del periodo di guarigione di 23 giovani pazienti a metà dei quali i genitori applicavano una pressione labiale per "guarire prima". Nonostante la totale assenza di una correlazione fisiologica, i dati hanno dimostrato che le ferite baciate guarivano 5,2 giorni prima di quelle non baciate.
Infine, negli anni '90 sono comparse diverse pubblicazioni americane che si occupavano di uno spiacevole contrattempo che può capitare ai soggetti maschili: l'intrappolamento del pene nella cerniera lampo. Pare che nei reparti di pronto soccorso il problema fosse ricorrente: interessava soggetti giovani e subiva dei peggioramenti se si procedeva con interventi "eccessivamente entusiastici". Ma già nel 1993 il Pediatric Emergency Care ha pubblicato un articolo in cui si suggeriva agli operatori sanitari un metodo efficace per risolvere la situazione. Bisognava applicare un disinfettante, un anestetico locale e infine un olio minerale in grado di lubrificare i denti della cerniera. In caso di insuccesso si consigliava di aprire la cerniera aiutandosi con strumenti, quali forbici, pinze o tronchese ortopedica.

Bufale e leggende
Difficile dire se tutto ciò possa essere preso sul serio, ma, d'altronde, oggigiorno è molto diffusa l'abitudine di prendere per vero molte altre teorie non basate su alcun criterio scientifico.
Comunque per incontrare la medicina improbabile si può anche andare indietro nel tempo, precisamente nel 1920, quando nelle vetrine delle farmacie dell'epoca comparvero prodotti radioattivi: erano creme, polveri, saponi e dentifrici che garantivano proprietà terapeutiche sull'organismo. All'epoca la parola radioattivo evocava qualcosa di positivo e i manifesti pubblicitari riportavano parole come benefico, tonificante, curativo. Per fortuna, come spesso accade anche oggi, quei prodotti non contenevano quanto raccontato dalle pubblicità e i "miracolosi" effetti millantati non erano affatto radioattivi.
La cultura, la medicina, l'educazione hanno insegnato a dubitare di tutto ciò che non ha fondamenti scientifici, però adesso chi glielo spiega ai bambini che il bacino della mamma non fa guarire la bua?

Simona Zazzetta


Fonti
La scienza improbabile. A cura di Marc Abrahams. Garzanti

Dart RC, Gustafson RA. Failure of electric shock treatment for rattlesnake envenomation. Ann Emerg Med 1991 Jun;20(6):659-661

Magni F E. La salute radioattiva

Nolan JF et al. Acute management of the zipper-entrapped penis. J Emerg Med 1990 May-Jun;8(3):305-7

Strait RT. A novel method for removal of penile zipper entrapment. Pediatr Emerg Care 1999 Dec;15(6):412-3

Kanegaye JT, Schonfeld N. Penile zipper entrapment: a simple and less threatening approach using mineral oil. Pediatr Emerg Care 1993 Apr;9(2):90-1

Flowerdew R et al. Management of penile zipper injury. J Urol 1977 May;117(5):671





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