Chi ha detto che gli squali non si ammalano?

15 dicembre 2004

Chi ha detto che gli squali non si ammalano?



Esistono pagine e pagine virtuali e cartacee in cui si esaltano le virtù della cartilagine di squalo, indicata come soluzione per molti mali: dalla cicatrizzazione delle ferite alla terapia anticancro, e dire che tra le due cose ne corre. Alle sostanze contenute nello scheletro di questi pesci sono state attribuite proprietà antinfiammatorie e antiangiogenetiche, cioè che frenano la formazione di nuovi vasi sanguigni, che andrebbero ad alimentare le masse tumorali. In un recente articolo comparso sulla rivista Cancer Research, i ricercatori della Johns Hopkins University hanno voluto sottolineare come tale convinzione sia basata su fondamenti non veri.

Efficace? Dipende
La popolarità della cartilagine di squalo come cura per il tumore è stata lanciata nel 1992 da un trattato che affermava che gli squali non si ammalano di tumore, la presunta mancanza di casi di tumori in questi animali era quindi la giustificazione chiave per il suo uso. I primi esperimenti condotti sempre alla Johns Hopkins University avevano sollevato l'interesse su queste sostanze e sul loro effetto sull'angiogenesi, ma dire che gli estratti grezzi, tipo cartilagine frantumata e, in seguito, essiccata e poi trasformata in polvere, siano efficaci contro il tumore è un'estensione eccessiva di quelle evidenze. In seguito, due sostanze inibitrici dell'angiogenesi sono state isolate e purificate e il National Cancer Institute ha finanziato due studi clinici per capirne la reale efficacia. Attualmente si hanno solo prove inconclusive, tuttavia viene sottolineata dalla National Foundation for Alternative Medicine la necessità di continuare a investigare dal momento che molte persone ne fanno uso.

Il prezzo della cura
Peccato che in tutto questo chi ne paga il prezzo, molto caro, sono gli squali e i loro affini, oltre al fatto che i pazienti colpiti da tumore e le loro famiglie rischiano di perdere tempo prezioso. Il consumo di cartilagine per scopi terapeutici è una delle tante cause del drammatico declino delle popolazioni di squali nel mondo. E non è tutto: oltre il danno anche la beffa! Gli autori del recente lavoro hanno infatti riportato almeno 40 casi risalenti anche a secoli passati (1800) di squali o pesci simili che avevano sviluppato forme benigne o maligne di tumore. E per quanto i sostenitori/distributori di cartilagine di squalo insistano che il tasso di casi è basso, non sono noti dati epidemiologici su cui poter discutere.

Simona Zazzetta


Fonte
Ostrander GK et al. Shark cartilage, cancer and the growing threat of pseudoscience. Cancer Res. 2004 Dec 1;64(23):8485-91




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