Chemioterapia

20 giugno 2008

Chemioterapia



Unica modalità terapeutica valida per la cura del cancro, anche se associata all'intervento chirurgico, la chemioterapia spaventa molti pazienti per i suoi effetti collaterali. 
Il professor Giorgio Vittorio Scagliotti, docente della Clinica di Malattie dell'Apparato Respiratorio dell'Università di Torino, primario del Polo Oncologico dell'Ospedale San Luigi di Orbassano ha fornito ai pazienti sottoposti a questi trattamenti una guida pratica e divulgativa dal titolo "Saperne di più per sentirsi meglio" .
La convivenza con la malattia e con gli effetti collaterali della terapia mirata può essere molto difficile, ma non è detto che tali problemi aggiuntivi si debbano manifestare in tutte le persone trattate e con le stesse modalità. In ogni caso è bene che il paziente sia informato correttamente. Questi disturbi possono riguardare apparati diversi e si presentano con intensità altrettanto differente. 
Ecco un sintetico elenco: inappetenza, nausea e vomito, ulcere del cavo orale, secchezza delle fauci, disidratazione, diarrea, stitichezza, arrossamento ed eruzioni cutanee, cute secca, prurito, caduta dei capelli, diminuzione dei livelli di emoglobina e anemia, febbre, debolezza, edemi diffusi. Si possono anche presentare episodi, transitori, di insufficienza delle funzioni urinarie e neuro-muscolari e di infertilità. Infine anche l'umore soggettivo può risentire della terapia antitumorale. Ma, per fortuna, tutti questi problemi si possono tenere sotto controllo e si risolvono al termine della cura.

Con quali modalità la chemioterapia influenza la vita quotidiana
"Anche se la chemioterapia provoca alcuni spiacevoli effetti collaterali molti pazienti riescono a condurre una vita quasi del tutto normale" scrive il Prof Scagliotti .
"La maggioranza delle persone, infatti, supera senza eccessive difficoltà il malessere tipico di giorni successivi al trattamento, riesce a recuperare negli intervalli fra i cicli ed a dedicarsi alle normali attività quotidiane. Chi assume la chemioterapia per via orale a domicilio, non ha quasi nessuna modificazione dei propri ritmi di vita, continua a lavorare e riesce a mantenere le proprie relazioni sociali. Durante la chemioterapia, però, non è possibile fare tutte quelle cose che si sono sempre date per scontate, ma non bisogna scoraggiarsi: in base alle proprie condizioni non c'è alcun motivo di non continuare ad uscire con gli amici, per esempio riposando durante il giorno per poi essere più in forma la sera. Se si decide di mangiare fuori potrà essere opportuno assumere i farmaci antiemetici prima di uscire e sarà opportuno scegliere accuratamente dal menu i cibi più appropriati".
Per molti pazienti l'introduzione di modiche quantità di alcolici con i pasti non interferisce con la chemioterapia, ma è sempre meglio chiedere il parere del proprio medico. Molti pazienti si sentono stanchi durante la chemioterapia. Questo è normale ed è dovuto ai farmaci ed alla reazione dell'organismo alla malattia, oppure semplicemente solo al fatto che non si dorme bene. 
Sentirsi incapaci di sforzi anche lievi a causa di una debolezza persistente può generare un comprensibile senso di frustrazione soprattutto in coloro che sono particolarmente attivi. Non si deve cercare di vincere la debolezza, bisogna piuttosto limitare tutte quelle attività non strettamente necessarie, farsi aiutare da parenti o amici nel fare la spesa o i lavori di casa, prendersi tutto il tempo necessario per riposare e, per chi continua a lavorare, ridurre il numero delle ore lavorative durante il periodo del trattamento. In caso di insonnia è possibile chiedere al medico la prescrizione di tranquillanti.
Durate la chemioterapia, nel caso di viaggi all'estero non è possibile essere vaccinati con vaccini a base di virus o batteri vivi attenuati quali ad esempio quelli contro la poliomielite, morbillo, rosolia, parotite, tubercolosi, febbre gialla e tifo (vaccino orale) 
Altri vaccini sono somministrabili anche in corso di un trattamento chemioterapico come quelli per tetano, difterite, influenza epatite A e B colera e tifo (per via parenterale).

I sintomi cui fare attenzione (tratto da "Saperne di più per sentirsi meglio" di Giorgio Vittorio Scagliotti)
  • Comparsa di rialzo febbrile maggiore di 38° C o di brivido
  • Comparsa di emorragie
  • Insorgenza di dolore in sede di inoculazione dei farmaci 
    o nella zona circostante
  • Mancanza di fiato
  • Comparsa di ulcerazioni della bocca
  • Sensazione di bruciore in bocca
  • Vomito persistente oltre le 24 ore dal termine 
    del trattamento chemioterapico
  • Diarrea grave (più di 3 scariche al dì per più di 3 giorni)
  • Stitichezza persistente non modificata dall'impiego 
    di lassativi
  • Formicolio e/o senso di impaccio alle mani e ai piedi
  • Instabilità nel reggersi in piedi
  • Difficoltà nell'eseguire lavori manuali
  • Qualsiasi modificazione a livello cutaneo o visivo.

 

Quando chiamare il medico (tratto da "Saperne di più per sentirsi meglio" di Giorgio Vittorio Scagliotti)
  • Se il vomito, la diarrea o la febbre persistono 
    per più di 24 ore
  • Nel caso di emorragia o vomito di materiale scuro 
    o rosso vivo
  • Presenza di sangue nelle feci o intorno alla regione anale
  • Perdita di peso di oltre 2-3 kg da quando è iniziata 
    la diarrea
  • Crampi o dolori addominali per più di due giorni
  • Mancata evacuazione delle feci per più di tre giorni 
    o da due giorni dopo assunzione di lassativi
  • Se le urine sono molto scure o scarse
  • Se non si urina da oltre 12 ore
  • Se non riesce ad assumere bevande da oltre due giorni
  • Se alzandosi in piedi avverte una sensazione 
    di svenimento o di stordimento
  • Se compare disorientamento o confusione
  • Se ha difficoltà a respirare
  • Nel caso di febbre superiore a 38° C esterna, 
    o maggiore di 38° C rettale
  • Nel caso di brividi
  • Se compare gonfiore alle braccia o alle gambe
  • Se la pancia appare gonfia o tesa
  • Nel caso di dolore toracico a riposo
  • Nel caso di mancanza di fiato a riposo
  • Nel caso di debolezza o confusione
  • Se non si riesce a fermare il sanguinamento
  • In caso di perdita di coscienza

Fausta Orlando


 



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