Meglio nascere sotto i cavoli

24 settembre 2004
Focus

Meglio nascere sotto i cavoli



Circa 200 bambini italiani l'anno nascono con la spina bifida, una grave malformazione che porta alla paralisi degli arti inferiori. La causa? Carenza di acido folico prima e durante la gravidanza. Basterebbe così integrare la dieta delle future mamme con questa vitamina del gruppo B nei primi mesi di attesa, per ridurre del 70% i casi di spina bifida in Italia. Negli Stati Uniti secondo un articolo appena pubblicato sulla rivista dei CDC, Morbidity and Mortality Weekly Report, una percentuale record del 40% delle donne statunitensi in età fertile dichiara di assumere quotidianamente un integratore multivitaminico a base di acido folico, un dato in significativa crescita. Un risultato ancor più importante - dichiarano gli autori dello studio - se messo in relazione con l'aumentata diffusione di diete a basso contenuto di carboidrati, con le carenze nutrizionali che queste comportano. Ma quando è meglio assumere acido folico?

La dieta non basta
L'acido folico si trova normalmente in alimenti quali cereali, legumi, verdure e carni (in particolare nel fegato). Ma la sola dieta non è sufficiente ad assumere la quantità giornaliera necessaria per la prevenzione dei difetti del tubo neurale. Con un'alimentazione normale, infatti, si accumulano in media 120 microgrammi di acido folico al giorno, che andrebbero portati a 400 al giorno nei tre mesi precedenti il concepimento e nei primi tre mesi di gravidanza. Le donne, peraltro, come risulta nell'indagine condotta dai CDC, che ne ha prese in esame oltre 2000 di età compresa tra i 18 e i 45 anni, sono sempre più consapevoli dell'importanza di questa vitamina. Se, infatti, la percentuale di consapevoli era solo del 4% nel 1995, oggi si è passati al 24%. Sebbene solo uno su 1000 nuovi nati presenterà alla nascita una malformazione del tubo neurale, infatti, la ricerca scientifica ha dimostrato che assumere acido folico diminuisce tale probabilità. Ma come si manifestano questi difetti?

Rischi prevenibili
Il tubo neurale è quella parte del feto che si sviluppa per formare il cervello, la scatola cranica e la spina dorsale. Le sue malformazioni più comuni sono la spina bifida, conseguenza del fallimento dello sviluppo normale della colonna vertebrale, e l'anencefalia, che deriva da un anormale sviluppo di cranio e cervello. Condizioni che risultano dalla combinazione di elementi genetici e ambientali e nella maggior parte dei casi imprevedibile. Esistono però gruppi ad alto rischio: donne che presentano una certa familiarità con malattie del tubo neurale o che hanno avuto una precedente gravidanza con un problema analogo o che sono affette da diabete mellito, obesità o epilessia. Per queste pazienti è necessario un monitoraggio più accurato da parte degli operatori sanitari, in quanto potrebbero necessitare di quantità maggiori di acido folico. La prevenzione è semplice. In paesi come Gran Bretagna, Danimarca e Olanda sono stati intrapresi progetti di informazione e sensibilizzazione, sull'importanza della supplementazione di routine in gravidanza e gli Stati Uniti hanno varato programmi di arricchimento di farine e cereali con acido folico. E l'Italia? Secondo Vito Console, presidente dell'Associazione per la spina bifida e l'idrocefalo, non si fa ancora prevenzione in modo sistematico, anche se lascia ben sperare l'iniziativa dell'Istituto Superiore di Sanità di attivare una rete di centri per programmare l'avvio della prevenzione nel 2005 in tutto il paese. Meglio tardi che mai.

Marco Malagutti

Fonte
Carter H et al. Use of Vitamins Containing Folic Acid Among Women of Childbearing Age --- United States, 2004. MMWR 53(36);847-850

Approfondimenti
  • Istituto Superiore di Sanità

  • Il sito dell'ASBIN






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