Prematuri protetti

27 maggio 2005

Prematuri protetti



Probiotici è un termine complesso per indicare una particolare categoria, a cavallo tra supplemento alimentare e farmaco, in realtà in uso da molto tempo. Si tratta degli arcinoti "fermenti lattici", batteri che normalmente colonizzano l'intestino e svolgono una serie di funzioni fondamentali per l'organimo. E' chiaro che non tutti i batteri che possono proliferare nell'intestino hanno un ruolo benefico e difatti spesso la proliferazione di altre specie meno benigne è all'origine di disturbi gastrointestinali. L'impiego di antibiotici è imputato di danneggare la flora intestinale, difatti, molti sono i medici che a fronte di una terapia antibiotica non mancano di prescrivere i probiotici. E per completezza dell'informazione, altrettanti ritengono siano inutili e che, al limite sia meglio rivolgersi allo yogurth. Sì perché, anche prima dell'arrivo dei nuovi prodotti arricchiti con ceppi particolari, Lactobacillus casei immunitas, GG e altri, lo yogurh era in effetti una fonte di probiotici piuttosto efficiente.Però non ci sono soltanto le situazioni standard, esistono casi in cui il ruolo della flora intestinale eubiotica (cioè quella funzionale all'organismo), può fare la differenza. E' il caso dei bambini prematuri, che sono esposti a diverse malattie, compresa l'enterocolite necrotizzante. Si tratta di una condizione le cui cause non sono ancora completamente note, ma che è scatenata dall'alimentazione. Quando il bambino prematuro viene nutrito, l'intestino sviluppa una forte reazione infiammatoria, che può portare alla morte (necrosi) dei tessuti dell'intestino. In alcuni casi, poi, si può arrivare alla perforazione dell'intestino e, quindi al ricorso alla chirurgia d'urgenza. In definitiva, questa malattia porta alla morte il 15% dei prematuri di peso inferiore a 1500 grammi.Una delle teorie che spiegano il disturbo è che il lattosio, al suo arrivo nell'intestino del bambino prematuro, incontri una flora batterica diversa da quella normale, ragion per cui si hanno fenomeni di fermentazione che a loro volta causano la proliferazione di batteri capaci di scatenare l'infiammazione.
A questo punto basterebbe cambiare la flora batterica del neonato? E' quello che ha pensato un gruppo di ricerca isareliano, forte anche di precedenti esperienze sul ratto. Così a metà di un campione di 143 bambini pretermine è stata somministrata una "formula probiotica" contenente Bifodobacterium infantis, B. bifidus e Streptococcus thermophilus; all'altra metà è stato somministrato placebo. I risultati sono stati positivi: nel gruppo trattato con i probiotici solo tre bambini hanno sviluppato l'enterocolite necrotizzante, mentre negli altri si sono avuti 12 casi. La differenza era significativa dal punto di vista statistico, senza contare che nei bambini trattati coi fermenti che hanno sviluppato la malattia, questa era meno grave. Infine, mentre due bambini del gruppo placebo sono morti, questo non è accaduto a nessuno di quelli trattati. Sembra la soluzione, dunque, ma gli stessi ricercatori invitano alla cautela: in alcuni casi gli stessi batteri "buoni" hanno causato problemi, pertanto meglio attendere altre ricerche.

Maurizio Imperiali

Fonte
Gayle K. Probiotic Therapy May Prevent Necrotizing Enterocolitis in Preterm Infants. Medscape 17 maggio 2005



Cerca nel sito


Cerca in


Farmaci  |  Esperto risponde  |


Schede patologie


Cerca il farmaco


Potrebbe interessarti
Torta tutta mele con farina di mais
Alimentazione
17 novembre 2017
Le ricette della salute
Torta tutta mele con farina di mais
Insalata calda con sgombro, ceci e cimette di rapa
Alimentazione
13 novembre 2017
Le ricette della salute
Insalata calda con sgombro, ceci e cimette di rapa
L'esperto risponde