Senza glutine l'HDL sale

06 ottobre 2006

Senza glutine l'HDL sale



Il profilo lipidico di un individuo, si sa, permette di stabilire quanto sia a rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, che rimangono tra le prime cause di morte nei paesi civilizzati. Ci sono soggetti in cui il profilo lipidico è normalmente caratterizzato da bassi livelli di colesterolo totale, bassa pressione e conseguente basso rischio di malattie cardiovascolari: sono i malati di celiachia, una malattia autoimmune che colpisce circa l'1% della popolazione, caratterizzata da intolleranza al glutine. Rispetto a qualche tempo fa, quando era considerata una patologia pediatrica abbastanza rara, oggi interessa una fascia sempre più ampia della popolazione, anche grazie a più accurati strumenti di diagnosi.

Se il problema è la cura
Per questa patologia non esiste altra cura se non l'eliminazione totale del glutine dal piatto. Il problema è che, modificando la dieta, c'è la possibilità che si vada ad alterare il profilo lipidico del paziente con conseguente aumento dei rischi di malattie cardiovascolari. Se questo fosse vero, dato che è possibile eseguire diagnosi sempre più precoci e accurate, a un aumento dei casi di malattia riconosciuti e curati potrebbe corrispondere una maggiore incidenza di malattie cardiache nella popolazione. Per verificare questa poco desiderabile ipotesi, un gruppo di ricercatori ha condotto uno studio su 132 pazienti celiaci, sia uomini che donne, raccogliendo e analizzando i dati del loro profili lipidici prima della dieta e poi per circa 20 mesi. I risultati dello studio, pubblicato di recente sull'American Journal of Medicine, sono incoraggianti. Sembra che, dopo aver cambiato dieta, ci sia in effetti un aumento del colesterolo totale, ma che questo sia primariamente dovuto a un aumento delle HDL - il cosiddetto colesterolo buono - e che il rapporto tra LDL ed HDL si abbassi. L'effetto si osserva sia negli uomini che nelle donne e solo negli uomini è presente un lieve aumento anche dell'LDL.

Semaforo verde
I bassi livelli di colesterolo nei soggetti malati potrebbero essere dovuti al fatto che le HDL vengono prodotte per la maggior parte nell'intestino, organo danneggiato nei celiaci, e il loro incremento nel sangue dopo cambiamento della dieta attribuibile a un migliore assorbimento di grassi saturi dagli alimenti. Secondo gli autori la dieta priva di glutine non sarebbe in grado di modificare il rischio di infarto, perché non comporta un aumento del colesterolo cattivo. Il dato si aggiunge a studi precedenti che hanno dimostrato come nei soggetti celiaci sotto terapia il rischio di malattie ischemiche del miocardio si riduca del 40%. Anche se servono altri studi che confermino questi dati, sembra che per la dieta senza glutine il semaforo sia verde e che a una più precoce e accurata diagnosi di celiachia non corrisponderà un aumento nell'incidenza di malattie cardiache.

Raffaella Bergottini

Fonte
Brar P. et al. Change in Lipid Profile in Celiac Disease: Beneficial Effect of Gluten-Free Diet. American Journal of Medicine, September 2006 Pages 786-790

 




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