Quei cristallini opachi

07 marzo 2008

Quei cristallini opachi



Vitamine sempre sotto i riflettori, alternando esaltazioni e battute d'arresto. Ma, nella prevenzione della cataratta, sono effettivamente utili? Un nuovo ampio studio epidemiologico porta a concludere di sì, a fronte delle incertezze dei dati precedenti. Infatti, rispetto all'ipotesi ossidativa dei radicali dell'ossigeno che danneggiano proteine e membrane cellulari nel cristallino, gli antiossidanti come le vitamine dovrebbero essere protettive, e i dati sperimentali generalmente la supportano. Le osservazioni epidemiologiche finora erano però insufficienti, inoltre studi controllati hanno mostrato l'assenza di effetti marcati sull'incidenza e la progressione della cataratta ottenibili con l'integrazione di vitamine E, C o beta-carotene al massimo per sei anni e mezzo (dodici per il beta-carotene). Le cose potrebbero però essere diverse su periodi più lunghi, dato lo sviluppo lento della cataratta. In più sono emerse evidenze di un possibile ruolo preventivo dall'opacizzazione esplicato dalla luteina, carotenoide che si concentra nei tessuti oculari compreso il cristallino, dove proteggerebbe dalla cataratta filtrando radiazioni pericolose e probabilmente agendo come antiossidante. L'effetto protettivo è sostenuto da tre ricerche osservazionali, in carenza comunque di trial randomizzati; cauta la posizione del National Eye Institute che ha affermato che il beneficio della supplementazione resta incerto.

Vitamina E e luteina protettive
In questo scenario ci si è proposti dunque di fornire altri dati basati sull'osservazione di un ampio campione di popolazione e con tempi più lunghi che in precedenza, ricorrendo alle partecipanti del Women's Health Study (VHS), studio di prevenzione cardiovascolare con Aspirina e vitamine su quasi 40 mila donne sane operanti nella Sanità. Per un totale di circa 35 mila donne, dai 45 anni in su, si sono raccolte dettagliate informazioni sull'assunzione di antiossidanti con l'alimentazione ed eventualmente con supplementi, riferendosi in particolare a beta carotene, vitamine A, E e C, luteina o zeaxantina (un suo isomero). In un periodo medio d'osservazione di dieci anni si sono riscontrati 2.031 casi incidenti di cataratta. Tenendo conto delle variabili costituite da età, peso, fumo o alcol, attività fisica, diabete o ipertensione o ipercolesterolemia, familiarità per cardiopatie, terapia postmenopausale, si è calcolato il rischio di cataratta rispetto ai quintili di assunzione degli antiossidanti. Con i seguenti risultati. C'era una significativa tendenza inversa tra cataratta e consumo di luteina/zeaxantina o di vitamina E; nelle donne che hanno sviluppato l'opacizzazione erano più presenti fumo (rimasto dopo la correzione per l'età), maggior peso corporeo, minore esercizio o le patologie citate. Confrontando le donne del quintile di consumo più elevato rispetto al più basso il rischio di cataratta è apparso diminuito del 18% per luteina/zeaxantina e del 14% per la vitamina E, di origini alimentari come da supplementi.

E la C?
Quanto all'eventuale ruolo protettivo di specifiche fonti alimentari di luteina/zeaxantina e altri antiossidanti, c'era una tendenza inversa ma borderline tra cataratta e consumo di vegetali a foglia verde, in particolare spinaci crudi (la luteina appunto abbonda soprattutto nei vegetali verdi e a foglie verdi, la zeaxantina prende il suo nome dal mais). I risultati di questa nuova ricerca epidemiologica appaiono dunque consistenti con quelli del Nurses' Health Study e degli altri studi, uno su donne e uno su uomini. Questo vale per la vitamina E e la luteina/zeaxantina, l'associazione non significativa per la vitamina C, invece, differisce dall'NHS ma non con gli studi di follow-up inferiore a sei anni. L'ipotesi antiossidante si rafforza sempre più, mentre trial randomizzati dovranno mostrare se ci siano effetti benefici anti-cataratta degli antiossidanti sul lungo periodo, soprattutto per luteina e zeaxantina per le quali a differenza della vitamina E i dati sono ancora pochi.

Elettra Vecchia

Fonti
William G. Christen e coll. Dietary Carotenoids, Vitamins C and E, and Risk of Cataract in Women. Arch Ophthalmol. 2008;126 (1):102-9.




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