Un'esigenza trascurata

04 aprile 2008

Un'esigenza trascurata



I disturbi del sonno sono ancora in larga misura un aspetto sottovalutato, per molte ragioni diverse. Probabilmente anche perché esistono numerosi farmaci che possono sopprimere facilmente il sintomo, cioè la difficoltà ad addormentarsi o il risveglio precoce, senza bisogno di indagare più di tanto natura e origini del disturbo. Infatti, la classe più largamente impiegata di ipnotici o sonniferi che dir si voglia, le benzodiazepine, hanno fatturato nel 2006 ben 375 milioni di euro, peraltro tutti a carico del cittadino, visto che questa classe di farmaci non viene rimborsata dal Servizio sanitario nazionale. In pratica sono il best seller tra i farmaci di fascia C con ricetta e, in termini di quantità, questo significa che ogni giorno 32 persone su mille hanno assunto una dose terapeutica. Un altra ragione l'ha invece sottolineata Luigi Ferini Strambi responsabile del Centro di Medicina del Sonno dell'ospedale San Raffaele di Milano cui si deve, assieme alla giornalista scientifica Manuela Campanelli, anche un libro di divulgazione (Un sonno perfetto, Sperling & Kupfer). "Spesso" ha detto Ferini Strambi " all'Università si passano ore di corso su una singola mutazione di un gene che porta a una malattia che magari nella sua carriera non vedrà mai, mentre ben poco si insegna a proposito del sonno".

Dorme male un italiano su cinque
Eppure il 20 per cento degli italiani ne soffre e se la percentuale sembra molto elevata va anche considerato che di disturbi del sonno se ne distinguono parecchi, circa 200 che spesso né il pubblico né lo stesso medico non specialista è in grado di riconoscere come tali. Una situazione tale che due anni fa, l'Associazione Americana dei Centri per lo Studio dei Disturbi del Sonno (ASDC) ha pubblicato una nuova classificazione, l'International Classification of Sleep Disorders (ICSD). D'altra parte, ha proseguito il neurologo milanese, è così anche nella cultura prevalente. "Il sonno è un'esigenza vitale come il cibo, né più e né meno, ma la maggior parte delle persone ci trova una differenza. Parla molto di cosa mangiare ogni giorno e molto poco di come dorme. Forse perché il piacere di un buon piatto è immediato e quindi più ricercato. E pensare che un cattivo riposo causa le stesse conseguenze di una cattiva alimentazione, ma i suoi risvolti negativi passano in sordina. Si crede anzi che un sonno disturbato dia sequele meno gravi per la salute e comunque più difficilmente riconducibili a un preciso disturbo".

Un fattore di rischio importante
Nel libro si legge che chi dorme male o troppo poco presenta più o meno a lungo termine diverse malattie anche importanti è maggiormente incline a diventare obeso e diabetico e corre un rischio triplo di avere un infarto o un ictus e quadruplo di cadere in depressione e, ovviamente, assieme a quello fisico viene compromesso il funzionamento sociale. Chi presenta un disturbo del sonno, infatti, è meno partecipe alla vita famigliare, affettiva e lavorativa. L'approccio terapeutico per esempio alle insonnie, che costituiscono una parte importante sul piano epidemiologico dei disturbi del sonno, è a tutt'oggi molto limitato. Solo il 16 per cento degli insonni segue una terapia prescritta dal proprio medico. Gli altri, e precisamente il 56 per cento, rifiutano qualsiasi trattamento e il 7,3 per cento ricorre al "fai da te". Non esattamente una situazione ideale.

Sveva Prati

Fonte
Ferini Strambi L., Campanelli M. Un sonno perfetto. Sperling & Kupfer, Milano 2008.




 



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