Mammella: biopsie più facili

06 febbraio 2004

Mammella: biopsie più facili



Giovedì 5 febbraio ha cominciato a funzionare il primo sistema Mammotome della Liguria, presso il Centro di Senologia dell'Ospedale San Martino di Genova. Un ulteriore passo avanti nella diagnosi precoce del carcinoma mammario, tumore curabile con ottimi risultati se intercettato nelle prime fasi. 
Come spiega il dottor Massimo Calabrese, radiologo del Centro di Senologia, "Il Mammotome è una strumentazione di straordinario valore, perché permette di fare diagnosi affidabili anche su calcificazioni microscopiche, senza dover ricorrere all'intervento chirurgico. Se la mammografia evidenzia una lesione, anche di modestissime dimensioni, il Mammotome consente, attraverso una piccolissima sonda che viene introdotta nel seno, non solo di raccogliere i campioni di tessuto per la biopsia, ma anche di rimuovere l'intera lesione, limitando l'intervento chirurgico vero e proprio solo ai casi positivi". Si tratta di un miglioramento notevole rispetto non soltanto all'intervento chirurgico in aperto per il prelievo del campione del tessuto o della lesione intera, ma anche rispetto ai sistemi successivi, come la tecnica through cut, in cui con un ago cavo caricato da una molla si operavano successive punture nella sede della lesione, attraverso la cute. Per prelevare campioni sufficienti all'esame istologico potevano essere necessarie anche una decina di punture. 

Come si esegue l'esame
Con il Mammotome è invece possibile raggiungere con precisione la calcificazione attraverso un'unica incisione lunga soltanto 6 millimetri. Il punto in cui incidere, e la profondità alla quale spingere la sonda, vengono determinati con un sistema di stereotassi digitale, vale a dire che la localizzazione esatta della lesione viene ricavata grazie a due mammografie prese con angolazioni differenti elaborate poi da un computer. Una volta raggiunta la lesione, questa viene in pratica aspirata in parte o completamente per poi essere avviata al laboratorio di istologia. Essendo molto piccola e mobile, la sonda del Mammotome può effettuare prelievi in punti diversi senza dover procedere a una nuova inserzione. Il Mammotome, in caso di lesioni dubbie, che possa essere necessario seguire nel tempo, può applicare nell'area del prelievo una minuscola clip di titanio, non più grande di una capocchia di spillo, così da contrassegnarla in modo permanente. "Essendo in titanio la clip è assolutamente sicura e, inoltre, non interferisce con l'eventuale esecuzione della risonanza magnetica". 

Disagi ridotti al minimo
L'esame, peraltro, non è solo più preciso e affidabile, ma presenta anche meno disagi per la paziente. E' sufficiente l'anestesia locale, non vi è sanguinamento (il sangue viene aspirato dallo strumento stesso), e al limite si può produrre una banale ecchimosi nel punto di entrata. Anche la preparazione al test è assolutamente non impegnativa: è sufficiente sospendere qualche giorno prima la somministrazione dei farmaci che ostacolano la coagulazione (per esempio gli antinfiammatori non steroidei o gli antiaggreganti). "E' ridotto anche lo stress psicologico" aggiunge Calabrese "perché la donna durante il prelievo è in posizione prona, quindi non può vedere l'operazione" a differenza di quanto avviene per altre procedure mini-invasive, come la gastroscopia, non è quindi necessario nemmeno il ricorso alla somministrazione di un ansiolitico. Per finire, concluso l'esame, è sufficiente applicare un bendaggio adesivo alla ferita.
I vantaggi si presentano anche sul piano sanitario: "Gli esami sono più rapidi ed economici in termini di risorse e personale" conferma il radiologo genovese. 
Per ora il Mammotome del San Martino è l'unico presente nelle strutture pubbliche non solo liguri ma anche di bassa Lombardia e basso Piemonte. In totale in Italia tra strutture pubbliche e private ne esistono 40.


Maurizio Imperiali


 




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Tag: Tumori

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