Per una volta lo spot ha ragione

13 aprile 2005
Focus

Per una volta lo spot ha ragione



Non esiste praticamente dentifricio che non metta tra le sue caratteristiche "vincenti" o plus, come dicono i pubblicitari, la presenza del fluoro. Un principio attivo di cui si vantano le proprietà protettive per lo smalto. Però se è chiarito che un insufficiente apporto sistemico di fluoro può compromettere nei bambini la formazione della campana dello smalto, sull'uso topico del minerale, quello cioè effettuato attraverso gel, vernici, colluttori e, appunto, dentifrici, non si è raggiunta l'unanimità. Gli studi però non mancano, e un gruppo di ricercatori della Cochrane Collaboration ne ha identificati oltre 130 che rispondevano a requisiti di rigore e validità.

Un campione di oltre 60000 giovani
Per entrare nella metanalisi, gli studi dovevano riguardare bambini e giovani fino a 16 anni, prevedere l'impiego del prodotto al fluoro per almeno un anno e stabilire una comparazione rispetto al placebo (cioè prodotti identici ma privi di fluoro). Infine, come è ovvio, gli studi dovevano valutare l'effetto in termini di prevenzione della carie, a sua volta valutato in termini di lesioni del dente, caduta, e numero di otturazioni. In totale significava avere dati per oltre 60000 giovani arruolati nei diversi studi. I risultati sono stati positivi: in media, ricorrere ai mezzi fluorati significava ridurre del 26% il numero delle carie, che è un dato piuttosto significativo. Ovviamente c'era una certa variabilità tra una ricerca e l'altra, ma la tendenza era sempre positiva. Quale mezzo è risultato più efficace? Negli studi condotti con le vernici, che vengono applicate sul dente dall'odontoiatra, si registrava un aumento delle carie prevenute di circa il 14% rispetto a tutti gli altri sistemi, mentre nelle ricerche in cui ci si affidava a mezzi che le persone usavano autonomamente (come il dentifricio) e da soli c'era una riduzione di effetto rispetto ai casi (circa il 10%) in cui l'applicazione era sorvegliata da un operatore (medico o assistente dentale). Il che fa pensare che molto dell'effetto dipenda anche dalla costanza nell'uso.

Alcune semplici avvertenze
L'autore di un articolo dedicato a questo tema dagli Archives of Pediatrics and Adolescents Medicine concorra con questa impostazione, e ritiene che l'uso domestico di colluttori e dentifrici al fluoro vada incentivato e, anzi, divenga una regola. Aggiunge anche che nei bambini particolarmente esposti alla carie è il caso di provvedere a misure più aggressive, come appunto l'applicazione delle vernici nel corso dei controlli periodici da parte dell'odontoiatra. Due sole avvertenze: nei bambini in età prescolare, che qualche difficoltà a sciacquare e svuotare la bocca ce l'hanno, l'uso del dentifricio o del colluttorio va sorvegliato dal genitore: non è il caso che venga deglutito. Quanto agli adolescenti, che negli Stati Uniti ma anche altrove hanno abitudini alimentari cariogene, è bene promuovere l'uso dei colluttori al fluoro, a oggi piuttosto trascurati dal pubblico. Resta aperto un aspetto, che gli studi esaminati raramente affrontano, e cioè la possibilità che si sommi il fluoro proveniente da diverse fonti: l'acqua, eventuali profilassi sistemiche eccetera. Qui la questione dovrebbe essere valutata caso per caso dall'odontoiatra.

Maurizio Imperiali

Fonte
Berg JH. Good evidence for incremental preventive benefit of topical fluoride therapies. Arch Pediatr Adolesc Med. 2005 Apr;159(4):315-6.



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